Il mio intervento al RESIDENZE RIPETTA con l’Ass.re Civita e Refriggeri

Se vogliamo affrontare il problema casa popolare lo dobbiamo fare con chiarezza, conoscendone bene tutti gli anfratti,altrimenti continueremo a fare demagogia.

Sin dalla Preistoria l’uomo ha sempre cercato un ricovero per se e per la propria famiglia, per difendersi dalle intemperie e dai rischi, dalla grotta alla palafitta alla casa in muratura .

La casa oggi va vista non più solo come rifugio e protezione, la casa è il nostro passato e il nostro presente, il nostro futuro, la casa è la nostra vita nel bene e nel male.

Chi sostiene che la casa popolare deve essere solo un passaggio momentaneo, secondo me non sa cosa dice, per la cultura del nostro Paese, la casa è tutto e lo dimostra il fatto che una grossissima percentuale di italiani ha la casa in proprietà.

Ma chi non ha la possibilità di averla ci deve pensare lo Stato con la casa popolare che può essere modesta, ma non costruita male, mostri come Corviale, laurentino 38, Tor Bella Monaca non devono più esistere. Tali tipi di costruzioni sono costate più di ristrutturazione che di costruzione con un costo elevatissimo che ha pesato e peserà sulla collettività per sempre in modo abnorme.

La Casa come il Lavoro,l’Istruzione, la Salute e la Sicurezza sono diritti inalienabili dell’essere umano e non si possono concedere a tempo.

Se andiamo indietro negli anni, vediamo come il concetto di casa popolare nato per un nobile scopo, sancito dalla legge n.251 del 1903, che aveva come obiettivo la trasformazione e miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, in specie dei ceti meno abbienti, applicando nel rapporto sociale il principio della solidarietà, finalizzato a precise esigenze di giustizia distributiva che improntava l’iniziativa degli Istituti Autonomi: non a un interesse prettamente economico o a esigenze di profitto, ma una precisa volontà ad intervenire nel sistema sociale, avendo di mira solo ed esclusivamente il “bene casa”.

Purtroppo nel tempo tali principi nobili si sono in parte dissolti è venuto meno il concetto di dare casa in patto di futura vendita ed è emerso negli anni 80 solo il concetto della locazione, come diritto alla casa, che ha portato con se tante storture e anche il malaffare.

Nel 1976 furono soppressi tutti gli Enti Casa lo IACP, si dovette sobbarcare anche la gestione di tali immobili con risultati negativi non avendo le strutture e il personale adeguato.

La Giunta Storace trasformò gli IACP in ATER, stravolgendo definitivamente il principio fondamentale della legge 251 del 1903, aumentandone notevolmente i costi.

Tale trasformazione in Azienda è stata catastrofica sia per l’azienda che per gli assegnatari, un istituto con miliardi di debiti non poteva e non doveva essere trasformato in azienda.

L’azienda non può gestire i bisogni sociali dei cittadini, L’azienda deve fare cassa, e la cassa non si può fare sui bisogni dei cittadini.

La gestione aziendale è fallimentare, inoltre i continui cambiamenti di Presidenti e dei C.d.A ha fatto si che il vero controllo e gestione di tale azienda è in mano a pochi dirigenti che ne fanno una gestione personale e gli assegnatari pagano sulla loro pelle questa allegra gestione, dove il diritto è applicato come l’elastico delle mutande, si tira e si allunga a seconda delle circostanze, tale gestione ha creato ingiustizie e malaffare.

Le attuali aziende vanno sciolte e creato un organismo che deve solo gestire il patrimonio sotto il controllo e l’indirizzo della regione.

L’attuale legge 12/99, una pessima legge, che gestisce la disciplina delle funzioni amministrative regionali e locali in materia di ERP è da modificare, in quanto iniqua e non rispondente alle esigenze attuali.

Voglio ribadire con forza, le Ater vanno soppresse, perché dobbiamo riaffermare quel principio di solidarietà e di giustizia distributiva. Anche perché la gestione del patrimonio immobiliare ha bisogno di stabilità per il suo buon funzionamento e non è più accettabile che ogni 5 anni e anche meno, si debba ricominciare daccapo perché cambia il presidente e il c.d.a. questo sistema ha consentito ai soliti dirigenti di fare da padroni a discapito della legalità e della trasparenza.

L’Ater di Roma, si trova a gestire circa 60mila alloggi è materialmente impossibile gestire 60 mila alloggi con 480 dipendenti, per cui vanno immediatamente venduti tutti gli alloggi dei piani di vendita della legge 42/91 e 560/93 e tutti i rimasugli delle precedenti leggi, eliminando così tutti i condomini misti,altra piaga da curare.

E’ semplicemente vergognoso che l’Ater di Roma dal 1991/93, dei due piani di vendita ad oggi ne abbia venduti circa 10mila, in più di 20 anni, neanche uno al giorno e nessuno ne conosce i criteri se non il dirigente addetto che ne è l’unico detentore e gestore del patrimonio immobiliare dell’Ater di Roma, di fatto il padrone dell’Ater di Roma.

Tale situazione ha comportato che la gestione Storace abbia potuto imporre all’Ater la famosa delibera 571, con la quale si sono commessi illeciti gravissimi, sono stati venduti alloggi a chi non dovevano essere venduti,a prezzi ancor più vantaggiosi, compresi anche impiegati Ater , tali vendite hanno,inoltre, portato un mancato introito alle casse dell’Ater sia per il prezzo inferiore pagato per gli alloggi e sia per il mancato pagamento del diritto di prelazione,che la delibera aveva annullato.

Purtroppo, la prescrizione in questo Paese, fa dei mascalzoni e dei corrotti dei gentiluomini.

Altra grave violazione del diritto è stata commessa dalla giunta Storace che ha modificato la legge 12/99 estrapolando così illegittimamente dall’ERP gli alloggi DEMANIALI.

A seguito di questa breve escursione sul mondo delle case popolari,che ci sarebbe molto di più da dire, ma per brevità ne abbiamo fatto solo una sintesi parziale della gestione, la nostra Associazione ha avanzato alcune proposte a Zingaretti e all’Assessore per risolvere gli annosi problemi, dando casa a tutti coloro che stanno in stato di bisogno senza consumare ulteriore territorio, sono le seguenti:

Impegno immediato della Giunta e del Consiglio, con il Comune di Roma per l’eliminare i Residenze, risparmiando così 37mlioni di euro all’anno.
Fare un accordo con i costruttori che hanno circa 40 mila alloggi invenduti per i quali devono pagare l’IMU, acquistando gli alloggi necessari per eliminare i residenze e le Liste di attesa facendo adeguati controlli sulle stesse liste ormai molto vecchie e obsolete
DANDO TALI ALLOGGI IN PATTO DI FUTURA VENDITA eliminando così le occupazioni abusive e tutto ciò che gira intorno alle manutenzioni, con grande risparmio di soldi e rientro del capitale investito.

L’apertura di un tavolo permanente, per affrontare una radicale riforma per:

l’immediata cancellazione del comma dbis dell’art.10 2 comma della legge 12/99;

Attuazione rapida dei piani di vendita e definizione delle vendite, anche nei condomini;
misti di tutti gli alloggi rimasti ancora invenduti;

Regolarizzare tutte le situazioni di illegalità che attualmente esistono ripristinandone il reddito di decadenza e non quello di accesso, a tutela delle 4000 domande di sanatoria della legge 27/06 rimaste escluse (circa 4000); Regolarizzando così tutte le situazioni rimaste in sospeso ante legge 12/99;

Realizzare un testo unico che riguardi l’accesso, la Vendita e la gestione per l’edilizia residenziale pubblica, rimuovendone tutte le contraddizioni e l’eccesso di burocratizzazione esistente

Una legge sui canoni che tenga in considerazione il reale reddito del nucleo famigliare per sconfiggere i furbi e gli evasori;

Fare delle attuali Aziende Ater delle Agenzie riducendone il numero con un Amministratore delegato unico che risponde del suo operato alla Regione con Controlli periodici;

Gli Uffici di Zona devono avere pieno decentramento e autonomia gestionale,sotto la direzione di un dirigente che sia laureato in legge,o in materie giuridiche e soprattutto basta con le nomine di spartizione politica, ma di qualità e professionalità;

Totale e radicale mobilità dei dirigenti e funzionari dell’Ater, con personale degli Enti Locali, al fine di sradicare il sistema di illegalità e mancata trasparenza che fino ad oggi ha prevalso all’interno dell’Ater di Roma in particolare.

2 pensieri su “Il mio intervento al RESIDENZE RIPETTA con l’Ass.re Civita e Refriggeri

  1. Anonim

    Salve,
    in merito a quanto riportato in questo articolo, credo che come ogni cosa si debba partire da una situazione di pending che si trovano “a monte” per poi risalire a valle.
    Credo che per iniziare a fare ordine in una situazione di confusione creatasi nell’Ater durante l’arco di tutti questi anni, si debba cominciare da qui:

    L’Ater di Roma, si trova a gestire circa 60mila alloggi è materialmente impossibile gestire 60 mila alloggi con 480 dipendenti, per cui vanno immediatamente venduti tutti gli alloggi dei piani di vendita della legge 42/91 e 560/93 e tutti i rimasugli delle precedenti leggi, eliminando così tutti i condomini misti,altra piaga da curare.

    Questo significherebbe: maggiori entrate nelle casse dell’Ater, di conseguenza creare diverse entità economiche in maniera da poter far ripartire la produttività dell’ERP che ormai manca da tantissimi anni. Questo processo sicuramente potrà dare una svolta anche a quelle che sono le liste di graduatoria rimaste in sospeso e non solo, ma dare anche la possibilità all’ater di migliorare la propria organizzazione interna.

    Saluti

    Anonim

  2. addante Autore articolo

    Concordo pienamente,ma l’Unione inquilini e l?ASIA la pensano diversamente.Speriamo che i nuovi politici della Pisana capiscano e agiscano con il cervello senza farsi tirare la giacca da certe organizzazioni, che poi dietro a loro c’è SEL,Rifondazione Comunista ecc.

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