Vorremmo dire alla dott.ssa Sacchettoni e che lo scrivesse a chiare note che la nostra Associazione non è assolutamente d’accordo sulle occupazioni,ma va anche fatta una distinzione delle occupazioni, perché oggi abbiamo negli alloggi dell’Ater soggetti che sono diventati occupanti abusivi solo e unicamente perché un assessore regionale ed esattamente Bonadonna di rifondazione ha modificato la legge 33/87 e gli uffici di Zona dell’Ater che hanno arretrati stratosferici hanno fatto si che non essendo state lavorate migliaia di pratiche e lavorandole oggi con la legge modificata che prima aveva diritto oggi non lo ha più e pertanto è diventato occupante abusivo.
La nostra Associazione questi li difende, perché non sono occupanti abusivi, ma solo vittime dell’incapacità politica e amministrativa.
Inoltre vorremmo dire alla Procura e precisamente al Procuratore Aggiunto FRISANI, che si documentasse meglio prima di muoversi, perché se le informazioni le prende dalla dott.ssa Grassia stiamo freschi, il Procuratore sa che chi supera il reddito non può essere cacciato dall’alloggio? Legge 12/99 art.50 comma 3.
La Procura lo sa o la Grassia gli lo ha detto che il C.d.A dell’Ater ha chiesto alla Regione di sospendere il canone convenzionale per chi supera il reddito, vista la grave crisi economica in atto?
Se il Procuratore vuole noi siamo a disposizione per illuminarlo su che cosa fa l’Ater e perché avvengono tali cose.
MENTRE STO SCRIVENDO MI E’ GIUNTA UN’ALTRA NOTIZIA DI OCCUPAZIONE ABUSIVA E HO SUBITO CHIAMATO IL COMANDO DEI VIGILI URBANI,MA CREDO CHE SIA STATO INUTILE PERCHE’ LA VIGILESSA MI HA DETTO CHE LORO NON POSSONO FARE NULLA CI DEVE PENSARE L’ATER.
MA SE LE COSE STANNO COSI’ CHE COSA SCRIVONO SUI GIORNALI?
Procura scelta la linea dura
Abusivi all’Ater Ora rischia anche il marito della Polverini
Tra i paragrafi del più vasto capitolato sulle occupazioni abusive, c’è anche quello degli sgomberi eccellenti e mai ese¬guiti. La questione è all’ordine del giorno della prossima riu¬nione fra Procura e vertici regionali e comunali. E non tanto per i numeri — «Ormai sono casi rari» assicurano dall’Ater, confermando che c’è tuttavia una lista di 20 sgomberi «non procrastinabili» — ma per l’immagine di inefficienza che proiettano Sull’Agenzia regionale, già nel mirino per 5.126 case occupate abusivamente.
Ed ecco perché, in quella riunione, coordinata dal procura¬tore aggiunto Leonardo Frisani, si tornerà a parlare di Massi¬mo Cavicchioli. Già marito dell’ex presidente della Regione Lazio, ora deputata del Pdl, Renata Polverini, Cavicchioli, abi¬ta ima casa popolare di 60 metri quadri a San Saba (Aventi¬no) senza i requisiti di reddito.
Qualche anno fa, a scandalo deflagrato, la Polverini si dife¬se — «Io e Massimo siamo separati da anni» — l’Ater avviò la prassi della decadenza, la procura aprì un’inchiesta e Ca¬vicchioli ricorse al Tar.
Eppure ai primi di agosto del 2012 il giudice ha dato ragio¬ne alla Regione e benché Cavicchioli non abbia neppure chie¬sto sospensiva della decadenza, è ancora lì. Nell’appartamen¬to Ater di via del Bramante, per il quale, beninteso, paga l’af¬fitto. Trecentottanta euro al mese. C’entrerà qualcosa il fatto che i vertici dell’Ater sono stati nominati dall’ex moglie?
«C’è perfino, lo scriva — di¬ce l’avvocato Giulio Berri, che da tempo segue le vicende sul¬l’edilizia pubblica — un inquili¬no con lo yacht…».
Sfuggito anche lui alle ma¬glie (larghe) delle verifiche ora è in lista per lo sgombero. Ma quando? Qualche progresso ge¬stionale l’Ater l’avrebbe anche fatto: ad esempio i controlli sul
reddito vengono effettuati.
Le procedure di decadimento an¬nuale sono centinaia. Ma gli sgomberi non vengono portati a termine e dunque è ancora la legge del più forte e non l’in¬teresse pubblico a prevalere. Perfino tra i comitati inquilini delle case popolari, che dovrebbero difendere il diritto delle famiglie in graduatoria, il partito dell’abusivismo è forte.
Dove l’Ater ha avviato le dismissioni e gli ex assegnatari sono diventati proprietari, l’indifferenza agli abusi è stata in qualche modo scalfita. In viale Tirreno, ad esempio, da mag¬gio, è stata avviata una sorta di «resistenza» contro l’occupa¬zione di un appartamento, dagli inquilini divenuti proprieta¬ri.
L’unico alloggio invenduto era stato occupato con disin-volta arroganza da alcuni «bene informati», subentrati tem-pestivamente alla morte dell’anziana inquilina. «Gli abusivi avevano iniziato a farci dei lavori di ristrutturazione, nean-che fosse già loro» dice Marco Luzi, che con altri condomini e, in questo caso, con l’aiuto della municipale del IV Gruppo, era riuscito a far sgomberare l’appartamento. Fino a giovedì scorso, n 15 agosto. Quando la serratura è stata nuovamente forzata e, in attesa che il Campidoglio individuasse il legitti¬mo assegnatario, la casa è stata di nuovo occupata.
Maria Sacchettoni
