IL COMUNE CANCELLA IL DEBITO DELL’ATER IN CAMBIO DI TERRENI
IL CAMPIDOGLIO
Sembra un paradosso, ma il Co-mune di Roma ha occupato per anni terreni non suoi, dove sono state costruite scuole, mercati, uffici di un municipio. Il tutto senza pagare alcun indennizzo al proprietario, un ente regiona¬le, il quale a sua volta aveva un debito con il Campidoglio.
Sono molte le aree, compreso un parco che hanno fatto parte di un lungo contenzioso che la giunta promette di sanare con un provvedimento da adottare nella prossima seduta a settem¬bre. Queste zone appartengono all’Ater, l’azienda regionale per l’edilizia residenziale, che aveva accumulato un debito di ben ses-santa milioni di euro con l’Am- ministrazione capitolina per le imposte sugli immobili non pa¬gate (lei). La vertenza che anda-
L’ENTE RIVENDICAVA LA PROPRIETÀ DI AREE CON EDIFICI PUBBLICI MA NON HA PAGATO PER MOLTI ANNI LE IMPOSTE SULLA CASA
va avanti dal 1993 sarà risolta con un accordo: l’Ater cederà a Roma Capitale le sue proprietà «occupate» e in cambio il Campi¬doglio cancellerà il debito del¬l’ente, una boccata d’ossigeno per il bilancio. In realtà l’accordo non è nuovo, era stato preso nel 2008 senza poi essere mai ratifi¬cato, un passaggio necessario fermo nei cassetti da allora.
SCUOLE E MERCATI
Per il Comune restituire questi beni al legittimo proprietario sa-rebbe stato impossibile, perché negli anni erano state costruite strutture dalla natura decisa-mente pubblica. A Primavalle c’è una comunità di alloggio e assi-stenza terapeutica, a Pietralata una scuola, a Prati addirittura al-cuni uffici del municipio (l’ex XVII, inglobato adesso nel terri¬torio del I). Poco distante, al Trionfale, l’Ater rivendicava da quasi vent’anni la proprietà del terreno sul quale sorge un mer¬cato rionale. Gli edifici scolastici era dislocati un po’ ovunque: scuole a Ponte Mammolo (Tibur- tina), al Quadraro, al Trullo, a San Basilio (dove figura anche un asilo) e persino dentro Villa Pamphili. L’ente poi contestava anche l’occupazione di altre aree pubbliche, attualmente utilizza¬te dai servizi sociali, nella perife¬ria nord est della città: al Tufello a Valmelaina e a Castel Giubileo’. Pm aJ centro, a Testaccio, il Co-mune con la ratifica dell’accordo acquisisce un’area edificabilc. Al Celio, invece, al centro del con-tenzioso c’è un’area verde. A im-pegnarsi per portare il provvedi-mento di ratifica nella prossima riunione di giunta è il vicesinda- co Luigi Nieri, in virtù della sua delega al Patrimonio comunale (ha anche quello al personale). Nieri spiega: «Grazie alla ratifica di un accordo siglato anni fa ab-biamo sbloccato una vicenda pa-radossale che coinvolgeva le am-ministrazioni, Comune e Regio¬ne, e che in questi ultimi anni è stata colpevolmente abbandona¬ta».
IL RECUPERO
La storia si è sviluppata tra il 1993 e il 2007, anni in cui l’Ater ha accumulato un debito di 60 milioni di euro nei confronti di Roma Capitale per il mancato pa-gamento dell’Ici, la precedente imposta comunale sugli immobi¬li, per cui era stata avviata una procedura esecutiva di recupero attraverso la concessionaria Equitalia-Gerit.
Nello stesso tempo, il Comune di Roma era in difetto nei con¬fronti dell’Ater per i mancati in¬dennizzi a fronte dell’occupazio¬ne di aree di proprietà dell’ente utilizzate, negli anni, per opere e servizi di interesse pubblico. Pri¬ma dell’accordo del 2008 era in-tervenuta anche la giustizia am-ministrativa.
– Francesco Olivo
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Le dichiarazioni del Vice Sindaco Nieri apparse oggi sul Messaggero ci sono apparse molto fantasiose, forse il Vice sindaco non conosce bene le cose o forse le sono state riportate in modo errato.
La vicenda delle aree di proprietà dell’ATER di Roma occupate abusivamente dal Comune di Roma è una storia molto antica, che è saltata fuori solo perché l’Ater di Roma ha un debito di 600milioni con il Comune di Roma per ICI non pagata.
L’Accordo citato da Nieri e lui lo dovrebbe sapere perché era alla regione, non è mai stato ratificato dal Consiglio regionale, tale accordo prevedeva anche che il consiglio regionale approvasse una legge per estrapolare dall’ERP gli alloggi del 2 e 17 municipio che facevano parte dell’accordo per venderli a libero mercato, ma non fu mai fatto, sia per le proteste della nostra Associazione e anche perché tale accordo era illegittimo.
Infatti, Marrazzo con tale accordo aveva impegnato il Consiglio e ciò non è costituzionalmente fattibile, semmai è fattibile il contrario.
Per cui se si vuole fare uno scambio tra aree utilizzate dal Comune e debiti che l’Ater deve pagare Nieri deve fare un nuovo accordo.
Ma se vuole veramente risolvere definitivamente il problema il sistema è uno solo, trasferire la proprietà degli immobili al Comune o alla Regione in modo da non pagare più l’IMU, definire, inoltre, con chiarezza una volta per tutte tra Comune e ATER i costi reali delle proprietà abusivamente utilizzate dal Comune di Roma e mai pagato nulla.
Altrimenti è solo propaganda spicciola.
