Movimenti per la casa, 7 arrestati e 10 fermi

Movimenti per la casa, 7 arrestati e 10 fermi. Corteo in centro, traffico in tilt fino a sera
Ai domiciliari anche due leader ritenuti responsabili degli episodi di violenza commessi contro le forze dell’ordine il 31 ottobre scorso in via del Tritone. Due feriti lievi per lo scoppio di una bomba carta, tra loro un passante
di VIOLA GIANNOLI
13 febbraio 2014

Movimenti per la casa, 7 arrestati e 10 fermi. Corteo in centro, traffico in tilt fino a sera
Gli scontri del 31 ottobre in via del Tritone a Roma
Sette arresti ai domiciliari e 10 fermati, ecco le misure emesse dall’ufficio gip del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica. I destinatari delle misure cautelari sono esponenti dei Movimenti per la lotta per la casa ritenuti responsabili degli episodi di violenza commessi il 31 ottobre 2013 a danno di poliziotti e carabinieri schierati in via del Tritone per consentire il regolare svolgimento della Conferenza Stato-Regioni. Ai domiciliari sono finiti anche i due leader del coordinamento per il diritto all’abitare Luca Fagiano e dei Blocchi precari metropolitani Paolo Di Vetta, arrestati dagli uomini della Digos della Questura della capitale e dai carabinieri del Comando provinciale di Roma. In tutto sono sette le persone finite agli arresti domiciliari (tutti uomini tra i 20 e i 40 anni), richiesti dal pubblico ministero, Eugenio Albamonte della Procura di Roma e disposti dal gip; per le altre 10 fermate è scattato l’obbligo di firma.

Adunata sediziosa, rapina, violenza, resistenza e lesioni aggravate a danno di pubblici ufficiali, danneggiamenti aggravati sono i reati più gravi contestati a vario titolo alle 17 persone colpite dalle misure cautelari adottate dalla magistratura romana dopo le indagini delle forze dell’Ordine. Tra i reati più gravi, il furto di manganelli – mai ritrovati – e uno scudo delle forze dell’ordine, rinvenuto dopo gli scontri nei pressi di via del Tritone.

E per rispondere agli arresti i movimenti si sono radunati dalle 15.30 a Porta Pia, dove partì la protesta con la tendopoli sotto il monumento del bersagliere. Dopo la conferenza stampa si sono mossi in corteo verso il centro al grido di “Liberi tutti, libere tutte” tra cori contro le forze dell’ordine, musica, fischietti, fumogeni, scritte sui muri e qualche cassonetto danneggiato. Due persone, un passante e un manifestante, sono rimaste anche lievemente ferite per lo scoppio di una bomba carta nei pressi della Stazione Termini e sono stati trasportati dal 118 in ospedale in codice verde. Blindate le strade, vietata la circolazione alle auto e traffico in tilt in tutto il centro storico, da via Nazionale a a piazza Venezia, fino alle 19.30 quando le vie sono state riaperte.

Obiettivo del corteo: via del Tritone dove furono bloccati proprio il 31 ottobre scorso e la Prefettura “vera responsabile di quanto accaduto stamattina”. Anche qui petardi e nuovi slogan contro il sindaco Marino, la polizia, il nascente governo Renzi e per chiedere diritti. Sugli arresti dicono: “E’ un modo per criminalizzare anche preventivamente le prossime iniziative di lotta, a partire dal corteo di sabato a Ponte Galeria per chiedere la chiusura del Cie”. E ancora: “Le uniche risposte dello Stato a chi chiede libertà e dignità sono la repressione e i manganelli. Dalla procura un atto di guerra”.

In piazza anche cittadini della Valsusa, dove si terrà un nuovo corteo nazionale il 20 e 22 ottobre, e il papà di Federico, uno degli arrestati, che urla: “Hanno accusato mio figlio di ‘adunanza sediziosa’, un termine che ricorda il periodo fascista, perché in Italia c’è la repressione. Il problema non è né Renzi né Letta, ma come arrivare a fine mese e come avere soprattutto una casa. Ma noi non abbiamo paura e vogliamo tutti i nostri compagni liberi”.
*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*^*
Non credo che siano questi i metodi giusti per ottenere un diritto. anzi questi metodi ci allontanano di più dal raggiungimento dell’obbiettivo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *