L’UFFICIO TECNICO DEL 6 MUNICIPIO CHE AVALLA ABUSI EDILIZI VIETATI DALLA LEGGE!

ANCORA NON CI HANNO RISPOSTO,MA SONO PASSATI SOLO 10 GIORNI,SPERIAMO CHE SI RAVVEDANO ALTRIMENTI ANDREMO DAI CARABINIERI!

SE QUESTO E’ IL NUOVO MODO DI GOVERNARE DEL M5S, LORO CHE TANTO SI SONO RIEMPITI LA BOCCA CON LEGALITA’! LEGALITA’ ! LEGALITA’ ! APPENA ANDATI AL POTERE SE LA SONO SCORDATA O E’ IL SOLITO VIZIO DEI SOLITI FUNZIONARETTI?

MA NOI ABBIAMO MOLTA PAZIENZA, MA QUESTO OBROBRIO VA TOLTO!

L’AMMINISTRATORE SE VUOLE METTERE IN SICUREZZA IL SUO PORTONE METTESSE UN CANCELLETTO SULLA PARETE DOVE HA LA RIENTRANZA E METTESSE UNA FOTOCAMERA NO CHE IMPEDISCE E RENDE SCOMODOSSIMO IL PASSAGGIO AI CITTADINI! QUELLO E’ UN PASSAGGIO PRIVATO APERTO AL PUBBLICO TRANSITO L’AMMINISTRATORE E IL TECNICO DEL MUNICIPIO STUDIASERRO UN PO DI DIRITTO E DI URBANISTICA COSI EVITEREBBERO SIMILI CASYTRONERIE!

 

Da: Annamaria Addante [mailto:am.addante@tin.it]
Inviato: sabato 10 ottobre 2020 13:59
A: Angelo Deliguori (angelo.deliguori@comune.roma.it); ‘daniele.dandrea@comune.roma.it’; seg06torri.polizialocale@comune.roma.it
Cc: ‘roberto.romanella@comune.roma.it’; ‘valentina.battistelli@comune.roma.it’; ‘sergio.nicastro@comune.roma.it’; ‘fabrizio.compagnone@comune.roma.it’; ‘nicola.franco@comune.roma.it’; ‘valter.mastrangeli@comune.roma.it’; ‘Annamaria.breccia@comune.roma.it’; ‘pamela.strippoli@comune.roma.it’; ‘dario.nanni@comune.roma.it’; ‘fabrizio.tassi@comune.roma.it’
Oggetto: I: R: SITUAZIONE DI ABUSO PORTICO VIA SISENNA

 

Gentili Tutti,

Da ulteriori accertamenti da me effettuati in merito a tale abusivismo edilizio, i fatti denunciati dall’amministratore risalgono a 10 anni fa e gli ultimi a 7 anni fa, inoltre  il cadavere da lui menzionato non è stato trovato nell’androne ma nella parte del portico che si affaccia sul mercato fisso, e non dove passano i cittadini.

Vista la situazione denunciata dall’amministratore per fatti vecchissimi e non inerenti il suo portone i quali non si risolvono urbanisticamente,ma semmai mettendo una fotocamera collegata con la polizia.

Inoltre l’amministratore se voleva tutelare seriamente il suo ingresso al portone dove lui stesso abita, poteva benissimo mettere un cancello sulla parete  per impedire che nella rientranza prima del portone possa sostare qualcuno, ma di limitare gravemente il passaggio ai cittadini che hanno pieno titolo di passare e camminare sotto il portico per recarsi sia al supermercato o alla farmacia o al bar.

Inoltre non è pleonastico evidenziare che, a parte l’istanza presentata dal Condominio, nella fattispecie “C.I.L.A. a sanatoria” (che risulta essere un mero atto di parte e non un titolo edilizio, essendo la sua liceità urbanistica asseverata esclusivamente dal Tecnico di parte e non concessa dalla Pubblica amministrazione), le strutture poste in opera sotto il portico condominiale (dissuasori) insistono su spazio aperto al pubblico transito,ed è indubbio che le stesse hanno notevolmente decrementato la fruibilità dei passaggi, impedendo così al Cittadino di utilizzare e godere di tali spazi così come pro-tempore concepiti, progettati e realizzati.

Oltretutto lei in qualità di tecnico del Municipio aveva l’obbligo di accertarsi se tale autorizzazione in sanatoria,molto dubbia, andava a ledere altri diritti sanciti dalle leggi e dalle sentenze di Cassazione che fanno giurisprudenza.

Inoltre questa sua volontà a favorire tale  amministratore, obbliga i cittadini e i portatori di handicap a fare un doppio percorso, perché debbono usare lo scivolo o le scale  e d’inverno sotto l’acqua per poter recarsi alla farmacia o al bar e addirittura al supermercato .

Infatti lei con tale autorizzazione postuma ha violato i seguenti diritti leggi e sentenze:”, del principio (v. Cass. 9 dicembre 1993, n. 12148, e Cass. 9 ottobre 2003, n. 15063) in base al quale le norme del codice della strada che si applicano, a norma dell´art. 1, sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito sulle strade private in qualsiasi modo adibite al traffico veicolare.

Vanno osservate, quali norme di comune prudenza, anche per tale si intende la apertura alla circolazione di un numero indeterminato di persone, e cioè la possibilità giuridicamente lecita di accesso all’area da parte del pubblico (Cass. Civ., Sez. I, sent. n. 5414 del 07.05.1992) per assenza di sistemi protettivi (sbarre, catene, paletti) e/o di visibili divieti. In altri termini, è sempre la Cassazione a parlare, è dunque decisiva la concreta utilizzazione del suolo… (omissis) non essendo essenziale la sua inclusione nel demanio stradale (così Cass. Civ., sent. n. 1694 del 27.01.2005), mentre la Corte di Cassazione Civile sez.II 3/3/2011 n. 5126 afferma che pur non essendo in discussione la porzione di proprietà privata del marciapiede interessata dalla sosta vietata, essa era da considerarsi inerente ad un´area di uso pubblico e, quindi, come tale, assoggettata al regime delle norme della circolazione veicolare e pedonale, non risultata oggettivamente esclusa nel caso di specie, dovendosi comunque tener conto del diritto.”

Pertanto a nome dell’associazione inquilini e proprietari che rappresento, la invito a chiamare l’amministratore affinchè rimuova quegli ostacoli e gli suggerisca semmai per la loro sicurezza di mettere un cancelletto prima dell’ingresso del suo portone e magari anche una telecamera, nello spazio creato dalla rientranza prima del portone a vetri, onde evitare spiacevoli conseguenze, anche perché i problemi di sicurezza penale non si risolvono con sistemi urbanistici.

Resto in attesa di un vostro cortese riscontro.

 

Cordiali saluti a tutti

Annamaria Addante

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