ERA MIGLIORE LA PRIMA REPUBBLICA, FINO ALL’ARRIVO DI CRAXI

Elogio della democrazia degli “incompetenti” e dei loro valori

Per diversi anni, nel secondo dopoguerra, la classe politica poteva commettere tutti gli errori possibili e immaginabili ma rimanevano in piedi istituzioni come le amministrazioni pubbliche, le prefetture, le questure, la magistratura, non facilmente influenzabili dall’esecutivo o dal Parlamento e in grado quindi di tener in piedi l’edificio statale, nonostante l’avvicendarsi delle compagini governative. Ricordo ancora, nella mia giovinezza, potenti deputati locali Dc e Psi trattare con deferenza, mista quasi a timore, prefetti e questori. Oggi la colonizzazione della sfera pubblica da parte di partiti, sindacati e vari gruppi di persone ha ridotto i più alti funzionari dello Stato ( che sempre più spesso debbono le loro cariche ai professionisti della politica e ai leader sindacali) a meri esecutori delle direttive delle classi dirigenti di governo e di opposizione. Per questo sono tutt’altro che infondate, le preoccupazioni degli avversari della squadra gialloverde di Palazzo Chigi. Venendo meno la protezione dello Stato moderno, dei suoi apparati, dei suoi codici, i nostri destini e quelli dei nostri figli rischiano di dipendere dal Decreto Dignità o da altre misure governative, che facendo saltare vecchi equilibri e vecchi compromessi, ci preparano giorni bui ( bui per noi liberali ma non per le schiere populiste…).

 

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