LA POLITICA OGGI NON RISOLVE I PROBLEMI LI COMPLICA E’ TERRIFICANTE!!!!

VI INVITO ALLA LETTURA DI QUESTI INTERVENTI IN AULA  SULLA MPDIFICA DELLE LEGGI CHE DIRE DEMENZIALE E’ UN COMPLIMENTO.

QUESTI POLITICI A MIO AVVISO LEGGENDO LE ASSURDITA’ CHE DICONO ANCHE PERCHE’ NON CONOSCONO VERAMENTE LE SITUAZIONI, MA GLI VENGONO RIPORTATE DICONO DELLE BESTIALITA’ ASSURDE .

I CONDOMINI MISTI LO SONO PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE L’ATER DI ROMA VENDEVA A MACCHIA DI LEOPARDO PER POTER LUCRARE SUI CONDOMINI MISTI, IMPEDENDO A CHI AVEVA COMPRATO DI POTER COSTITUIRE IL CONDOMINIO PERCHE’ NON AVEVA LA MAGGIORANZA E COSI’ I PROPRIETARI DI CONDOMINIO ALL’ATER PAGAVANO DI PIU’ DI QUELLO CHE PAGAVANO DI CANONE,POI PER FORTUNA NEL 2013 LA LEGGE SUI CONDOMINI E’ CAMBIATA, MA L’ATER HA SMESSO DI VENDERE GLI ALLOGGI PERCHE?

QUESTO EMENDAMENTO E’ INCOSTITUZIONALE PERCHE’ A SOGGETTI UGUALI ,I CONDOMINI, NON PUOI VENDERE L’ALLOGGIO A PREZZI DIVERSI, INOLTRE LE CASE POPOLARI NON POSSONO ESSERE VENDUTE A PREZZO DI MERCATO, IN QUANTO LO STATO, LE REGIONI E L’ATER NON PUO’ SPECULARE, PER CUI TALI EMENDAMENTI SONO INAPPLICABILI.

SPERO E MI AUGURO CHE SI FACCIA UNA SERIA DISCUSSIONE SU TUTTA LA TEMATICA CASA POPOLARE E VENGA FATTA UNA LEGGE CHIARA ADEGUATA CHE DETTA REGOLE AGGIORNATE SSIA SULLE ASSEGNAZIONI E LA GESTIONE E SIA SULLE VENDITE CHE NON PUO’MESSERE LA VENDITA OMI ANCHE SE SI PRENDE LA VALUTAZIONE PIU’ BASSA

E MI DISPIACE , MA HA RAGIONE IL CONSIGLIERE PANUZZI AGLI OCCUPANTI ABUSIVI NON SI PUO’ VENDERE ALL’ASTA L’ALLOGGIO.

 

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PATANÈ (Pd). In realtà, è molto semplice. Noi abbiamo un problema, soprattutto dopo il piano vendita, l’ultimo piano vendita della Regione sulle ATER, che molti condomini, che erano prima in proprietà esclusiva delle ATER, non hanno visto tutti gli appartamenti venduti. Questo ha comportato che si costituissero dei cosiddetti condomini misti. Questi condomini misti hanno creato e creano moltissimi problemi, perché da un lato si può verificare che la proprietà pubblica sia in percentuale inferiore rispetto al 50 per cento dall’altro che sia in percentuale superiore rispetto ai millesimi e in entrambi i casi ci sono problemi sia sulle manutenzioni degli immobili, sia sull’assegnazione di determinati locali. Insomma, è un problema abbastanza gravoso.

Con il primo comma io intendevo e intendo permettere la chiusura di questi condomini misti, che sono anche un aggravio di spese per l’ATER, e alleggerire le liste degli occupanti abusivi senza sconti per nessuno, perché la casa viene venduta a prezzi di mercato ad asta pubblica. Il primo tema è avere una corsia preferenziale per vendere quegli immobili che sono in condomini misti, quindi chiudere questo obbrobrio dei condomini misti. Questo è il primo punto.

Con il secondo punto, quindi con la lettera a), tendo a dare una certezza alle famiglie sul tema del diritto di prelazione, che dovrebbero pagare, senza questo emendamento, un diritto di prelazione troppo alto. Questo in alcuni casi, soprattutto per le famiglie che, appunto, sono famiglie che non navigano nell’oro, è un problema e sta costituendo in questi periodi nei quali molte, non soltanto le ATER, ma anche i Comuni stanno vendendo questi immobili, è un problema serio.

Infine, negli ultimi due o tre commi, c’è questo tema dell’OMI.L’OMI è una procedura assurda per vendere le case ERP. Tuttavia, nell’impossibilità di modificare la norma, penso che la si possa attenuare con dei correttivi. Uno dei correttivi che tento di porre con questo emendamento è quello di consentire, di fare dei pagamenti dilazionati, rateali in questo caso in trent’anni, e poi prevedere che nella vendita dell’immobile e nello stabilire il prezzo non ci sia discrezionalità e quindi che si preveda di partire da un minimo OMI nella fascia di oscillazione, perché questo non solo garantisce che non ci sia, come dicevo prima, discrezionalità da parte di nessuno nello stabilire il prezzo di partenza dal quale fare abbattimenti, ma rende più accessibile l’acquisto anche a chi ha minori possibilità. In sintesi, quindi, vendere le case al fine di chiudere i condomini misti, che è un obiettivo da raggiungere e un fatto di equità sociale, ovviamente, naturalmente, vista la lentezza nel vendere da parte degli enti gestori, nello stabilire un ordine di priorità per evitare una vendita a macchia di leopardo, il criterio è partire appunto da questi condomini, al fine di chiuderli definitivamente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie.

Parere della Giunta, Assessore?

VALERIANI, Assessore. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la consigliera Lombardi. Ne ha facoltà.

A seguire, il consigliere Panunzi.

LOMBARDI (M5s). Volevo analizzare un attimo con voi questo emendamento e motivare il nostro voto contrario. Oggi la normativa nazionale dispone che l’acquirente di un alloggio popolare può rivendere l’alloggio successivamente ai dieci anni, o a cinque per determinate categorie. I piani di alienazione sono stabiliti dalle Regioni per finanziare i disavanzi delle ATER e nel Lazio non possono comunque superare il 30 per cento del patrimonio complessivo. Passato il termine dei dieci/cinque anni, l’alloggio è vendibile, fermo restando il diritto di prelazione degli enti pubblici territoriali (Comuni, Province e Regioni).

Per diritto di prelazione dell’ente pubblico si intende l’acquisto dell’alloggio per un prezzo pari a quello di cessione rivalutato sulla base della variazione accertata dall’Istat dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Con la legge regionale 27 del 2006 all’articolo 48, comma 10-bis, l’assegnatario, diventato successivamente acquirente, per estinguere il diritto di prelazione deve pagare all’ente gestore, cioè all’ATER che li riutilizza per gli investimenti, un importo pari al 10 per cento del valore dell’immobile calcolato sulla base della vigente (al momento della vendita) rendita catastale.

Il collega Patanè con questo emendamento va a sostituire i commi 10 e 10-bis della 27 del 2006: precisamente, al comma 10…

PRESIDENTE. Scusate, colleghi.

LOMBARDI (M5s). Più che altro, l’Assessore volevo che sentisse le motivazioni, e anche il proponente, che è il collega Patanè. Al comma 10, disponendo l’asta pubblica per gli immobili facenti parte dei piani di cessione ma impropriamente occupati con la differenza rispetto alla precedente versione di eliminare il diritto di prelazione per l’acquirente che volesse sanare la sua situazione, acquistando l’immobile nella rideterminazione del valore del prezzo di base d’asta; il 10-bis, disponendo che gli enti esercitino il diritto di prelazione solo quando l’acquirente decide di non estinguerlo. Sarebbe però opportuno definire l’assegnatario perché è il solo che può acquistare l’immobile assegnato. Questo però per noi è un nonsense, oppure ho volutamente confuso, perché estinguere il diritto di prelazione è un obbligo dell’assegnatario se intende rivendere l’immobile trascorsi dieci anni dall’assegnazione ad altri privati.

Per questo motivo, il nostro voto è contrario.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Panunzi. Ne ha facoltà.

PANUNZI (Pd). Io intervengo relativamente alla lettera a). La leggo: “Il comma 10 dell’articolo 48 è sostituito dal seguente: ‘gli alloggi di edilizia residenziale pubblica presenti in fabbricati in proprietà mista ubicati nel territorio regionale ed inseriti nei piani di vendita occupati senza titolo per i quali non sono state attivate le procedure di regolarizzazione possono essere alienati con la procedura dell’asta pubblica. La determinazione del prezzo a base d’asta è effettuata mediante perizia tecnica estimativa dal soggetto gestore sulla base del valore nominale. e così via, tenuto conto anche dei valori dell’Agenzia delle entrate”.

Ora, quello su cui io voglio riflettere è questo: noi stiamo approvando un emendamento di una dirompenza unica, cioè, leviamo dalla disponibilità degli ATER, alloggi destinati agli aventi diritto nelle graduatorie, perché semmai quelli vanno sloggiati, e li mettiamo nel mercato. Non so se questo sia… Sulle altre proposte non ci sono problemi, ma su questa proposta ovviamente, se permane, io non posso essere d’accordo.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Patanè. Ne ha facoltà.

PATANÈ (Pd). Non voglio fare una polemica in Aula con il consigliere Panunzi. A Roma c’è una situazione su questa vicenda dei condomini misti che è ingestibile, cioè non si possono fare più manutenzioni, non si può fare nessun tipo di provvedimento amministrativo perché, come spiegavo prima, sia nel caso in cui l’ATER abbia millesimi superiori al 50 per cento, sia nei casi in cui l’ATER non abbia il 50 per cento dei millesimi continuare in una situazione del genere diventa sostanzialmente ingestibile e impossibile.

La priorità diventa quella di superare questo obbrobrio giuridico, che si caratterizza come un condominio misto pubblico/privato, che oltretutto riguarda in questo caso soggetti che non hanno titolo, con immobili occupati senza titolo.

Intendiamo con questo comma superare questo tema che è diventato una priorità dappertutto, a Testaccio piuttosto che nel III Municipio, a Trastevere piuttosto che altrove. Non penso che stiamo facendo qualcosa di dirompente o di sconvolgente, stiamo tentando semplicemente di sistemare una situazione che non può più andare avanti così.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il consigliere Quadrana. Ne ha facoltà.

QUADRANA (LcZ). Volevo esprimere una perplessità sulla lettera c), un dubbio che vorrei condividere con l’Aula e innanzitutto con il collega Patanè, primo firmatario.

Al punto 1 si dice: al comma 1 le parole “dai valori OMI aggiornati” sono sostituite dalle parole “dal valore OMI minimo aggiornato”. È evidente che condivido la necessità di dare certezza dal prezzo di partenza, però il dubbio è: non possiamo o non vogliamo prevedere delle differenze tra un immobile ubicato a Ponte di Nona e un immobile ubicato a San Saba o in qualunque altra zona centrale della città?

Questo è il dubbio che consegno all’Aula, all’Assessore e al primo firmatario.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l’assessore Valeriani. Ne ha facoltà.

VALERIANI, Assessore. Penso che questo sia un emendamento molto importante, forse non è il caso di risolvere in due battute questi temi. Confermo il mio parere favorevole sul complesso dell’emendamento, però le questioni sollevate mi sembrano meritevoli di un approfondimento, quindi, se il proponente è d’accordo, lo accantonerei e lo richiamerei tra un po’, Presidente.

Grazie.

PRESIDENTE. Accantoniamo quindi il subemendamento a pagina 416 e passiamo all’emendamento 418 della consigliera Lombardi.

Ha chiesto di parlare la consigliera Lombardi. Ne ha facoltà.

LOMBARDI (M5s). Grazie, Presidente.

Con questo emendamento andiamo ad intervenire sull’articolo 50 della legge regionale 27 del 2007, la legge di stabilità del 2007, e ad introdurre un principio che l’Assessore stesso prima nel suo discorso aveva posto come punto politico, riferendolo a un emendamento dove non parlavamo della decadenza per superamento del requisito reddituale, ovvero il fatto che adesso parte del patrimonio immobiliare dell’ATER sia locato a nuclei con redditi superiori ai limiti reddituali previsti dalla legge a un canone più alto concordato, andando a snaturare la finalità pubblica di assistenza alloggiativa di questo patrimonio immobiliare, su cui mi pare che siamo tutti d’accordo.

Noi abbiamo detto: per andare a recuperare questo patrimonio e rendendoci conto che c’è una possibilità per un nucleo familiare di avere un periodo in cui… Perché magari un figlio trova un lavoro, ancorché precario, o perché magari uno dei genitori migliora la propria situazione economica. Abbiamo detto, introduciamo un periodo finestra, che noi abbiamo individuato essere due anni, in cui si pone sotto osservazione quel nucleo familiare che ha superato i limiti reddituali e gli si dice: se dopo due anni tu hai ancora una situazione reddituale superiore ai limiti previsti dalla legge, quindi si può sperare, è presumibile che la tua situazione, come nucleo familiare, sia complessivamente migliorata e puoi andare verso un altro tipo di edilizia, perché puoi andare verso l’edilizia convenzionata, che ha limiti reddituali più ampi, oppure magari sei stato così fortunato, così bravo da riuscire a migliorare la tua situazione familiare a livello economico, puoi addirittura rivolgerti al libero mercato. Quindi, come nucleo familiare, devi restituire alla collettività quell’alloggio che nel momento di difficoltà la collettività stessa ti ha consegnato per poter, comunque, avere diritto a un’abitazione, quindi a una vita decorosa.

Soprattutto nel Comune di Roma, spesso e volentieri, è uso tramandare le case di edilizia residenziale pubblica di generazione in generazione. È vero che l’ascensore sociale negli anni si è fermato, però bisognerebbe verificare, effettivamente, se è così caso per caso, perché non possiamo andare a rispettare il valore affettivo di una casa, perché poi la nonna sgombrata dalla guerra ci è nata, ci è vissuta, e pure io sono nata dentro casa, a San Saba, magari, quindi adesso magari sono un professionista, magari ho migliorato tutto il mio tenore di vita, però voglio continuare, per legami affettivi, a vivere in quella casa. Quella casa è stata pensata e concepita perché potesse andare ad aiutare un’altra povera nonna che magari non esce dalla guerra, perché fortunatamente non siamo più in quel periodo, ma che magari viene messa per strada e vive una situazione di difficoltà.

Sempre nello spirito che ci dicevamo prima, Assessore, di evitare che smentisca se stesso di qui a qualche mese, io mi faccio veramente violenza e ritiro questo emendamento, reiterando la minaccia nei suoi confronti di cui sopra.

(segue t. 8) XI Legislatura – Resoconto stenografico – seduta n. 10 del 20 settembre 2018 – 25 –

UFFICIO SUPPORTO AMMINISTRATIVO RESOCONTAZIONE, VERBALIZZAZIONE

 

6 pensieri su “LA POLITICA OGGI NON RISOLVE I PROBLEMI LI COMPLICA E’ TERRIFICANTE!!!!

  1. Marco

    Ma è stata votata questa follia della Lombardi ? Ma questa quando parla conosce l’argomento ? Si rende conta di cosa dice ? Si rende conto dei soldi che la gente ha speso in queste case per necessità ? E non mi venissero a dire che ( CHI VE LO HA FATTO FARE ) perchè in 50 anni una casa ha necessità di manutenzione. NON STIAMO PARLANDO DI CASE NUOVE CONSEGNATE 5 ANNI FA… VISTO CHE PARLA DI COLLETTIVITA’. SPESSO SONO CASE CONSEGNATE AI NONNI 50 E PIU’ ANNI FA, IN CONDIZIONI MOLTO DIVERSE DA OGGI. SENZA SANITARI, SENZA TERMOSIFONI, SENZA PAVIMENTI. SONO DIVENTATE QUELLO CHE SONO SPESSO GRAZIE A NOI INQUILINI; AI NOSTRI GENITORI E A NOI STESSI ! QUINDI NON VENISSE A RACCONTARE FAVOLE ! NOI INQUILINI CI ABBIAMO SPUTATO SANGUE SU QUESTE CASE.

    Spero che rimanga isolata in questa follia la lombardi perchè dimostra di non aver minimamente capito l’argomento . Una FInestra di 2 ANNI ? E COSA SONO ? Oggi il lavoro si perde molto più facilmente di come si trova. E trovo comunque giusto mandare via gente che abita da 20 , 30 , 40 anni in una casa. Adeguassero i canoni al reddito senza chiedere follie, visto lo stato degli edifici, la mancanza di ascensori spesso e di manutenzione straordinaria. L’unica motivazione valida per mandare via la gente deve essere se risulti proprietario al 100% di una CASA , quella la trovo L’UNICA MOTIVAZIONE sensata. Il resto se lavoro trovo ingiusto dover ricominciare tutto da capo , solo perchè ho la fortuna e anche il MERITO di lavorare. Pago l’affitto , non ci angosciate la vita. NON E’ COSI CHE SI RISOLVONO I PROBLEMI , CREANDONE DI NUOVI AD ALTRE PERSONE ! VERGOGNA ! SPERO VIVAMENTE CHE QUESTO EMENDAMENTO VENGA BUTTATO NEL CESTINO!

  2. angela

    Cara Annamaria,
    prima di tutto mille e mille grazie per quello che fai per noi e per aver divulgato l’incontro (che penso sia stato messo a verbale) tra l’Assessore, Presidente, altri membri di Commissione e la Dott.ssa Lombardi. Forse i Partecipanti di Commissione non sono a conoscenza o forse sì? che a suo tempo arrivarono delle comunicazioni agli inquilini ATER (già ex IACP) riguardanti l’acquisto degli alloggi ed anche a mia madre.
    1°) comunicazione arrivata da parte dell’ IACP con raccomandata e ricevuta di ritorno datata 16/11/1999: Si informa la S.V. che l’alloggio in indirizzo risulta incluso nel piano di vendita disposto da questo Istituto ai sensi della legge 24/12/1993 N. 560. A tale proposito si fa presente quanto segue: 1) La recente legge regionale 6/8/99 N. 12 stabilisce che potranno conseguire la proprietà degli alloggi “ESCLUSIVAMENTE” gli assegnatari che avranno presentato domanda di acquisto o confermeranno quella eventualmente inviata in precedenza entro il termine del 14/12/1999 (Ultimo giorno utile). 2) Gli alloggi potranno essere ceduti soltanto ai rispettivi assegnatari (Titolari di Regolare contratto di locazione) o ai loro familiari conviventi (contrattualmente riconosciuti), i quali conducano l’alloggio a titolo di locazione da oltre cinque anni e non siano in MORA con il pagamento dei canoni e delle spese all’atto della presentazione della domanda di acquisto. 3) Il prezzo di cessione di ciascuna unità immobiliare è dato dalla rispettiva rendita catastale aggiornata moltiplicata per cento. Al prodotto così ottenuto sarà applicata “La riduzione dell’1% (uno per cento) per ogni anno di anzianità di costruzione dell’immobile, fino ad un limite massimo di venti anni”. L’importo risultante costituirà il prezzo effettivo di cessione. Il prezzo potrà essere pagato o in unica soluzione, con una ulteriore riduzione pari al 10% (dieci per cento) o in forma rateale, previo versamento in contanti di una quota non inferiore al 30% (trenta per cento) del prezzo di cessione.
    Tutto ciò premesso, si invita la S.V. – qualora si trovi nelle condizioni descritte nel precedente punto 2 e sia interessata al RISCATTO dell’alloggio condotto in locazione – a presentare, o confermare entro il 14/12/1999, la domanda di acquisto IACP della provincia di Roma – Servizio cessione immobili – Lungotevere Tor di Nona n. 1 – 00186 Roma. Per il rispetto del termine utile del 14/12/1999 farà fede la data del timbro postale. Firmato Il Direttore Generale Dr. Ing. Livio MONTINARO.
    Allora il modulo di accettazione di acquisto fu riempito, firmato ed inviato con lettera di accompagnamento anche questa firmata dal titolare del contratto ed inviata con R/R all’IACP – Lungotevere Tor di Nona.
    2) Comunicazione: Modulo da riempire da parte del titolare di contratto, arrivato in busta nella bolletta mensile di ottobre 2006 e da rinviare con R/R al responsabile dell’Ufficio Speciale EU-KOS – ATER – Viale di Valle Aurelia 286, scala H. Il modulo riporta: Il sottoscritto, nome e cognome, nato a e residente in …essendo interessato a comprare l’immobile sito a…..dove risiedo e di cui ho sempre pagato regolarmente l’affitto, chiedo di avere informazioni riguardo la vendita. Anche questo riempito, firmato ed inviato con R/R all’ATER.
    Ora vorrei sottoliniare che non siamo stati noi inquilini a chiedere l’acquisto dell’immobile ma lo stesso già ex IACP e lo stesso ATER. A questo punto mi domando: Ma queste comunicazioni che fine hanno fatto? Come sempre non abbiamo ricevuto alcuna informazione in merito.
    Ora vorrei ritornare sul punto degli inquilini che superano il reddito consentito. Nel 1999 ossia al ricevimento del 1° modulo e stiamo parlando di 19 anni fà, io non mi ero tanto evoluta economicamente!! Quindi potevo acquistare l’alloggio, perchè rientravo nel reddito consentito! Passiamo alla seconda comunicazione del 2006, stiamo parlando di 12 anni fà. La mia condizione economica – “ceto medio” era un pò migliorata. Ma anche in questo caso potevo acquistare poichè rientravo nel reddito consentito. Adesso cosa devo fare? Io e mio marito abbiamo superato i 60 anni ed ora lasciamo l’immobile ed andiamo in affitto a libero mercato! Gli affitti oscillano tra € 800,00 e € 1.000,00 per avere una casa dignitosa e stiamo parlando di case in affitto nei quartieri popolari: Centocelle, Tor Vergata etc., altrimenti conviene comprare un loculo e metterci dentro! Poi non bisogna pagare il condominio? Le bollette della luce, del gas, dell’AMA non si pagano? E le visite specialistiche sanitarie non si pagano? Lo sappiamo tutti quanto sono i tempi di attesa tramite ASL, alla fine per disperazione vai privatamente!!! Che facciamo noi non mangiamo? Poi c’è un’altra cosa. Quando si parla di reddito naturalmente si parla di quello lordo, ma dato che noi abbiamo busta paga e/o cedolino mensile abbiamo le regolari trattenute per pagare i dovuti contributi e quindi fare i conti con il reddito netto. O capito perchè c’è tanto lavoro “in nero”!! Esente reddito uguale povertà. Questo non significa che non ci siano nel ns. Paese i poveri, ci sono purtroppo. Quindi io cittadina Italiana che pago le tasse che ho il “lusso” di avere un reddito poichè lavoro da quasi 40 anni devo essere penalizzata solo perchè appartengo al ceto medio. Mi ricorda tanto il titolo di un film “Figli di un Dio Minore”.
    Grazie Annamaria sei sempre, comunque vada, la ns. forza.!! A.

  3. addante Autore articolo

    PURTROPPO E’ STATO VOTATO E QUESTI SONO DEL M5S PER FORTUNA CHE STANNO DALLA PARTE DEL CITTADINO ALTRIMENTI CHISSA’ COSA CI CAPITAVA

  4. Marco

    Quindi ora cosa accadrà ? Io è probabile che in questo censimento supererò il Reddito. Quindi ho tempo 2 anni e mi sbattono fuori casa dopo 20 anni che ci abito .E sbatteranno fuori anche mio padre con pensione sociale? O sarò costretto io con mia moglie ad andarcene e lasciare solo mio Padre e noi ricominciare da capo. Visto che il reddito lo speriamo di poco proprio perchè si somma la “poca” pensione sociale di mio padre , con il mio reddito che non è da ricchi ma da lavoratore. Quindi il discorso del canone concordato non sarà più valido. Che termini prevede di applicazione ?

    Grazie per la risposta !

  5. addante Autore articolo

    SPERO E MI AUGURO CHE ABBIANO CAPITO LA CAVOLATA CHE HANNO FATTO E METTANO RIPARI NOI CI ATTIVEREMO PER QUESTO

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