QUANTI LEGERANNO TALE ARTICOLO E CAPIRANNO?

Angelo Panebianco (Corriere della Sera): «La grande ignoranza sulla relazione che c’è fra gli assetti del mondo e la propria esistenza»

Sul Corriere della Sera Angelo Panebianco parla della mancanza di veri leader politici nella difficile fase storica che stiamo vivendo. “Le divisioni alimentate in Italia dall’invasione russa dell’Ucraina sono anche una dimostrazione che c’è una sorta di rimozione, di negazione della realtà che nasce da un diffuso desiderio di rassicurazione collettiva.

Quando in Ucraina taceranno le armi – sostiene Panebianco – tanti che oggi rifiutano l’idea, dovranno riconoscere che sono definitivamente cambiate le condizioni internazionali e che ciò avrà rilevanti conseguenze per le loro stesse vite.

È del tutto comprensibile, naturalmente, che tante persone ignorino la relazione che c’è fra gli assetti del mondo e la loro personale esistenza. Inoltre, il fatto che siano in arrivo tempi aspri non può fare piacere a nessuno.

Ma spetta ai leader dire la verità, preparare le persone a ciò che li attende, alla necessità di adattarsi a condizioni di vita meno facili di quelle di un tempo. Questo è un punto dolente. Perché i leader sono pochi.

Diversi fra coloro che oggi vengono chiamati leader sono in realtà dei follower, non guidano niente (al massimo sono i coordinatori della loro fazione), si limitano a dire e a fare ciò che essi pensano piaccia ai loro seguaci.

Enrico Berlinguer non avrebbe mai potuto fare la sua famosa dichiarazione a favore della Nato se si fosse attenuto a ciò che dicevano i sondaggi. E De Gasperi non avrebbe fatto la scelta atlantica se si fosse preoccupato degli umori di molti presenti nel suo partito e nel mondo cattolico.

Altri tempi e altre tempre, certo. Resta, tuttavia, che se il coordinatore-follower è sopportabile in tempi facili la sua azione diventa nefasta in tempi difficili. Perché egli, impegnato come è ad accarezzare il pelo del gatto dal verso giusto, rafforza, con i suoi messaggi, la tendenza alla negazione collettiva della realtà”.

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