Ater a rischio mobilità: il 9 settembre vertice in Regione

Ater a rischio mobilità: il 9 settembre vertice in Regione
L’appuntamento è a settembre, precisamente il giorno 9, alla Regione Lazio, quando ci sarà una riunione riguardante in modo specifico la situazione dell’Ater di Prosinone, dove da settimane è stato proclamato lo stato di agitazione.

Un tavolo regionale quindi.
Intanto da oggi scattano alcuni giorni di ferie, in un clima però di forte tensione.

«Vediamo se il presidente Zingaretti riuscirà a risolvere la questione delle Ater, anche se per fortuna non tutte sono nella situazione di quella di Prosinone». Lo scrive Anna Maria Addante, presidente dell’associazione inquilini e proprietari lacp Ater di Roma.

Già nei giorni scorsi la Addante era intervenuta a sostegno dei sindacati che hanno proclamato lo stato di agitazione all’Ater di Frosinone.

Il tutto a seguito «della proposta avanzata dagli amministratori – come si legge in una nota che le sigle sindacali hanno inviato alla Prefettura – di mettere in mobilità il personale dipendente, unitamente al taglio dell’orario di lavoro e del salario attraverso il patto di solidarietà».

Anna Maria Addante non molla la presa e insiste: «Una cosa è sicura: le responsabilità che hanno condotto l’Ater di Fresinone alla situazione attuale non possono essere dei 62 dipendenti, non è possibile.

I sindacati hanno chiesto di fare chiarezza su tutta questa vicenda e ritengo che la Regione debba farla.

Posso dire che quello che viene corrisposto ai lavoratori è quello previsto dal contratto.

Insisto su dati di fatto incontrovertibili: se ci sono 30 milioni di euro di morosità di assegnatari e occupanti che non pagano, se è vero (come è vero) che esistono debiti di svariati milioni, se ci sono state, dal 2009 al 2013, entrate di 13 milioni di euro derivanti da vendite di immobili, perché dovrebbero pagare i dipendenti? Perché non guardare alle consulenze affidate? Perché non riflettere sui compensi.

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Basta è ora di finirla, in questo Paese si è creata una classe di dirigenti che dovrebbero essere mandati tutti a casa, arroganti, presuntuosi e soprattutto incompetenti e preoccupati solo di se stessi e dei loro benifit.

Pensavo che simili situazioni esistessero solo all’Ater di Roma e al Comune di Roma ,ma vedendo ciò che accade a Frosinone mi sono dovuta ricredere a Roma all’Ater sono almeno più intelligenti, non si danno automaticamente la 14 mensilità e poi hanno anche la faccia tosta di taroccare gli stipendi dei lavoratori dichiarando ai giornali redditi inesistenti dei dipendenti.

Chiedo al Presidente della regione Lazio che a questi dirigenti oltre a chiedere la restituzione di quanto percepito illecitamente, chiedo anche che la classe dirigente di tutte le ATER deve essere CAMBIATA altrimenti fallirà anche il processo di unificazione tramite l’agenzia unica.

Occorre gente nuova, brava, capace, competente e soprattutto dinamica.

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