EX INCIS: FALSITA’ DELLO IACP E PRECISAMENTE DELLA DOTT.SSA GRASSIA, GIi EX INCIS NON SONO MOROSI

ALLOGGI EX INCIS: CHIARIMENTO MOROSITÀ

Gli “alloggi ex INCIS” sono abitazioni costruite dall’INCIS (Istituto Nazionale Case Impiegati dello Stato), prevalentemente nella prima meta’ del 1900, alcune delle quali in quartieri di pregio e neppure strutturalmente “popolari”, in quanto non destinate a cittadini “non abbienti”, ma ai dipendenti pubblici.

Con una norma del 1972 (DPR 1036, artt. 13 e 14) questo patrimonio e’ stato trasferito nell’edilizia residenziale pubblica e dunque i relativi alloggi sono divenuti gli odierni alloggi sociali e i loro assegnatari beneficiari del relativo servizio pubblico (edilizia residenziale sociale). Per gli alloggi di competenza di IACP-ATER di Roma, fino a giugno 1998, i canoni di locazione (i soli canoni di locazione, non gli oneri accessori) venivano trattenuti sullo stipendio o la pensione (anche quella di reversibilita’) degli assegnatari dipendenti statali direttamente dalle Amministrazioni pubbliche loro datori di lavoro.

Ma questo avveniva non per tutti gli assegnatari, solo per alcuni di loro. Gli altri pagavano tramite la bolletta, come tutti gli altri assegnatari. Le due categorie erano contrassegnate negli archivi, prima cartacei e poi informatici, da due diversi codici di riconoscimento. Per disfunzioni organizzative dell’epoca (dell’allora IACP e dei Ministeri), alcuni dei canoni trattenuti sullo stipendio degli assegnatari non sono stati riversati dalle Amministrazioni all’IACP, o – se riversati – non sono stati contabilizzati, risultandone debiti a carico degli assegnatari, come tali da verificare, ricostruire e contabilizzare.

La morosita’ da rivedere e’ dunque solo quella della categoria di utenti che pagavano con la trattenuta sullo stipendio, riguarda solo il periodo precedente al luglio 1998 e solo il canone di locazione (non gli oneri accessori, che venivano bollettati). Dal luglio 1998, la bollettazione e’ stata estesa a tutti gli assegnatari ex INCIS e qualche anno dopo i due codici di riconoscimento sono stati unificati. Nel 2011, in corrispondenza con il PIANO DI RECUPERO GENERALE DELLA MOROSITA’, il problema di queste morosità e’ stato affrontato, anche con contatti con le Amministrazioni interessate e – dopo un’accurata e approfondita ricerca di possibili soluzioni – si e’ giunti alla conclusione che non fosse possibile trattare massivamente le posizioni in questione, ne’ dunque cancellare la relativa morosita’ senza effettuare conteggi e accertamenti puntuali. Non e’ infatti risultato praticabile attivare con il Ministero del Tesoro e gli altri Ministeri interessati una procedura che consentisse all’Ufficio Morosita’ e agli altri Uffici amministrativi dell’Azienda di ottenere dai Ministeri stessi dichiarazioni attestanti la trattenuta sulle buste paga a titolo di canoni di locazione dei loro dipendenti o ex dipendenti assegnatari di nostri alloggi ex INCIS, in quanto gli stessi non avevano la possibilita’ di fornirli (il materiale era precedente a qualunque informatizzazione e in gran parte gia’ scartato). La contabilizzazione di questi casi dunque, che richiede fino a due giornate di lavoro di un operatore, può essere fatta (ed e’ stata fatta) solo con la collaborazione dei diretti interessati, che si presentano a seguito delle nostre lettere di sollecito o diffida, producendo le prove dei pagamenti. Ultimo chiarimento: la nota della Corte dei conti del 1995 che viene spesso citata come pretesa indicazione della Corte all’allora IACP a mandare in perdita queste somme perche’ “prescritte”, nulla dice in proposito e riguarda tutt’altro.

Leggetela.

Queste posizioni critiche sono ormai poche e la morosità non dovuta e’ solo parte di quella registrata, il resto gli utenti in questione devono effettivamente pagarla. Il modo migliore di risolvere questi casi e’ chiedere un appuntamento al nostro Ufficio Morosita’ e trattare direttamente con gli impiegati, che sono preparati e formati a farlo e che lavorano in una struttura organizzata per trattare anche casi complessi come questi. Le lettere di diffida rivolte a questi utenti sono l’adempimento di un obbligo per l’Azienda e devono essere considerate un invito a chiudere situazioni annose ed ereditate dall’Azienda attuale, senza inutili contrapposizioni e contrasti che prolungano i tempi e rendono piu’ laboriosa la soluzione. Collaboriamo a chiudere le criticita’ del passato. L’ATER non e’ nemica degli utenti perche’é e’ degli utenti.

NB: Pubblichiamo il chiarimento di cui sopra anche ai sensi delle disposizioni del PIANO NAZIONALE ANTICORRUZIONE e del PIANO ANTICORRUZIONE dell’Azienda sulla tutela dell’immagine aziendale, in quanto circolano in rete informazioni deviate, incomplete e strumentali sulla questione della morosita’ degli inquilini di alloggi ex INCIS. Le informazioni corrette di cui sopra vengono regolarmente date a chi si rivolge ai nostri Uffici.
nota Corte conti 1995 (794 kB)

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NOTATE BENE QUANTO SCRITTO IN QUESTO ARTICOLO E’ FRUTTO DELLA FANTASIA ALTERATA DELLA DOTT.SSA GRASIA CHE STA ANCORA PERSEQUITANTO GLI EX INCIS E NON SI DA PACE CHE TALI DEBITI, SE FFOSSERO VERI SONO PRESCRITTI COME DICE LA STESSA CORTE DEI CONTI.

INOLTRE TALE DIRIGENTE DALLA MEMORIA CORTA DIMENTICA CHE PROPRIO IN BASE A TALE LETTERA DELLA CORTE DEI CONTI LA DOTT.SSA INSENGA COMMISSARIO STRAORDINARIO DELL’EPOCA FECE LA FAMOSA LEGGE 36/96, LA QUALE LEGGE PERMISE ANCHE AGLI ALTRI ASSEGNATARI NON INCIS DI BENEFICIARNE VERAMENTE, SI VERAMENTE PERCHE’ GLI INCIS NON ERANO MOROSI, MENTRE GLI ALTRI LO ERANO.

LA FRASE RIPORTATA NELLA NOTA DELLA CORTE DEI CONTI CHE IO STESSA HO DATO ALLA DOTT.SSA GRASSIA NELLA SPERANZA CHE LA CAPISSE COME L’AVEVA CAPITA LA GRANDE DOTT.SSA INSENGA DICE TESTUALMENTE:

” Nella negatività andrà quantificato il presumibile danno erariale, fra le cui poste, ovviamente, andranno inseriti gli interessi passivi pagati agli Istituti di credito e che si sarebbero potuti evitare con una corretta gestione del patrimonio immobiliare nonché, i crediti nei confronti degli inquilini ormai prescritti.”

QUANTO DETTO DALLA CORTE DEI CONTI E’ CHIARISSIMO, SOLO LA DOTT.SSA GRASSIA NON LO VUOLE CAPIRE E COMPRENDERE, INOLTRE LA CORTE DEI CONTI CHE FU INTERPELLATA DALLA REGIONE E DALLO IACP, PERCHE’ LA DOTT.SSA INSENGA SI RESE CONTO DI COSA ERA VERAMENTE ACCADUTO NELLO IACP, MI RICORDO UNA FRASE CHE DISSE ALL’ON.LE COSENTINO ” SE VIENE LA POLIZIA METTE LE MANETTE ANCHE ALLE SCRIVANIE” NON PER NIENTE ERA STATO ARRESTATO IL PRESIDENTE E INQUISITO TUTTO IL CDA.

PER CUI QUESTA INUTILE LETTERA SCRITTA SUL SITO DELL’ATER PER CUI IL TEMPO PERSO PER SCRIVERLA AVREBBE POTUTO IMPIEGARLO MEGLIO, SE NE E’ CAPACE, MA TEMO DI NO.

MA SE LA DOTT.SSA INSISTE A PERSEQUITARE GLI EX INCIS CI VEDREMO COSTRETTI AD AGIRE PER VIE LEGALI.

AL DIRETTORE E AL COMMISSARIO CONSIGLIO DI VERIFICARE CON ATTENZIONE L’OPERATO DI CERTI DIRIGENTI.

E AGGIUNGO GLI EX INCIS NON SONO MOROSI E NON DEVONO NULLA NE ALLO IACP E NE ALL’ATER, SE LA DOTT.SSA GRASSIA NON E’ STATA CAPACE DI RISOLVERE TALE PROBLEMA SI FACCIA DA PARTE E CHIEDA CHE LO RISOLVI CHI E’ IN GRADO DI FARLO.

QUESTI PERSONAGGI A MOLTI ASSEGNATARI EX INCIS HANNO RUBATO DEI SOLDI FACENDOSI PAGARE QUELLO CHE AVEVANO GIA’ PAGATO E ANCHE CON GLI INTERESSI VEDI IL CASO BORRELLI, LA DOTYT.SSA GRASSIA MI DOVREBBE SPIEGARE, PERCHE’ GLI ASSEGNATARI EX INCIS CHE SI RIVOLGONO ALL’ASSOCIAZIONE POI NON PAGANO NULLA?

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