NON L’HO SCRITTO IO POI VI DIRO’ CHI L’HA SCRITTO DOPO LE ELEZIONI
LA CASA A CHI NE HA DIRITTO
Il tema dell’abitare non coinvolge solo urbanistica ed economia, ma soprattutto il benessere sociale,il sostegno alle persone e alle fasce di popolazione disagiate e deboli della nostra regione. La portata del disagio abitativo è tale da non poter essere ignorata da una politica responsabile e solidale nei confronti di cittadine e cittadini. Governare ‘per’ un diritto alla casa, vuole dire offrire la possibilità di disporre di un alloggio di qualità e di servizi adeguati, garantire efficienza amministrativa e capacità programmatica, creare un contesto territoriale inclusivo.
In quest’ottica la realizzazione di una nuova politica dell’abitare è stato e continua ad essere il nostro grande obiettivo per dare risposta alla domanda di case nel Lazio: una partita importantissima sulla quale si gioca anche il grado di democraticità dell’intero sistema regionale e che proprio per questo esige capacità di governo e adeguata azione amministrativa.
È su queste basi che si muoverà l’azione di governo regionale anche per il futuro: continuando a are certezze sul piano del diritto alla casa, assicurando la legalità con un’attività di vigilanza più capillare, inaugurando nuove esperienze di mediazione e presidio sociale, per una politica dell’abitare sostenitrice di diritti esigibili e reali.
Da domani
Un’Agenzia per l’Abitare
Da troppo tempo nel Lazio il ‘Sistema Casa’ non ha punti di riferimento amministrativi unitari. Ed èinvece una funzione di cui c’è bisogno. Prima di tutto per dare un quadro di certezze ai cittadini e servizi migliori. Poi per fornire le basi per un’azione di indirizzo su un tema centrale per la vita della regione. E, infine, per avere una gestione efficace delle politiche per l’abitare.
Per questo, nei primi mesi della nuova consiliatura, istituiremo un’Agenzia con il compito di:
? mappare il patrimonio abitativo pubblico e privato da destinare a Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) e ad affitto con canoni calmierati;
? gestire le agevolazioni a favore dei soggetti privati che decidono di affidare immobili all’Agenzia;
? favorire e mediare l’incontro tra domanda e offerta, promuovendo la locazione da parte delle famiglie con redditi troppo alti per accedere all’offerta ERP e troppo bassi per sostenere gli attuali canoni di mercato.
Spetterà all’Agenzia anche la gestione di un Fondo destinato all’assegnazione di contributi e di incentivi da destinare ai proprietari privati che mettano a disposizione immobili ad uso abitativo a garanzia dell’eventuale morosità degli affitti dovuti in ERP.
Più in generale il nuovo organismo si pone come priorità il contrasto all’emergenza abitativa, e sarà per questo cruciale la sua piena integrazione con la rete regionale e comunale dei servizi socioassistenziali,
così da garantire una regia unica per la soluzione delle problematiche sul piano propriamente amministrativo.
Una stagione di semplificazione nell’edilizia sovvenzionata
L’edilizia sovvenzionata vive problematiche che affronteremo da subito per rispondere ai bisogni dei cittadini.
In particolare
– favorendo gli interventi di autorecupero degli alloggi, sia quelli non assegnabili per carenza di manutenzione, sia quelli già assegnati;
– adottando nuove norme che consentano la mobilità degli inquilini e i cambi di alloggio per dare loro la flessibilità necessaria a rispondere alle diverse esigenze;
– approvando nuovi progetti di riqualificazione urbana partecipata e di rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico abbandonato o dismesso.
Specifica attenzione sarà data al superamento delle difficoltà di recupero degli alloggi che si liberano dai legittimi inquilini. Troppi cittadini, infatti, non accedono agli immobili cui hanno diritto, troppiimmobili finiscono nella compravendita illegale. La ragione sta in procedure ancora farraginose a
causa di un dialogo amministrativo frammentato tra le Aziende Territoriali per l’Edilizia Residenziale (ATER) e i singoli Comuni. Per questo promuoveremo l’istituzione di unità amministrative integrate- composte da Comune, ATER e Regione – con lo specifico compito di affrontare e risolvere le
problematiche e di velocizzare le procedure.
Il patrimonio ATER adeguato alle esigenze di una famiglia che cambia
Il patrimonio immobiliare delle ATER deve adeguarsi ai cambiamenti della società. Negli ultimi anni il numero di famiglie poco numerose e mononucleari è in crescita costante e sta trasformando anche la domanda di edilizia residenziale. L’alta incidenza di alloggi con ampia metratura nel patrimonio
di Edilizia Residenziale Pubblica e vincoli regolamentari limitano la capacità di rispondere a questi cambiamenti ed ostacolano l’effettività dell’azione pubblica per il diritto alla casa. E’ un punto sul quale interverremo con priorità attraverso misure di razionalizzazione strutturale degli alloggi ATER
e facilitando interventi di frazionamento dei tagli grandi per arrivare a tagli a misura delle nuove strutture familiari.
Alloggi ATER per donne in fuoriuscita dalla violenza
Il patrimonio ATER deve poter essere disponibile per affrontare un’altra problematica cui stiamo dando prioritaria attenzione: quella delle donne vittime di violenza. Molto spesso si trovano in situazioni in cui la casa è un rifugio nel senso più pieno del termine. Per questo avvieremo un programma per mettere a disposizione alloggi alle associazioni che abbiano i requisiti per la gestione
dei centri antiviolenza. Queste case – assegnate con procedura di evidenza pubblica – diverranno, così case di semi autonomia, alloggi in transizione a disposizione di donne vittime di violenza.
300 locali per giovani, coworking, artigianato, innovazione sociale
Il patrimonio non abitativo delle ATER – spesso abbandonato o in situazioni di degrado – può essere un’occasione di rivitalizzazione economica e culturale di ambiti urbani, capace di riattivare la partecipazione civile come risposta alla disgregazione del tessuto sociale e alla mancanza di servizi.
In tali spazi possono essere immaginati progetti animati da associazioni giovanili impegnate nella riqualificazione dei quartieri, iniziative di startup di nuova imprenditoria giovanile ed attività culturali e di mutualismo sociale. Per questo il nostro obiettivo è destinare 300 locali in tutto il Lazio a questa finalità nei prossimi 5 anni.
Nuovi strumenti di mediazione: il portierato sociale
In molte realtà italiane la realizzazione del portierato sociale all’interno dei complessi abitativi di edilizia residenziale pubblica si è rivelata un’esperienza utile: per le segnalazioni degli inquilini di problematiche relative alle parti comuni e alle aree verdi, per il sostegno a processi di inclusione e iniziative di socializzazione, per contrastare fenomeni di gestione illegale del patrimonio. E’ un modello che vogliamo portare anche nella nostra regione.
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Ho rubato questo pensiero ad un amico perché è molto attinente a questa proposta ed è quello che penso anch’io
Mi sembra come se uno dicesse che vuole mettersi al passo con le grandi nazioni sviluppando l’industria dell’allevamento delle lumache, con macchinari all’avanguardia come una bicicletta a pedali che sta parcheggiata sotto casa senza accorgersi che nel frattempo hanno rubato le ruote e anche il manubrio

Zingaretti
Non so chi lo ha scritto ,ce lo dica , ma che sappiano visto che sembra gente ferrata in materia che c e da riclassificare le case degli anni 80 accatastate A2.Uno che prende in mano questa scomoda questione vuol dire che e’ pronto a sistemare tutto fino in fondo.
Tutte chiacchiere, soprattutto se a scrivere queste cose sono quelli che già comandano e che avrebbero potuto già relizzarle, inutile pensare di fare nuove proposte se non si riesce a far funzionare neanche le cose esistenti.
Sembrano tutte ottime idee….ma poi bisogna vedere i fatti!
Mi sbaglio, o non vedo riferimenti ai piani vendita iniziati e poi interrotti?
Buongiorno Signora Addante,
In riferimento all’articolo “LA CASA A CHI NE HA DIRITTO “ da Lei evidenziato, cosa vuole commentare, questo è il paese di Pulcinella, Arlecchino e Pinocchio.
Quanto descritto nell’articolo rappresenta la classe Politica del Paese che non sapendo cosa fare presenta un calderone di proposte per non fare niente. L’inquilino a canone ERP rappresenta un bacino voti a cui si ricorre a ogni votazione, con delle proposte assurde tipo:
“Agenzia per l’Abitare” per non parlare “Girotondo” e delle altre proposte, ma non c’è l’ATER che ha già un notevole costo per il suo mantenimento, che dovrebbe svolgere questo compito, visto che ultimamente hanno fatto anche dei nuovi dirigenti con nuovi stipendi solo per venire incontro all’inquilino ATER, cosi dicono. Con la scusa di aiutare le famiglie si stanno inventando “Il patrimonio ATER adeguato alle esigenze di una famiglia che cambia “ cioè il cosiddetto “Girotondo” che è il cambio alloggio ogni tre/cinque anni, tipo il personale bancario, che avviene per non aver troppa confidenza con la clientela, la stessa cosa stanno cercando di fare con l’inquilino a canone ERP, considerandoli come un gregge di pecore che deve cambiare pascolo continuamente per mangiare, come se tutti gli alloggi ATER o del Comune di Roma fossero in perfetto stato e subito abitabili. ( stiamo parlando che la maggior parte di edifici vanno dal 1900/ 1950). Forse l’unica proposta fattibile in breve tempo e utile è il “Portiere Sociale”, come una volta.
Premetto che non sono razzista o altro, sono uno dei tanti milioni di Italiani i cui bisnonni, nonni, padri, hanno combattuto per lasciare ai loro figli e connazionali una vita più facile da vivere.
Prima di fare delle proposte a lungo termine modificassero l’attuale legge per la richiesta di una casa popolare e calcolo reddito famigliare per la decadenza che consiglia alle famiglie Italiane di non fare figli.
Cordiali saluti
Le rispondo che concordo on lei, ma quelle cose le scrive SEL si rende conto?E so che Zingaretti si è molto arrabbiato
scusa ma dove li vedi tali riferimenti?
Se ti dico chi le ha scritte….immagina quelli contrari all’art.5 della legge Lupi
Devo ridere? mi sa che non avete letto bene scusa quali sarebbero queste case da riaccatastare che erano A/2? dove lo avete letto?
non lo ha scritto lui ma il tutto è stato coordinato dal suo Vice
Mi sembra come se uno dicesse che vuole mettersi al passo con le grandi nazioni sviluppando l’industria dell’allevamento delle lumache, con macchinari all’avanguardia come una bicicletta a pedali che sta parcheggiata sotto casa senza accorgersi che nel frattempo hanno rubato le ruote e anche il manubrio
questa è la sintesi di tale proposta
Appunto, Annamaria! Non si parla dei piani vendita già iniziati e fermi da tempo immemore. Con gente che ha cacciato 2000 euro da anni.
ATTENZIONE NON FARE CONFUSIONE CON LE CASE IN VENDITA DEL COMUNE DI ROMA QUELLE DEI 2000 EURO SONO DEL COMUNE DI ROMA SE VI METTETE IN TESTA DI UNIFICARVI POSSIAMO RIPARTIRE ALLA CARICA