LA REGIONE LAZIO : CIANI FAUTORE ART.12 BIS OVVERO UNA GROSSA BOIATA!!!!! OVVERO UNA ILLEGALITA’ SPAVENTOSA

RIPORTO UNA PARTE DELL’ARTICOLO DI BISBIGLIA PER DIMOSTRARE IL BUONISMO DEL FATTO QUOTIDIANO E DEI SUOI GIORNALISTI  NEI CONFRONTI DI CERTI POLITICI, MENTRE NEI CONFRONTI DI ALTRI SONO MOLTO VELENOSI ANCHE SENZA MOTIVO TRAVAGLIO DOCET

Case popolari, nel Lazio diventano “ereditarie” con la norma sulla convivenza solidale

Il controverso provvedimento è stato proposto dal consigliere regionale Paolo Ciani, esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio

di Vincenzo Bisbiglia | 30 Dicembre 2019

Gli anziani con problemi economici e di salute potranno ospitare persone per “accudirle” nelle loro case popolari. In cambio, una volta deceduto l’assegnatario, gli “ospiti” potranno ereditare l’alloggio, esattamente come fossero parte del nucleo familiare. È quanto prevede la legge di bilancio 2020 approvata dal consiglio regionale del Lazio. Una norma controversa quella sulla “convivenza solidale”, passata grazie all’approvazione di un emendamento proposto dal consigliere Paolo Ciani, capogruppo della lista civica Centro Solidale – parte integrante della maggioranza a sostegno del governatore Nicola Zingaretti – ed esponente di spicco della Comunità di Sant’Egidio.

Il provvedimento è stato pensato, come si legge nel testo, per fare fronte al “progressivo invecchiamento della popolazione”, con gli anziani che “ricorrono impropriamente a strutture assistenziali, anche in presenza di semplici bisogni di aiuto o cura facilmente risolvibili a domicilio”, dunque “caricando il settore socio-sanitario di oneri sociali eccessivi ed oggi oramai non più sostenibili”.

Ecco dunque il funzionamento. Una persona anziana (o una coppia di anziani) con “comprovata fragilità socio-economica o non auto-sufficienza” può presentare richiesta all’Ater di ospitare nel proprio alloggio popolare qualcuno che semplicemente si prenda cura di lei o la tenga lontana dall’isolamento. In caso di decesso, come recita il comma 5 dell’articolo 12 bis, si procede al subentro: “La persona o le persone con lui conviventi da almeno 2 anni – si legge – possono subentrare al medesimo se, entro 30 giorni dal decesso o dalla decadenza, presentano richiesta di autorizzazione ad una nuova convivenza solidale”. Quindi, l’unica “clausola” per ottenere la casa popolare diventerebbe quella di continuare ad ospitare anziani.

Se da un lato il provvedimento consentirebbe un notevole risparmio sul profilo dell’assistenza agli anziani, voce importante nel difficile bilancio del servizio sanitario regionale, dall’altro spiazza tutto il mondo che si occupa di politiche abitative, …………………….

STI GIORNALISTI SONO DIVENTATI TUTTI BUONISTI E NON RIESCONO NEANCHE A VEDERE LE ENORMI STORTURE DI TALE EMENDAMENTO CHE E’ SOLO UNA GROSSA BOIATA ILLEGALE E ANTICOSTITUZIONALE!

“L’emendamento di Ciani è  UNO SCHIAFFO E UN CALCIO IN CULO ALLA POVERTA’, IN QUANDO VIOLA OGNI DIRITTO LEGALE, INFATTI TUTTI COLORO CHE SONO IN GRADUATORIA E SONO CIRCA 12MILA PERSONE CHE ASPETTANO UNA CASA POPOLARE DA SECOLI E SE SONO ARRIVATI IN CIMA ALLA GRADUATORIA SI VEDRANNO SORPASSARE DA COLORO CHE SI CREDONO FURBETTI CHE SONO DISPONIBILI A PULIRE IL CULETTO DEL VECCHIETTO PUR DI AVERE UNA CASA POPOLARE.

MA COSTORO LEGGESSERO BENE L’ART.12 BIS, PERCHE’ SE PER DISGRAZIA IL VECCHIETTO MUORE PRIMA DI 2 ANNI DI CONVIVENZA, INSIEME ALLA BARA ESCE PURE QUELLO CHE GLI HA PULITO IL CULETTO.

MA NON E’ FINITA QUI, PERCHE’ SE IL VECCHIETTO CAMPA PARECCHIO, QUANDO STA PER MORIRE QUALCHE FIGLIO O NIPOTE PARACULO FARA’ IMMEDIATAMENTE L’AMPLIAMENTO DEL NUCLEO FAMIGLIARE, IN MODO TALE CHE MORTO IL VECCHIETTO IL FIGLIO O IL NIPOTE,  CHE NON LO HA ASSISTITO SI BECCA CASA E CACCIA VIA COLUI O COLORO CHE HANNO PULITO IL CULETTO AL VECCHIETTO PER SVARIATI ANNI.

MA SE INVECE GLI VA BENE  E PUO’ RIMANERE NELL’ALLOGGIO PUO’ RIMANERE SOLO A UNA CONDIZIONE CHE DOVRA’ OSPITARE ED ACCUDIRE FINCHE’ CAMPA QUEI POVERACCI PIU’ DI LUI CHE LE VARIE STRUTTURE CITATE AL COMMA 9 DELL’ART.12 BIS GLI MANDERANNO A CASA SUA, OVVERO VITA NATURAL DURANTE DOVRA’ ASSISTERE MALATI ANCHE GRAVI.

Va aggiunto anche l’assurdità del punto 5 dove afferma che se l’assegnatario malato grave va in decadenza  per cui lo cacciano rimane nell’alloggio chi lo assisteva ,ma sempre se accudisce un altro soggetto che tali associazioni gli manderanno.

per cui questa schifezza di legge caccia di casa un povero malato perchè andato in decadenza, ma lascia nell’alloggio uno che non ne avrebbe diritto in base alla graduatoria.

QUESTO ARTICOLO 12 BIS VA IMMEDIATAMENTE ANNULLATO PERCHE’ E’ ILLEGITTIMO SUBDOLO E VIOLA PESANTEMENTE  LA COSTITUZIONE ITALIANA.

PURTROPPO CERTI SINDACATI INVECE DI INSORGERE CON DETERMINAZIONE DI FRONTE A TALE SCHIFO, CERCANO INCONTRO CON L’ASSESSORE, INESISTENTE, CHIAMATO VALERIANI DI METTERE DELLE TOPPE A TALE OBBRIOBRIO COME CONSENTIRE SOLO A COLORO CHE SONO IN GRADUATORIA PARTENDO DAI PRIMI POSTI DI POTER USUFRUIRE DELL’ART.12 BIS. TALE PROPOSTA E’ A DIR POCO ALLUCINANTE !

E QUESTI SAREBBERO QUELLI CHE TUTELANO I CITTADINI CHE ASPETTANO UNA CASA DA UNA VITA?

VERGOGNATEVI, VERGOGNATEVI TUTTI, SIA CHI HA PARTORITO STA SCHIFEZZA  E CHI HA VOTATO TALE SCHIFEZZA DI ARTICOLO 12 BIS.

MA L’ASSESSORE CHE FA DORME? E IL CARO ZINGARETTI CI METTE PURE LA FACCIA SU STA SCHIFEZZA?

LA POLITICA REGIONALE E’ VERAMENTE UNO SQUALLORE INCREDIBILE NON HANNO RISPETTO PER LA POVERA GENTE ANZI LA UMILIANO ANCOR DI PIU’ E SOLO PER ALLEGGERIRE LA SPESA SOCIO-SANITARIA SULLA PELLE DELLA POVERA GENTE UMILIANDOLI CON QUESTE VERGOGNOSE PROPOSTE, INVECE DI FAR FUNZIONARE MEGLIO LA SANITA’.

LA POLITICA SERIA FAREBBE UN PIANO CASA DEGNO DI TALE NOME, CHE CONSENTA DI DARE CASA A CHI NE HA VERAMENTE BISOGNO COME FECE FANFANI NEL 1962, Anziché FARE QUESTE LEGGI VERGOGNOSE ILLEGITTIME E ANTICOSTITUZIONALI.

COSTORO SONO SOLO OPPORTUNISTI INCAPACI E BEN PAGATI CHE SE NE FREGANO DEI PROBLEMI REALI DELLA GENTE E DEL POLITICO VERO NON HANNO NULLA!

QUESTO ARTICOLO 12 BIS VA CANCELLATO DI CORSA!!!!!!!!

ECCO A VOI  L’ART.12 BISM LEGGETELO CON ATTENZIONE!

Art. 12 bis

(Convivenza solidale) (37a)

  1. Al fine di porre rimedio al sottoutilizzo delle unità abitative in assegnazione, gli enti gestori dell’edilizia residenziale pubblica promuovono forme di convivenza solidale, con una o più persone in possesso dei requisiti soggettivi previsti dalla presente legge, dirette a fronteggiare: acomprovate situazioni di fragilità socio-economica o di non autosufficienza; b) necessità di assistenza materiale e morale di persone affette da handicap psicofisici o da disturbi psichiatrici o anziane sole con particolari situazioni socio-economiche o a rischio di isolamento sociale.
  2. L’autorizzazione alla condivisione dell’alloggio è concessa dall’ente gestore su richiesta dell’assegnatario, previa verifica della sussistenza delle previsioni di cui al comma 1 e fermo restando il diritto al subentro nell’assegnazione dell’alloggio da parte di componenti del nucleo familiare originariamente assegnatario o ampliato ai sensi dell’articolo 12, nonché il rispetto degli standard dimensionali stabiliti dalla normativa vigente e dal regolamento di cui all’articolo 17.
  3. Per la verifica della sussistenza delle previsioni di cui al comma 1 e del rispetto degli ulteriori criteri di cui al comma 2, gli enti gestori sono coadiuvati: a)  dalle aziende sanitarie locali; b) dai servizi sociali locali;
  4. c)  dagli enti ed associazioni di volontariato, a titolo gratuito, riconosciute ed autorizzate ovvero dotate di documentata e comprovata esperienza nel campo del sostegno all’abitare.(vedi S.Egidio di cui fa parte il cons.CIANI)
  5. Al fine di agevolare l’accertamento previsto dal comma 3, l’interessato dichiara, in sede di presentazione della richiesta di autorizzazione alla condivisione dell’alloggio se sia già in carico ad uno dei soggetti di cui al comma 3, lettere a) o b) o se risulti assistito gratuitamente da uno dei soggetti di cui alla lettera c) del medesimo comma. In caso di decesso o di decadenza dell’assegnatario dall’assegnazione nel corso della convivenza solidale, la persona o le persone con lui conviventi da almeno due anni, previa verifica della sussistenza dei requisiti soggettivi e dei criteri stabiliti dalla presente legge e dal regolamento di cui all’articolo 17, comma 1, possono subentrare al medesimo se, entro trenta giorni dal decesso o dalla decadenza, presentano richiesta di autorizzazione ad una nuova convivenza solidale ai sensi del presente articolo, in mancanza della quale l’ente gestore competente avvia le procedure per il rilascio dell’alloggio.
  6. Le richieste di condivisione solidale degli alloggi di cui al presente articolo sono presentate agli enti gestori competenti, i quali sono tenuti, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, ad adottare un provvedimento espresso di autorizzazione o diniego.

 

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