SE LEGGETE CON ATTENZIONE CAPIRETE CHE LA GUERRA TRA BANDE ALLA FINE CHI CI RIMETTE E’ SEMPRE E SOLO IL CITTADINO.
IL RISULTATO AD OGGI E’ CHE IL COMUNE HA INTASCATO MILIONI DI EURO PERCHE’ I CITTADINI HANNO VERSATO I 2000 EURO PER DIRE SI ALL’ACQUISTO E LE VENDITE SONO STATE BLOCCATE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER DISPUTE TRA DESTRA E SINISTRA,MA CHI PENSA AI CITTADINI?
MI AUGURO CHE MARINO E NIERI SI DIANO DA FARE E PONGANO FINE A QUESTA RIDICOLA E DANNOSA SITUIAZIONE SBLOCCANDO LE VENDITE E MANDANDO A CASA I RESPONSABILI DI TUTTO CIO’.
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Nuovo Paese sera La voce di Roma
Edilizia pubblica, tutto nelle mani della Romeo. Dal Comune assegnazione senza gara d’appalto
Il colosso privato si occuperà dell’intero processo di alienazione dell’edilizia pubblica residenziale (Erp). La società di Alfredo Romeo, finita più volte nelle cronache giudiziarie, gestirà la vendita di alloggi popolari, immobili di pregio e caserme. Nonostante il parere negativo dell’avvocatura del dipartimento Patrimonio. Annullate due delibere di giunta e la gara d’appalto. Fp Cgil scrive alla Corte dei Conti DI C. VOGANI
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Vendita di alloggi popolari, immobili di pregio e caserme. Sul piatto c’è l’intero processo di alienazione dell’edilizia pubblica residenziale (Erp), dal prezzo di vendita agli affari notarili, che il Comune vorrebbe servire a un colosso privato: la Romeo Gestioni; società finita spesso nell’occhio del ciclone per le indagini giudiziarie a carico del napoletano Alfredo Romeo, recentemente condannato a tre anni per corruzione (13 aprile 2013, Corte d’appello di Napoli).
Così la stessa Spa a cui il sindaco Alemanno (nel 2008) negò il maxiappalto per la manutenzione delle strade approvato dalla giunta Veltroni, oggi può contare su un’assegnazione diretta decisamente più redditizia. Peraltro, contro il parere dell’avvocatura del dipartimento Patrimonio secondo cui esternalizzare i servizi, attualmente in mano a Risorse per Roma (società in house del Comune), non porterebbe ad alcun vantaggio per l’amministrazione comunale. Ma solo a costi aggiuntivi.
LA CGIL SCRIVE ALLA CORTE DEI CONTI – Si mette di traverso pure la Fp Cgil che ha scritto una lettera indirizzata alla Corte dei Conti e, tra gli altri, anche al sindaco Alemanno: “Un atto del dirigente non può modificare un atto dell’organo di governo di un ente” contesta la Cgil. Eppure è successo. Grazie alla determina dirigenziale (una “procura speciale” del 25 marzo scorso) firmata dal direttore del dipartimento Patrimonio facente funzione, che in un colpo solo cancella due atti della giunta comunale. Nel primo si escludeva l’esternalizzazione dei servizi; mentre nel secondo si proponeva una gara d’appalto per affidarli a un privato.
LE DELIBERE DI GIUNTA CANCELLATE – Salta quindi la delibera n.120 del 13 aprile 2011 che affidava la dismissione del patrimonio pubblico a ‘Risorse per Roma’, a cui è stati riconosciuto il relativo compenso. E viene ignorata la delibera n.46 dell’8 febbraio di quest’anno, un atto con cui la giunta decideva di avviare una gara d’appalto per esternalizzare “i servizi di gestione integrata amministrativa, tecnica e di valorizzazione del patrimonio immobiliare”. Mossa sgradita all’opposizione, che forse aveva visto lungo:“Si vuole favorire la Romeo” denunciavano Paolo Masini e Andrea Gargano del Pd Roma, ancora prima che sparisse la gara d’appalto.
IVA, PIU’ SPESE PER CHI COMPRA GLI IMMOBILI – Alla Romeo Gestioni, adesso, viene concesso di determinare il prezzo di vendita per gli immobili Erp. Una decisione che sarebbe illegittima, perché per esternalizzare questo tipo di operazioni il Comune dovrebbe ricorrere ad un advisor (attualmente proprio Risorse per Roma) attraverso una gara europea. Invece, secondo gli ultimi piani dell’amministrazione capitolina, Romeo Gestioni si potrebbe occupare anche dei mutui “a favore degli acquirenti” che dovranno iniziare a pagare l’Iva (spesa fin ora sostenuta dal Comune). E la Cgil insiste: “Siamo difronte a una violazione palese di norme contrattuali e a un comportamento anomalo nella gestione dell’attività amministrativa”.
L’AVVOCATURA PROVA A FERMARE ROMEO SPA – Il meccanismo dell’assegnazione diretta, tuttavia, sembra incepparsi. L’avvocatura della direzione dipartimentale ha intimato l’alt allo strapotere della Romeo Gestioni, che per gli immobili del Comune gestisce da quasi otto anni servizi amministrativi e di manutenzione. E con il contratto che (dopo la proroga dell’anno scorso) dovrebbe scadere definitivamente il 31 ottobre prossimo.
LO STOP DEL DIPARTIMENTO – Prova a raddrizzare il tiro anche la dirigente del dipartimento Patrimonio (III U.O. Alienazioni e Gestione Erp), Clorinda Aceti, che in un documento (visionato da Paese Sera) scrive: “Le valutazioni dell’avvocatura non consentono di attribuire alla Romeo Gestioni l’intero iter del processo di dismissione del patrimonio Erp e di fatto lasciano pressoché inalterate le attività di specifica competenza dell’amministrazione nonché quelle Risorse per Roma Spa”. Nello specifico: l’atto di compravendita, la stipula dei contratti (la parte notarile) e gli aspetti finanziari dell’operazione di vendita. La dirigente Aceti motiva così la sua contrarietà: “Non servirebbe nemmeno ad accelerare il piano di dismissioni che invece si avrebbe con il potenziamento delle strutture interne all’amministrazione”, con più personale e maggiore disponibilità di password di accesso alle banche dati.
ALFREDO ROMEO, IL RE DEGLI APPALTI – Per l’imprenditore Alfredo Romeo, invece, sarebbe l’ennesimo trofeo. Da esibire accanto a qualche scivolone giudiziario e contabile però. A marzo scorso, infatti, si è aggiudicato l’appalto della riscossione dei tributi (finora in mano a Equitalia) per conto dell’Anci (l’associazione nazionale dei comuni). Appena un mese prima della condanna a tre anni per corruzione inflitta dalla Corte d’appello di Napoli (13 aprile 2013). Fatto che avrebbe già messo in imbarazzo l’Anci , all’epoca presieduta da Graziano Delrio, l’attuale ministro degli Affari regionali. E che evidentemente non ha sortito lo stesso effetto con il sindaco Gianni Alemanno, ex presidente del consiglio nazionale dell’Anci (sostituito dal sindaco di Pavia appena due settimane fa). Risale invece al 2008 lo scandalo “Global Service”, dal nome della delibera per la manutenzione delle strade di Napoli che stava per essere assegnata al gruppo Romeo con la giunta Iervolino. Mentre nel 2012 il sindaco De Magistris decide di interrompere la collaborazione dopo che la Corte dei conti aveva contestato a Romeo 87 milioni di euro di danni al Comune di Napoli nella gestione del patrimonio edilizio. Anche in quel caso pubblico, come quello che l’amministrazione Alemanno gli sta concedendo. Sulla fiducia.
di Carmen Vogani
Lunedì, 20 Maggio 2013
