Vendita case Ater, esposto in procura.
Gli inquilini: «Noi sotto ricatto, ci chiedono pagamenti non dovuti»
Pagamenti non dovuti, ma ottenuti quasi con il ricatto: approfittando del fatto che un utente sia ad un passo dalla stipula dell’atto di compravendita di un appartamento e abbia fretta di risolvere tutte le pratiche.
Giocando con la lungaggine dei tempi della burocrazia, i funzionari dell’Ater, Azienda Territoriale Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Roma, potrebbero aver richiesto a decine di soggetti di saldare conti, in realtà inesistenti, in modo da ottenere tutte le liberatorie necessarie per procedere con acquisti e vendite di immobili a loro intestati.
E’ tutto scritto in un esposto appena depositato sia in Procura che presso la Corte dei Conti, e da cui potrebbe scattare un’inchiesta per truffa.
Il titolare del fascicolo penale è il pm Sergio Colaiocco.
LA TECNICA
Tutto inizia da un contenzioso di fronte al Giudice di Pace.
Nel 2006, Fabio e Claudio Antonucci decidono di acquistare la proprietà dell’immobile che loro padre ha alienato dall’Ater.
E nel 2010, scelgono di vendere l’appartamento. Quindi, richiedono all’Ente l’autorizzazione per l’esenzione del diritto di prelazione sull’immobile.
L’azienda comunica agli utenti che devono pagare circa 11 mila euro. E chiede ulteriori 2.600 euro giustificati come “oneri accessori relativi a posizione contabile debitoria” di Antonucci padre.
In realtà, quei debiti non sono documentati e, comunque, sarebbero prescritti. Gli Antonucci chiedono un chiarimento.
Ma l’azienda replica che per avere risposte precise è necessario avviare un’istruttoria della durata di 4 mesi.
Gli utenti, quindi, pagano, avendo necessità di concludere in fretta le pratiche burocratiche, dato l’approssimarsi della stipula dell’atto di vendita.
Secondo l’avvocato Andrea Mannino, che rappresenta gli Antonucci e che ha appena depositato un esposto sulla vicenda sia in Procura che presso la Corte dei Conti, gli utenti sarebbero stati “obbligati” a pagare, perché il notaio non avrebbe potuto rogitare in assenza dell’attestazione dell’Ater.
Inoltre, l’attesa di 4 mesi è stata inventata: non emergere da nessun regolamento”. Scatta quindi un procedimento di fronte al Giudice di Pace, e l’Ater viene condannata alla restituzione della somma.
Ora, però, l’avvocato Mannino ha chiesto ai magistrati di indagare «su un possibile sistema finalizzato alla percezione indebita di denaro a danno degli utenti».
A quanto sembra, infatti, quello degli Antonucci non sarebbe un caso isolato: «Abbiamo accertato l’esistenza di molte vicende analoghe», ha spiegato Mannino.
Nel 2007, per esempio, Francesco Romano Terrone, dovendo procedere all’acquisto di un’unità immobiliare ereditata dal padre, assegnatario Ater, inoltra domanda all’azienda per ottenere l’estinzione del diritto di prelazione gravante sull’alloggio.
Oltre all’importo giustamente dovuto, l’Ater chiede all’utente ulteriori 1.600 euro, per generici «oneri non corrisposti». Essendo prossimo alla stipula del contratto di vendita, Terrone, proprio come gli Antonucci, decide di pagare.
Poi, cita in giudizio l’Ente e vince la causa. L’Ater fu condannata a restituire l’intero importo.
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Basta leggere gli articoli del mio BLOG e una vita che denuncio queste cose,è UNA VITA CHE DICO CHE I 120 GIORNI CHE SI PRENDE L’UFFICIO VENDITE SONO ILLEGITTIME ma fanno tutti orecchie da mercanti E NE APPROFITTANO PERCHE’ NON TUTTI GLI UTENTI SONO DISPOSTI A FARE CAUSA.
Appena insediata la nuova gestione ho fatto presente i metodi scorretti che i dirigenti dell’ATER mettono in piedi, compresa la questione del diritto di prelazione, che solo grazie alla nostra associazione da qualche anno lo fanno estinguere quando l’interessato lo richiede, avendo dimostrato con tanto di parere legale che è possibile in quanto diritto podestativo.
Ma ogni tanto c’è un rigurgito perché nel mese scorso hanno ricominciato a negare il diritto di prelazione,ma siamo subito intervenuti ed è ritornata la normalità, ma perché accadono certe cose? Rimane un mistero.
Inoltre sono anni che stiamo dicendo sia alla Regione che all’ATER che i debiti se sono vecchi e a volte, anzi spesso, sono anche falsi debbono essere prescritti d’ufficio, come fanno le aziende serie, ma non si riesce a farglielo capire.
Forse ci vorrebbe un Commissario o un direttore esperto di materie giuridiche e di diritto amministrativo e regionale,l’unico commissario all’altezza della situazione è stata la dott.ssa INSENGA e infatti era laureata in legge, poi il buio e oggi abbiamo due architetti, che andrebbero bene per costruire, ma per risanare le ATER non sono adeguati, anche perché debbono scontrarsi con dirigenti abbastanza scaltri e i risultati si vedono, insomma sono accerchiati e i risultati si vedono.
Al dott.Rosi abbiamo dimostrato che gli atti interpretativi dell’Ater fatti dai dirigenti nel corso degli anni sono illegittimi, in quanto non rispecchiano la legge e rispecchiano sempre una volontà matrigna nei confronti dell’utenza che non è più accettabile.
La Magistratura dovrebbe indagare e indagare bene, purtroppo quando lo fa con la legge sulle prescrizioni tutto ritorna come prima, ma se è pur vero che la prescrizione cancella il reato è anche vero che la questione morale non la cancella nessuno e sarebbe ora di applicarla all’ATER di Roma e a tutte le ATER.
LA RESPONSABILITA’ E’ POLITICA ED E’ ORA CHE LA POLITICA SI SVEGLI, MA SE LA POLITICA CONTINUA A FARE DELIBERE COME QUELLA CHE HA FATTO A GENNAIO STIAMO FRESCHI, CON QUELLA DELIBERA ZINGARETTI HA LEGALIZZATO LE OCCUPAZIONI DI MASSA, HA VOLUTO FARE UN PIACERE A SMERIGLIO E A NIERI? VISTO CHE HANNO TANTO APPLAUDITO TALE DELIBERA.
INOLTRE COME CI POSSIAMO FIDARE DEI POLITICI CHE HANNO PARENTI STRETTI OCCUPANTI ABUSIVI?
