«Abbattiamo Corviale»: provocazione dei residenti

DOPO 35 ANNI FINITO L’ITER, MA I CANTIERI NON PARTONO
«Abbattiamo Corviale»: provocazione
dei residenti, che fanno causa all’Ater
Gli abitanti invocano l’inizio dei lavori di riqualificazione. Intanto citano per danni l’ente per l’edilizia residenziale pubblica, il Campidoglio e la Regione DOPO 35 ANNI FINITO L’ITER, MA I CANTIERI NON PARTONO

«Abbattiamo Corviale»: provocazione
dei residenti, che fanno causa all’Ater

Gli abitanti invocano l’inizio dei lavori di riqualificazione. Intanto citano per danni l’ente per l’edilizia residenziale pubblica, il Campidoglio e la Regione

Uno scorcio del palazzo «serpentone» di Corviale
ROMA – Questa volta gli abitanti di Corviale hanno deciso di passare all’attacco. E tutti insieme daranno vita ad un’azione popolare, una «class action», secondo il termine anglosassone, contro la Regione, l’Ater e il Campidoglio. Lo fanno «sia per dare il via ai lavori di riqualificazione- afferma Pino Galeota di Corviale Domani – che per richiedere il risarcimento dei danni subiti in tutti questi anni di inadempienze anche amministrative». E non è tutto.

Il palazzone di Corviale INSICUREZZA E ILLEGALITA’ – I residenti di Corviale hanno deciso di andare dal Questore e dal Procuratore generale per collaborare insieme a loro e porre fine all’illegalità e all’insicurezza che rendono ogni giorno difficile la vita nel famoso palazzo lungo un chilometro (dove vivono 6.000 persone), dovute anche al mancato avvio dei lavori di riqualificazione dell’edificio.
«Il territorio ha deciso di ribellarsi – aggiunge Pino Galeota – e siamo passati alla “class action” per avere i soldi che ci spettano: 42 milioni di euro già stanziati e fermi al palo, dei quali 23 milioni per la risistemazione del palazzo. È dal 2003 che questi fondi sono stati stanziati; i cittadini non ne possono più».

PROGETTO APPROVATO, FONDI FERMI – Quello che più tormenta chi abita a Corviale, infatti, è che essendo terminato nel 2010 l’iter amministrativo dopo 35 anni si potrebbero finalmente spendere questi 23 milioni, messi in bilancio sia dalla giunta regionale di Storace che da quella di Marrazzo per i lavori di riqualificazione di questo «serpentone», previsti anche dal contratto di quartiere. E invece è tutto fermo «perché la giunta Polverini e l’assessore alla casa Teodoro Buontempo hanno dichiarato che “il primo intervento per le periferie è abbattere Corviale”».

Cassette postali nel Serpentone di Corviale
«ABBATTIAMOLO, FACCIAMO QUALCOSA» – E allora «abbattiamolo – affermano polemicamente – ma non lasciamolo nello stato in cui oggi si trova. È ora di fare qualcosa». Hanno già denunciato alla Corte dei Conti per danno erariale sia l’assessore Buontempo che la stessa Renata Polverini, ed il presidente dell’Ater Bruno Prestagiovanni. Adesso, assistiti da un avvocato come Giuseppe Lo Mastro, sono passati ad una serie di azioni legali.
«In un contesto come quello che si è venuto a creare – spiega Lo Mastro – i cittadini hanno la possibilità di un’azione popolare, assumendo il rischio della controversia, di sostituirsi all’amministrazione comunale, facendo valere le azioni e i ricorsi ad essa spettanti: e pretendere in tal modo ciò che il Comune, pur avendone diritto, non pretende». Così gli abitanti andranno avanti al Tar del Lazio a chiedere la condanna dell’Ater e della Regione a meno che i due enti non portino a compimento la gara con appalto dei lavori, in modo da poter utilizzare le risorse già stanziate e destinate alla riqualificazione dell’edificio.

Lilli Garrone
25 luglio 2012 | 17:46

Corviale uno scempio urbanistico,che ha modificato anche l’aria di Roma, perchè il vento cge viene dal mare trova una barriera lunga un chilometro.

Io visitai quegli alloggi prima che fossero consegnati,perchè lavprando alla Regione Lazio alla Pisana,mi sono vista crescere quel mostro e un giorno insieme ad un collega siamo andati a vedre questo lungo serpentone.

Ne rimasi allucinata,le scale erano ricoperte da una specie di gomma bullonata come quella della metro,le porte e le finestre erano in ferro,ho avuto la senzione che il soffitto fosse più basso del consentito e inoltre mi colpì molto il bagno senza finestra e in cucina solo 4 maioliche sul lavandino e ciò che mi diete più angoscia era quell’interminabile corridoio dove si affacciavano gli ingressi delle scale,che faceva veramente paura.

Poi le famiglie furono costrette ad andarci ad abitare e da allora ho sentito tante critiche e anche qualche lode(perchè i pazzi non mancano mai,ma io a quelli che hanno lodato e difeso Corviale ce li manderei ad abitare per sempre),ma di fatti nessuno.

Ora Corviale ha trovato in Galeota un padrino, peccato chr quando era consigliere comunale non mi sembra che abbia fatto molto,ma sicuramente mi sbaglio.

FORSE LA COSA PIù SENSATA SE LA POLITICA TUTTA AVESSE PIù CORAGGIO SAREBBE DI ABBATTERLO E DI RICOSTRUIRE A MISURA D’UOMO GLI ALLOGGI PER I COSIDETTI MENO AMBIENTI,CHE ANCHE SE SONO MENO AMBIENTI NON DEVONO AVERE UN DORMITORIO,MA UNA CASA.

Purtroppo La polita e i politicanti di oggi e anche di qualche anno fa,diciamolo con coraggio da 20 a questa parte non sono politici seri e pertanto Corviale sta ancora li.

Tutti i miei auguri e il mio sostegno ai cittadini di Corviale che non meritano un simile trattamento.

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