«Sono cresciuto a Ostia e Ostia Antica ha sempre fatto parte della mia quotidianità. Da bambino tendi a dare per scontato un privilegio simile, ma oggi, da presidente della Regione, poter contribuire alla sua valorizzazione è motivo di grande emozione».
Con queste parole il governatore del Lazio, Francesco Rocca, ha annunciato in un’intervista al quotidiano Il Messaggero il consolidamento strategico del Teatro Ostia Antica Festival, la rassegna di spettacoli classici e contemporanei che ha riportato la grande drammaturgia all’interno del Parco Archeologico.
Dopo il successo della prima edizione, che ha registrato ben 11.000 presenze complessive, la Regione Lazio ha deciso di blindare la manifestazione confermando uno stanziamento da 1 milione di euro anche per la nuova stagione.
Un investimento che, nei piani della Pisana, punta a rendere l’appuntamento una colonna portante dell’offerta culturale nazionale.
Sanata una ferita lunga un quarto di secolo
Il ritorno delle rappresentazioni classiche sul palcoscenico romano non rappresenta solo un’operazione artistica, ma la chiusura di un lungo capitolo di assenza.
«Riportare il Teatro di Roma a Ostia Antica dopo più di venticinque anni di assenza ha significato rimarginare una ferita e iniziare una nuova storia», ha spiegato Rocca. «Vedere quel palcoscenico unico di nuovo gremito di pubblico al tramonto è la rappresentazione concreta di quanto le istituzioni possono realizzare quando investono nella cultura come infrastruttura sociale ed economica».
Il governatore ha espresso il suo pieno plauso per il cartellone internazionale firmato dal Direttore Luca De Fusco, capace di far dialogare il mito antico con le sensibilità contemporanee.
Tra le opere citate spicca la Lisistrata di Aristofane, definita da Rocca di «sorprendente attualità» per il suo messaggio pacifista: «Ci parla della stanchezza della guerra e del coraggio necessario per uscire dalle logiche del conflitto, un ruolo in cui le donne, oggi come allora, sono determinanti