Lettera Aperta ai Dirigenti Amm.vi e politici dell’Ater di Roma

Scusate la mia insistenza,ma i problemi si aggravano ogni giorno di più e il rischio è che per evitare ai furbetti di rientrare a casa dei genitori andiamo a colpire ingiustamente chi ne ha veramente bisogno e diritto.

Nella mia vita ho sempre pensato che è meglio un delinquente fuori che un innocente dentro.

Si stanno verificando situazioni assurde il figlio che non è mai uscito dal N.F si sposa e alla moglie è impedito entrare nell’alloggio del marito con la residenza.

Altra situazione il figlio rientra nell’alloggio della madre e alla compagna non viene concessa la residenza,il comune di Montecompatri l’ha invece già cancellata per cui oggi la sig.ra non ha fissa dimora, vi sembrano cose da Paese civile?

Vorrei ricordare a tutti voi che la legge nazionale sulla residenza e domiciliazione sancisce che nessuno può negare la residenza richiesta,ma noi siamo arrivati a questo assurdo dal 1999 grazie a quei politici che incapaci di risolvere i problemi alloggiativi dei meno ambienti hanno ristretto i diritti, invece di realizzare nuove case popolari,basti pensare che l’ultimo piano di E.R.P. è stato quello di Fanfani.

Mi auguro che la vostra intelligenza e perspicacia risolvi tale problema, anche perché nella legge 12/99 art.12 commi 1-4 e 5 non c’è nessun divieto,ma solo indicazioni per l’ampliamento dovuto al subentro,ma non alla residenza e l’ingresso nell’alloggio di un con sanguigno non può essere considerato cessione parziale di alloggio.

Che Dio vi illumini, perché non potete immaginare quali situazioni di disagio,ansia e disperazione avete creato ingiustamente.

Se andiamo a vedere la legge 33/87 OTTIMA LEGGE che se applicata e controllata correttamente senza furberie rendeva la vita agli assegnatari più serena e dignitosa. Purtroppo il venir meno della politica ha prodotto questi obrobi e la mia amarezza è che gli autori di tali obrobi sono stati l’ex assessore Bonadonna e l’ex assessore Astorre, il povero assessore Di Carlo giunto a metà consigliatura, stava cercando di porci rimedio,ma non ha trovato la piena corrispondenza del Presidente della Commissione Carapella che ascoltava di più ciò che diceva Petrucci,la Graziosi e L’unione inquilini (forse perché Di Carlo era della Margherita? Basta vedere quello che accade oggi con le primarie) ed oggi sono sotto gli occhi di tutti i danni prodotti compresi i circa 4000 occupanti abusivi che sono rimasti fuori dalla sanatoria a seguito della modifica apportata da Carapella alla fine di luglio che ha modificato il reddito da decadenza ad reddito di accesso, voluto fortemente da Petrucci e dall’avv.Lanciani dell’Unione inquilini, per soli pochi euro circa 4000 persone sono rimaste occupanti abusive.

Per non parlare della scelta incredibile e fuori luogo dell’ISEE, che è uno strumento utilizzato per poter avere dei sussidi o non pagare certi servizi, che nulla a che vedere con l’assegnazione di un alloggio popolare che richiede altri criteri.

Questi personaggi strapagati (che oggi grazie a Fiorito sono saltati i coperchi ogni consigliere costa 330mila euro all’anno ai cittadini) non hanno mai minimamente pensato che stavano gestendo vite umane e che le loro scelte scellerate non hanno prodotto nessun effetto se non quello di ampliare la irregolarità negli alloggi popolari e in tutti questi anni dal 1999 ad oggi non si sono preoccupati minimamente di porvi rimedio,(forse erano troppo presi a contare i soldi da gestirsi).

Ma non ho mai visto fare un atto per cacciare di casa i veri ricchi come il marito della Polverini, ma anzi hanno pensato bene di tutelarlo, mentre da una parte restringevano i diritti ai poveracci,dall’altra aprivano la possibilità agli occupanti benestanti di comprarsi l’alloggio, con la modifica alla legge 27 art.48 comma 10 suggerito a Carapella da chi? Ci viene il dubbio da chi si stava già preparando il terreno per diventare commissario/direttore?
Perché tale articolo va a favorire senza ombra di dubbi l’alloggio del marito della Polverini e tutti gli altri alloggi occupati dai ricchi veri (vedi via livraghi) che abbiamo denunciato più volte,ma che mai nulla è accaduto.

L’Ater non può essere una immobiliare,ma semplicemte colei che deve gestire un patrimonio pubblico destinato a coloro che non possono permettersi nè un acquisto e nè un affitto a prezzi di mercato.

I primi di Ottobre abbiamo avuto un incontro con il direttore generale e la nuova responsabile dell’Area gestionale dott.ssa Grassia, ai quali abbiamo posto tali e altri problemi come le vendite,ma ancora non abbiamo avuto risposte, pur capendo la grave situazione in cui si trova l’Ater di Roma rinnoviamo con forza la soluzione immediata almeno per quanto riguarda il rientro dei figli e delle mogli se sono sposati o accompagnati, questo sarebbe un vero gesto di democrazia e rispetto nei confronti non solo dei cittadini,ma di quella famiglia di cui tanto si parla.

Firmato Addante – Voci

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