SE I DIRIGENTI E I FUNZIONARI DELL’ATER DI ROMA FOSSERO EMPATICI I PROBLEMI SI RISOLVEREBBERO MEGLIO E PRIMA!!!

EMPATIA: PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE E COME ESERCITARLA

Èun fenomeno naturale e che caratterizza l’uomo da sempre. L’empatia è qualcosa che non si spiega ma che appartiene a ognuno di noi: scopriamo di più e vediamo insieme perché è così importante

Il significato di empatia è alla portata di tutti, ma non sempre riusciamo ad afferrarlo. Come leggiamo nel dizionario Treccani empatia significa “Capacità di porsi nella situazione di un’altra persona”. Non si tratta quindi solo di immedesimarsi, ma di entrare in quelli che sono i sentimenti dell’altro, accogliendoli.

Per capire meglio, sinonimo di empatia sono “immedesimazione” e “identificazione”, ci si riferisce insomma a un vero e proprio mettersi nei panni dell’altro. Può aiutarci anche scoprire l‘etimologia di empatia: deriva dalle due parole greche en (dentro) e pathos (sentimento). Il contrario di empatia è invece “incomprensione”.

SIGNIFICATO DI EMPATIA

L’empatia rappresenta un fenomeno molto naturale e che fa parte di ognuno di noi. Non è semplice da spiegare, se non attraverso alcuni esempi di comportamenti empatici. Dipende molto dall’esperienza e potrebbe essere facilmente racchiusa nella frase “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Questa frase l’abbiamo sentita molto spesso. Per semplificare, si potrebbe indicare la definizione di empatia come la capacità di metterci in connessione con gli altri, sentire quello che provano e immedesimarci nei loro sentimenti. È un po’ come quanto ti commuovi davanti a un film.

L’empatia è inoltre una condizione istintiva, perché si collega direttamente al nostro vissuto. Empatia è indossare l’abito di un altro per capire cosa sta provando. Da qui, deriva il modo di dire “mettersi nei panni degli altri”, che definisce in modo perfetto questo fenomeno, e che dovrebbe essere in teoria abbastanza naturale da mettere in pratica.

Lo spiega bene Martin Hoffman, docente di psicologia dell’Università di New York, secondo il quale l’empatia si svilupperebbe secondo tre componenti:

  • AFFETTIVA
  • COGNITIVA
  • MOTIVAZIONALE.

Si riferiscono a diverse fasi della vita e, la prima, parte proprio dalla nascita.

LE TRE FASI DELL’EMPATIA SECONDO HOFFMAN

Andiamo allora a vedere quali sono le fasi dell’empatia individuate da Martin Hoffman.

La componente affettiva è la prima a svilupparsi e riguarda soprattutto i neonati. È una reazione istintiva agli stati emotivi e si manifesta senza che intervenga la ragione. Se chi mi sta intorno è triste, allora divento triste. Se gli altri sono felici, allora lo sono anche io. Basti pensare agli scambi tra la mamma e il bambino: i piccoli si lasciano facilmente contagiare dalle emozioni.

L’empatia cognitiva è invece successiva e riguarda l’età dello sviluppo. In questo caso, si è già in grado di dare un nome alle emozioni oltre che capire quello che stanno provando gli altri. Si rafforza con la conoscenza dell’altro, con l’esperienza e con la capacità di riconoscersi nei sentimenti degli altri.

In ultimo, cresce e si delinea la componente motivazionale che riguarda il desiderio di aiuto che sorge quando ci interfacciamo con un’esperienza empatica. Poter fare qualcosa per l’altro ti fa stare bene e allontana il senso di colpa, quello invece tipico di chi osserva le situazioni con distacco.

EMPATIA E INTELLIGENZA EMOTIVA

Empatia e intellegenza emotiva sono strettamente connesse, e combinate sono due capacità che migliorano la qualità delle nostre relazioni e quindi della nostra vita. Per intelligenza emotiva si intende proprio un tipo di intelligenza legata alle emozioni: vuol dire saper riconoscere le emozioni nostre e degli altri, e di conseguenza saperle gestire nella costruzione di rapporti significativi e appaganti. Insomma: avrai capito che empatia e intelligenza emotiva sono due concetti fortemente interconnessi, e senza l’una non può esserci l’altra e viceversa.

I tempi di sviluppo dell’empatia sono molto rapidi. Insorge, infatti, nella più tenera età e si rafforza tramite il rapporto con i genitori. Diventa così una capacità che si rinsalda se viene favorita dal contesto in cui si nasce. In questo modo, si avrà certamente la possibilità di vivere delle relazioni felici e appaganti.

Laddove non si abbia questa opportunità, invece, ecco che l’empatia viene a mancare perché le figure di riferimento non sono state in grado di trasmettere questa capacità. Le relazioni diventano così difficili da mantenere e da gestire,

Empatia ed intelligenza emotiva non vanno quindi sottovalutate e sono importantissime, perché permettono di avvicinare le persone e di avere con loro un rapporto sano. Permettono di comprendere i sentimenti degli altri e calibrare il nostro comportamento in base a quello che potrebbe ferirli o, al contrario, renderli felici. L’empatia è quindi il collante della vita sociale, quella che mantiene salde le relazioni.

L’empatia è fondamentale e non solo per lo scambio con le altre persone ma anche per rafforzare quello con noi stessi. Imparare ad ascoltarsi non è poi così scontato: conoscerci è infatti il primo passo per avere un rapporto sano con gli altri.

ESEMPI DI EMPATIA: COSA FANNO LE PERSONE EMPATICHE

Come abbiamo spiegato, l’empatia insorge già dai primi giorni di vita. La mamma riesce così a intercettare i bisogni del suo bambino, garantendo la sua presenza, permettendo al piccolo di sentirsi bene. Se questa manca, allora i suoi bisogni affettivi non trovano riscontro e soddisfazione, facendolo crescere come frustrato e incompreso.

Le persone empatiche, inoltre, sono molto intuitive rispetto a tutto quello che le circonda, oltre a percepire i dettagli con facilità. Non si tratta, quindi, solo di sentimenti ma anche di un’abilità a riconoscere i comportamenti degli altri. Sanno riconoscere, ad esempio, se qualcuno sta mentendo o nascondendo qualcosa, o anche se l’altra persona si sta sentendo ferita o offesa da un loro comportamento.

Non solo chi è empatico sente quello che provano quelli che gli stanno vicini ma, a sua volta, è in grado di provare delle emozioni molto forti. Ha una sensibilità spiccata ed è capace di stare bene anche da solo. Le persone empatiche riescono infatti a connettersi meglio con quello che sentono.

Attenzione, però, questo non significa che per gli empatici sia tutto più semplice. Anzi, potrebbero recepire il mondo come molto complicato. Sanno lottare per una società migliore, per se stessi e per gli altri. Sanno gioire con molta facilità. Grazie a questa loro capacità, sono in grado di liberarsi dalle emozioni costrittive e vedono il mondo con occhi sinceri, senza preconcetti o sovrastrutture.

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