Aggressione all’ex assessore Alberto Voci
L’episodio si è verificato dopo un sit-in di protesta organizzato da alcuni inquilini e centri sociali, di fronte alla sede del IX municipio in largo Peter Benenson. La protesta era stata convocata dal centro sociale che si trova nel sesto ponte del Laurentino 38, condivisa dalla Rete Autodifesa contro gli sfratti e aveva visto la partecipazione di una cinquantina di persone. A scatenare l’agitazione degli attivisti, lo sgombero avvenuto nella mattinata di giovedì al quinto ponte, per opera della Polizia Locale di Roma Capitale. Due nuclei di occupanti, composti prevalentemente da donne, sono stati fatti uscire da tre alloggi non ancora rientrati in possesso di Ater, all’interno di quello che da mesi è ormai un vero e proprio cantiere per la demolizione e ristrutturazione del plesso.
Cosa è successo al Laurentino
Secondo quanto raccontato a RomaToday, il gruppo di aggressori si sarebbe staccato dalla manifestazione in largo Benenson, avrebbe forzato e rotto il portone dell’abitazione di Voci – che nel 2013 è stato assessore al Territorio, alla rigenerazione urbana e mobilità della giunta Santoro – salendo le scale e urlando insulti e minacce nei suoi confronti e in quelli della moglie, presente in casa al momento del blitz. Momenti di paura, che per fortuna non sono scaturiti in aggressioni fisiche e ulteriori danni.
Politica e Ater nel mirino
Voci, che negli anni è stato membro del comitato di quartiere e presidente dell’associazione Laurentum, è da tempo nel mirino di coloro i quali sono apertamente contrari al progetto di riqualificazione dei ponti del Laurentino 38, oggi Laurentino Fonte Ostiense, poiché tra i più accesi sostenitori dell’opera. Una rigenerazione urbana finanziata dalla Regione Lazio e condotta da Ater, proprietaria degli immobili, che punta a creare nuovi alloggi popolari e spazi di aggregazione e che da sei mesi era ferma a causa di questioni amministrative. Ma anche per la presenza di nuclei occupanti, che sono stati sgomberati dopo la firma di un decreto di rilascio da parte della direzione generale di Ater. A settembre 2023, proprio sul quinto ponte, sono comparse delle lenzuola con scritte contro diversi esponenti politici del territorio (tra questi i consiglieri Simone Sordini e Manuel Gagliardi) e Ater.
La solidarietà del Pd
Trasversale la solidarietà a Voci, arrivata nelle ore successive all’aggressione. Enzo Foschi, segretario del Pd Roma, ha espresso “solidarietà ad Alberto e alla sua famiglia, bersaglio di insulti, minacce e gesti irripetibili. Non è più tollerabile subire questi atti vergonosi per chi si impegna attivamente sul territorio, mi auguro vengano individuati presto i responsabili”. Si unisce anche il consigliere capitolino e presidente della commissione patrimonio, Yuri Trombetti: “Vergognosa l’aggressione subita. Alberto in questi anni si è speso per la riqualificazione del Laurentino 38 – dichiara -. Lo sgombero di giovedì, che prevede assistenza alloggiativa per le famiglie, precede il cantiere che realizzerà 48 nuove case popolari. Incomprensibile e inaccettabile quanto accaduto”. “Il Circolo Pd Laurentino condonna con forza questa grave intimidazione e manifesta tutta la sua solidarietà ad Alberto Voci. L’episodio non può lasciarci indifferenti soprattutto se è rivolto a chi combatte per il riscatto e per la rigenerazione delle periferie. Chi strumentalizza la sacrosanta lotta per il diritto alla casa pensando di poter tenere sotto scacco un intero quartiere ed agendo in modo violento non potrà mai essere giustificato“.
Di Salvo (IX mun): “Manifestazioni pacifiche ok, altro è intimidire”
“Gli uffici del municipio hanno lavorato fianco a fianco con Ater per mesi per trovare soluzioni per tutte le persone che abitavano li – premette la minisindaca del IX, Titti Di Salvo -. Regolarmente o abusivamente. Fino alla mattinata di ieri (1 febbraio, ndr) in cui i nostri uffici hanno invitato inutilmente le persone ancora presenti sul ponte a recarsi presso la nostra sede. Subito dopo è stata convocata una manifestazione di protesta davanti al municipio. E le manifestazioni pacifiche vanno sempre bene. Altro è intimidire e minacciare una persona sotto casa sua. Ad Alberto e alla sua famiglia la nostra più totale solidarietà”.
Il centro-destra: “Vero e proprio squadrismo”
Anche da destra e dal centro, parole di vicinanza all’ex assessore: “Le reazioni dei centri sociali allo sgombero portato avanti da Ater sul Quinto Ponte di Viale Ignazio Silone sono a dir poco vergognose – le parole di Laura Corrotti, consigliera regionale di FdI e presidente della commissione urbanistica, politiche abitative e rifiuti -. È inaccettabile infatti l’atteggiamento di un gruppo di manifestanti che si è recato sotto l’abitazione di Alberto Voci minacciando e insultando lui e la sua famiglia. Si trattava di uno sgombero necessario per far proseguire i cantieri per la costruzione di nuovi alloggi popolari ma c’è ancora chi pensa di essere padrone del territorio e sentirsi libero di attaccare chi difende invece il quartiere. Tutta la mia solidarietà”. Si aggiunge Marco Di Stefano di Noi Moderati-Forza Italia: “A lui e la sua famiglia tutta la mia solidarietà. Quelli che si sono verificati sotto casa e nel portone dell’abitazione di Alberto Voci sono atti di vero e proprio squadrismo. Indignazione e ferma condanna verso chi usa metodi violenti e intimidatori per tutelare i loro abusivi privilegi”. Dal gruppo di Fratelli d’Italia del IX municipio, insieme al senatore Andrea De Priamo “totale solidarietà”. Per Simone Sordini, Massimiliano De Juliis, Gino Alleori e Laura Pasetti “Voci è una persona da sempre in prima fila sul territorio e sempre aperto al confronto. La riqualificazione non deve e non può essere ostacolata”.