MI CHIEDO MA I PUBBLICI DIPENDENTI PERCHE’ NON STUDIANO E SI AGGIORNANO?

PUBBLICO QUESTO ARTICOLO A SEGUITO DI UNA DISCUSSIONE TENUTA CON UN FUNZIONARIO DI UN MUNICIPIO CHE SOSTENEVA CHE IN BASE ALLA LEGGE REGIONALE 12 DEL 1999 CHE CONSENTE L’AMPLIAMENTO FINO AL 2 GRADO DI PARENTELA I FIGLI MINORI ( DI 4 E 5 ANNI) NON POTEVA DARGLI LA RESIDENZA PERCHE’ LORO CON IL TITOLARE DELL’ALLOGGIO ERANO PARENTI DI 2 GRADO!

MA SI PUO’ ESSERE COSI MIOPI’ NEL NOSTRO ORDINAMENTO VI SONO LEGGI CHE TUTELANO I MINORI PER CUI SE LA LEGGE REGIONALE DICE SECONDO GRADO MA LE LEGGI NAZIONALI O SENTENZE DI CASSAZIONE DICONO IL CONTRARIO LA LEGGE REGIONALE SOCCOMBE.

INOLTRE QUELLO CHE DEVE SEMPRE VALERE E’ LA TUTELA DEL MINORE E A MENO CHE LA MADRE NON SIA STATA RICONOSCIUTA DAL GIUDICE INCAPACE, ALTRIMENTI I FIGLI VANNO SEMPRE ALLA MADRE.

MA PERCHE’ A CERTI PERSONAGGI NON GLI VIENE MAI IL BENEFICIO DEL DUBBIO?

PERCHE’ SI SENTONO TUTTI COSI SACCENTI?

UN PO DI UMILTA’ E UN SANO DUBBIO FANNO DIVENTARE GLI UMANI PERSONE INTELLIGENTI!!!

Per la Cassazione i figli restano sempre con la madre, anche se cambia città:

Affidamento condiviso: la Cassazione si è pronunciata

Esame delle sentenza numero 18087/2016 che si schiera dalla parte della madre anche per l’affidamento.

di M. V. (articolo) e Luca Cimini (video)

17 settembre 2016 10:24 17 settembre 2016 10:24

 

In tema di affidamento condiviso costituisce un principio cardine ed indiscutibile quello di mettere al centro di ogni decisione che l’interesse del minore. Ecco perché nell’ottica di tutelare sempre il diritto del minore ad una crescita serena e alla bigenitorialità si opta per un affidamento condiviso, benché spetti sempre ad un solo partner esser l’affidatario. Questo consente ai minori di crescere in modo equilibrato, posto che l’affidamento esclusivo rappresenta un’eccezione.

La giurisprudenza in generale ha sempre sottolineato, in questo senso, l’importanza della presenza di entrambi i genitori nella vita non solo dei bambini, ma anche dei loro figli adolescenti, i quali quindi devono mettersi d’accordo su dove, come e quando vederli, una volta che è intervenuta la separazione.La Cassazione però con una recente sentenza, la numero 18087/2016 ha di fatto messo nero su bianco di privilegiare la madre quale genitore collocatario dei figli.

Ma c’è di più perché anche se il padre mostra ottime qualità genitoriali, l’ago della bilancia pende sempre verso la ex-consorte, anche qualora lei decida di trasferire la propria residenza in altra città.A detta degli Ermellini l’unica condizione per far perdere tale status di privilegio in capo alla madre è un accertamento del mancato possesso di quelle indispensabili capacità educative e genitoriali. Un’indagine che sarà effettuata dal giudice all’esito dell’esame di perizie e di discussioni con i servizi sociali.

 

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