“Dalla vendita del patrimonio comunale nuove risorse per il decoro”(che non sia la solita fregatura)

“Dalla vendita del patrimonio nuove risorse per il decoro”
Intervista con il presidente Coratti “L’operazione sarà ultimata in tre anni Egli inquilini possono comprare subito”

GIOVANNA VITALE
La vendita e la valorizzazione del patrimonio comunale è una partita che non possiamo perdere: ne va del futuro dell’ amministrazione e della sua credibilità nei confronti del governo». Spinge sull’acceleratore Mirko Coratti Presidente dell’assemblea capitolina: alla prima capogruppo dopo la pausa estiva proporrà di inserire il massiccio piano di dismissioni immobiliari anticipato ieri da Repubblica fra le delibere da approvare subito, entro metà ottobre. «Per il consiglio deve essere ima priorità: l’alienazione di 7mila case popolari e di 600 fra appartamenti e negozi è strategica ai fini del risanamento del bilancio e degli investimenti.
Utili sia per realizzare nuovi alloggi sociali, sia per la manutenzione e il decoro della città».
Secondo le stime l’operazione frutterà 1,2 miliardi in tre anni: ce la farete?
«Ce la dobbiamo fare.
Il tema è essere rapidi nelle vendite, visto che nessuno ci è riuscito in vent’anni».
Ecco appunto, voi come ci riuscirete dal momento che tutte le giunte precedenti hanno fallito?
«È un anno che gli uffici e le commissioni lavorano a questa delibera, che per come era scritta all’inizio non andava bene: riproponeva infatti tutti gli ostacoli e le lungaggini che finora hanno impedito di dismettere il patrimonio comunale. Il nuovo testo va invece nella direzione di
velocizzare i tempi».
Come?
«Abbiamo snellito le procedure. Ad esempio, l’inquilino che sta dentro una casa popolare può comprare subito, a prescindere dall’accertamento del reddito. Ovviamente deve avere i requisiti per stare lì dentro.
Chi invece non se la può comprare, resta affittuario.
Procedendo come in passato a controlli minuziosi sul 740, si rischia di allungare il brodo all’infinito.
E di perdere un’occasione formidabile».
Però, presidente, spesso i tempi si allungano perché l’assemblea capitolina o non decide o non inserisce all’ordine dei lavori le delibere già approvate in giunta, non perché si fanno i doverosi controlli.
«È una stupidaggine. Ci sono tempi tecnici e passaggi istituzionali che non possono essere elusi.
Al netto del fatto che se una delibera scritta da un assessore è fatta male o presenta delle criticità, la maggioranza, le commissioni e l’assemblea capitolina hanno il dovere di migliorarla.
Come per esempio è accaduto con la valorizzazione della caserma di via Guido Reni».
La prima di una lunga serie… «È così. La vendita del patrimonio andrà infatti di pari passo con la valorizzazione dei depositi Atac.
Anche in questo caso bisogna fare in fretta.
Se ne parla dai tempi di Alemanno. Dobbiamo stringere, decidere se procedere con asta pubblica o tramite fondi immobiliari in cui però il Comune deve stare dentro, essere protagonista».
Senza dimenticare la questione “stadio della Roma”, su cui lunedì ci sarà una riunione di maggioranza in cui proverete a smettere di litigare.
«In effetti c’è la necessità di tirare fuori una posizione univoca per sostenere il sindaco Marino.
Questo progetto è una grossa opportunità per la città stiamo parlando di un miliardo di investimenti e opere pubbliche per 350 milioni – ma bisogna che a prevalere sia l’interesse pubblico».
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BELLE PAROLE E NE PRENDIAMO ATTO FINALMENTE LA NOSTRA LOTTA E’ STATA SENTITA E NIERI NON PUO’ FARE PIU’ IL PADRONE DECIDENDO LUI A CHI VENDERE O NO.
SPERIAMO SOLO CHE NON SIA UN’ALTRO TRABELLO PER CUI VENDERANNO I GIOIELLI DI FAMIGLIA E I POVERACCI RIMARRANNO AD ASPETTARE COME è ACCADITO A MIGLIAIA DI ASSEGNATARI CHE HANNO VERSATO I 2000 EURO E STANNO ANCORA ASPETTANDO DI ACQUISTARE.

4 pensieri su ““Dalla vendita del patrimonio comunale nuove risorse per il decoro”(che non sia la solita fregatura)

  1. anonim

    Ma case popolari del comune di Roma o anche case popolari dell’Ater Pr. di Rm e Ater RM? In queste 7mila, se ci sono anche quelle dell’Ater dovranno avere la priorità quelli che ne rientrano nei piani vendita e sopratutto chi ci vive da una vita, altrimenti se non si fanno le cose giuste, per quanto ci riguarda non si fanno proprio.

    Saluti

    Anon

  2. anonim

    Annamaria, ma chi ci sta da 35 anni e vuole acquistarla a proprio spese, senza l’ausilio del mutuo sociale o fondi specifici, può farlo? se si, ha diritto ad uno sconto, considerando il fatto che se la paghi a spese tue glieli daresti in contanti, sto parlando dell’Ater.

  3. addante Autore articolo

    ancora non hai capito che non glie va di ven dere, ho fate manifestazioni o non ci riuscirete mai

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