Case popolari, più speranza per chi è in lista d’attesa: cambiano le norme per l’assegnazione
Lo ha spiegato il sindaco al termine dell’incontro sulla sicurezza con il Prefetto e gli assessori alla Casa comunale e regionale. Le modifiche alle norme che legano la metratura al numero di persone in un nucleo familiare
Redazione 7 luglio 2014
Non solo lotta allo spaccio e abusivismo. Sul tavolo del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto oggi alla presenza del sindaco Ignazio Marino, del prefetto Giuseppe Pecoraro, del questore Massimo Maria Mazza, dell’assessore capitolino alla Casa, Daniele Ozzimo, e di quello regionale, Fabio Refrigeri c’era anche l’emergenza abitativa.
E proprio su questo fronte potrebbe arrivare una grossa novità: “Refrigeri ci ha confermato che entro una settimana cambieranno quelle norme che ci permetteranno di assegnare delle case a quelle persone che oggi si trovano in lista d’attesa ma alle quali non si riesce ad assegnare un alloggio” ha spiegato Marino.
LE MODIFICHE – A cambiare il regolamento regionale n. 2 del 2000 che stabilisce gli standard con cui gli alloggi di edilizia residenziale pubblica vengono assegnati.
In base a tale normativa la metratura degli appartamenti popolari da dare in affitto è legata al numero dei componenti del nucleo familiare assegnatario. Una misura che si è andata restringendo nel tempo, da famiglia molto numerose, a una maggioranza di famiglie composte invece solo da due-tre persone.
Questo ha portato a non poter assegnare degli alloggi solo in base a questa relazione.
Le modifiche al regolamento che verranno approvate entro una decina di giorni invece permetteranno di ottimizzare le assegnazioni.
IL COMMENTO – Per il sindaco Marino “è necessario procedere con rapidità.
Più che delle occupazioni abbiamo proprio parlato delle persone che si trovano in lista d’attesa e alle quali non viene assegnata una casa perchè le normative della Regione prevedono che l’alloggio venga assegnato, in base alla metratura, a un nucleo familiare proporzionato al numero di componenti”.
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Finalmente un pò di buon senso e una vita che stiamo chiedendo di annullare questa assurda limitazione, voluta dalla politica alla quale abbiamo sempre fatto le nostre critiche, forse il Sindaco ha finalmente aperto gli occhi su tale vicenda dopo che gli abbiamo consegnato un’assurdità del comune di Roma che nega il cambio consensuale che per una delle due famiglie era una questione di sopravvivenza vitale.
Ma la cosa che vi fa veramente incazzare è che la legge attuale consente il cambio in questi casi superando il limite dei mq. ma lo scienziato Ciminelli, la Del Grosso, la Gallo e la Vinciguerra evidentemente non sanno leggere le leggi.
Ma questi dirigenti, funzionari non pagano mai per le loro incapacità e inadempienze?
E la cosa ancor più vergognosa è che per assegnare la casa o per il cambio si attaccano in modo eccessivo e ingiustificato ai mq. ma quando si tratta di sanare le occupazioni allora i mq. non contano più e abbiamo visto ragazzi di 20 anni parenti di funzionari delle case popolari occupare 97 mq. essere sanati e forse anche acquistarla perché la legge lo prevede.
Questa legge 12/99 voluta da Salvatore Bonadonna (PRC) è una legge che va completamente rivista perché è matrigna con i più deboli e generosa con i più forti.
