PUBBLICO VOLENTIERI UNO STRALCIO DELLA SINTESI DI UN QUADRIENNIO SCRITTA DAL DIRETTORE DELL’ATER DI ROMA AI TEMPI DI PETRUCCI CHE RENDE BENISSIMO L’IDEA DI COSA E’ L’ATER DI ROMA,E CHE OGGI E’ MOLTO PEGGIORATA E DIMOSTRA ANCHE CHE LA SOTTOSCRITTA HA RAGIONE.
Sintesi di un quadriennio di lavoro Principali obiettivi e risultati raggiunti
Gennaio 2006 – marzo 2010
DI: CARLO MALTESE
- Organizzazione del lavoroIl documento elenca le seguenti principali criticità: 1) una evidente diseconomicità ed inefficienza funzionale diffusa, conseguente principalmente a:
- 1.b) un’assai scarsa – se non casuale o peggio volutamente tale – organizzazione dei flussi informativi e più in generale di tutte le attività di programmazione, controllo ed organizzazione delle attività e del lavoro, spesso demandate alla iniziativa del singolo anziché coordinate e presidiate in modi e forme omogenee; 1.d) l’assenza di una cultura del lavoro articolata per processi ed obiettivi;
- 4.a) il software in uso è antidiluviano, ed elabora in tempi incompatibili con le esigenze;
- 4.c) il sistema gestisce la banca dati utenza, ma la sua capacità di elaborazione non consente la contemporanea emissione delle bollette e la immissione di nuovi dati;
- 4.e) la contabilità utenza non collima con i dati rilevati in contabilità generale;
- 4.g) la gestione del personale non è informatizzata; I procedimenti assomigliano, senza tuttavia essere compiutamente tali, a quelli delle pubbliche amministrazioni, come tali definiti come “procedimenti amministrativi” anche dal Regolamento in essere.
- 5) l’arretratezza ed inadeguatezza dei sistemi di contabilità e di elaborazione dei bilanci aziendali. Le principali evidenze in tal senso sono:
- 5.b) i dati rappresentati nei bilanci presentano una attendibilità spesso assai modesta, sia per la inadeguatezza delle banche dati, sia per l’assenza di processi costanti di analisi e revisione dei cosiddetti “residui”, sia attivi che passivi;
- 5.d) l’ultimo bilancio consuntivo approvato – con riserva – al momento dell’insediamento del nuovo C.d.A. è quello del 2001;
- 5.f) l’arretratezza di elaborazione ed approvazione dei bilanci, la loro inadeguatezza, ed infine la mancata rilevazione dei valori patrimoniali determina evidenti ricadute negative sui margini per eventuali manovre finanziarie e nei rapporti istituzionali.
- 5.e) la proposta di bilancio di previsione per l’anno 2006, alla data di insediamento del C.d.A. e del Direttore Generale non è stata ancora predisposta: verrà presentata dagli Uffici competenti solo ai primi di marzo dello stesso 2006, in pieno esercizio provvisorio e con l’evidente rischio di commissariamento se non si fosse provveduto ad approvarla entro lo stesso mese, in deroga ai tempi minimi stabiliti dal regolamento per la presentazione in Consiglio;
- 5.c) la redazione dei bilanci non è supportata da un sistema di rilevazione analitico dei costi di gestione, e non è rappresentativo dei valori economico patrimoniali;
- 5.a) i bilanci vengono redatti secondo principi, se non proprio tali, comunque più simili a quelli dello Stato e degli Enti Locali che non a quelli previsti dalla Legge n. 30/2002, che esige al contrario un bilancio di tipo civilistico;
- A tale situazione corrisponde una parallela inadeguatezza del sistema informativo, privo dei più elementari presupposti per un corretto sviluppo dei processi aziendali e della semplificazione dei procedimenti.
- 4.h) una scarsa dotazione hardware-software ed una scarsa propensione del personale all’uso degli strumenti informatici.
- 4.f) il sistema informatico supporta la contabilità aziendale in modo parziale, inadeguato, non integrato ed insufficiente rispetto alle esigenze;
- 4.d) non sono presenti in banca dati, né gestiti con strumenti informatici adeguati tutti gli elementi amministrativi e tecnici necessari alla completa gestione del patrimonio ed alla correlata rilevazione dei dati economico-finanziari;
- 4.b) la banca dati è scarsamente attendibile e sicuramente incompleta;
- 4) la totale inadeguatezza dei sistemi informativi ed informatici, privi dei più elementari requisiti (banca dati unica e piattaforma condivisa) per una gestione integrata delle diverse componenti aziendali (contabilità, patrimonio, gestione tecnica, gestione amministrativa, programmazione e controllo) con le seguenti problematiche:
- 3) l’assenza di una struttura dedicata alla elaborazione ed allo sviluppo di analisi finanziarie sulla situazione dell’Ente e a definire e pianificare conseguenti strategie di risanamento, ma anche di valorizzazione e di sviluppo: in sintesi, in grado di costruire e guidare la funzione imprenditoriale attribuita all’Ente con la citata Legge 30/2002;
- 2) la significativa assenza di una struttura dedicata alla programmazione, al controllo di gestione ed al controllo interno;
- 1.e) una struttura dei flussi di comunicazione farraginosa, ridondante, scarsamente presidiata, poco o nulla finalizzata ai risultati;
- 1.c) una persistente difficoltà se non una vera incapacità della struttura di lavorare in modo integrato ed interdisciplinare tra le diverse unità organizzative aziendali;
- 1.a) un’eccessiva dispersione delle sedi di lavoro in undici sedi decentrate, talora carenti non soltanto di semplici caratteristiche di decoro, ma addirittura dei requisiti normativi di sicurezza e di accessibilità, e spesso in presenza di postazioni, attrezzature e dotazioni informatiche insufficienti se non addirittura obsolete;
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- Gestione del patrimonio
- Il documento così descrive le criticità riscontrate nell’azienda:
- 1) la conoscenza del patrimonio immobiliare e dei suoi elementi di identificazione è del tutto incompleta ed approssimativa: a gennaio 2006 non è nota la sua esatta consistenza, sia di quello residenziale, (abitazioni, locali pertinenziali, parti comuni) sia di quello extraresidenziali (aree, locali commerciali, magazzini, box, ecc.). Non sono noti gli esatti valori catastali di ciascuna unità immobiliare, non esiste un inventario né omogeneo né completo, ed i bilanci non riportano di conseguenza valori adeguatamente rappresentativi. Il sistema informatico gestisce, della sola parte di patrimonio inserito in banca dati, solo gli aspetti anagrafici e contabili riferiti per grande parte non all’utente ma al singolo immobile, con una banca dati molto approssimativa in tutte le sue componenti anche elementari (come ad esempio, nell’indirizzario);
- 2) L’approssimativa conoscenza del patrimonio, genera evidenti ricadute sugli aspetti fiscali (come ad esempio l’esatta determinazione dell’ICI), sia sugli aspetti gestionali (ad esempio l’attribuzione corretta delle quote dei servizi), sia ovviamente negli aspetti economico patrimoniali dei bilanci;
- 3) Anche il patrimonio dei beni mobili non risulta censito, sia nella sua consistenza che nella ubicazione dei beni;
- 4) La gestione amministrativa dei rapporti con l’utenza (volture, contratti, subentri, occupazioni abusive, perseguimento delle morosità, rilevazioni delle modifiche anagrafiche e reddituali attraverso i censimenti, partecipazioni ai condomini, alienazione agli aventi titolo delle abitazioni comprese nei piani di vendita ecc.) è totalmente inadeguata rispetto alle esigenze, con un arretrato in tutti i settori di notevolissima entità (per alcune stime attorno alle 13.000 pratiche).
- 5) La gestione tecnico – manutentiva è altrettanto inadeguata rispetto al precario stato di degrado del patrimonio immobiliare, e in particolare:
- 5.b) Il costo medio rilevato per la gestione amministrativa e per le manutenzioni pari a circa 110 euro/mese per alloggio, è evidentemente inaccettabile, ed evidenzia la necessità di svolgere adeguati indagini ed approfondimenti al fine di evitare un evidente mal utilizzo delle risorse. Si prevede a tal fine la costituzione di una “Commissione di Alta Vigilanza” sui lavori e sugli appalti;
- 5.d) Non esiste in azienda se non sulla carta (nonostante gli obblighi normativi) un Ufficio per le Relazioni con il pubblico, e non esistono allo stesso tempo, strumenti con cui veicolare in modo omogeneo ed oggettivo un procedimento, sia amministrativo che tecnico: gli atti amministrativi e gli interventi di manutenzione vengono per lo più lasciati all’iniziativa personale o eseguiti in esito alle minori o maggiori “pressioni” esercitate, piuttosto che organizzati in un sistema funzionale, con evidenti disfunzioni e talora cattive pratiche;
- 7) E’ altrettanto evidente l’insufficiente presidio della gestione del patrimonio extraresidenziale, e soprattutto di quello a vocazione o destinazione commerciale, con evidenti disfunzioni di tipo amministrativo (utilizzazione impropria di immobili, inadeguatezza dei canoni, morosità, mancato rinnovo dei contratti, ecc.) e diseconomicità sui ricavi da gestione. L’assoluta carenza della banca dati (dalla conoscenza del patrimonio all’assenza o carenza degli atti nei fascicoli, la dispersione effettuata in passato dei documenti amministrativi e contrattuali, per procedimenti spesso affidati all’esterno senza opportuna rendicontazione, l’utilizzo improprio come abitazione di locali commerciali, il mancato censimento o aggiornamento dei locatari ecc.) rende estremamente faticosa se non addirittura impossibile una gestione adeguata di tale patrimonio, per la quale si pone come condizione preliminarmente indispensabile la ricostruzione della situazione amministrativa, patrimoniale e contabile.
- 6) E’ evidente l’incapacità – nel complesso dei Soggetti pubblici diversamente competenti e coinvolti – di garantire un utilizzo corretto del patrimonio pubblico, presidiarlo dalle occupazioni abusive e renderlo invece disponibile per le assegnazioni regolari agli aventi titolo compresi nelle liste comunali, ed affrontare la morosità in modo e con strumenti quanto più possibile in grado di ottenere risultati complessivamente efficaci;
- 5.e) La totale assenza di una struttura dedicata al rapporto tra l’Azienda e l’utenza apre quindi il campo ad una gestione delle “pratiche” di fatto esclusivamente demandata ai rapporti interpersonali, con evidente impossibilità di tenere sotto controllo l’oggettività delle situazioni e l’efficacia dei risultati. A gennaio 2006 erano arrivate all’ATER oltre 6.000 lettere di protesta inviate dagli utenti nel corso degli ultimi due mesi del 2005, per interventi di manutenzione e gestione delle aree verdi e degli spazi comuni non effettuati dalle Ditte appaltatrici;
- 5.c) E’ notevole la dimensione della protesta dell’inquilinato, che lamenta la totale assenza e la pessima esecuzione degli interventi di manutenzione sia negli alloggi che nelle parti comuni, negli impianti, nelle aree verdi;
- 5.a) E’ seriamente inadeguata la risposta all’esigenza di manutenzioni ordinarie, straordinarie o di pronto intervento, pur nei limiti delle risorse (comunque del tutto insufficienti) stanziabili da ATER nella gravità della situazione finanziaria, in termini sia di tempi di intervento, sia di risultato (capacità degli interventi effettuati di risolvere i problemi per i quali sono stati attivati), sia di costi (assoluta sproporzione tra costi sostenuti e risultati);
