Lettera alla Ministra Boschi
3 dicembre 2014/in Editoriale /
Cara Ministra Boschi,
“evidentemente c’è un problema e il PD romano deve fare chiarezza al suo interno” hai detto ieri sera in televisione. Sono d’accordo. Proviamoci.
1 – Emerge uno spaccato di malaffare, esploso negli anni di Alemanno, ma che evidentemente tocca anche noi. Io penso che bisogna fare pulizia. Completa.
2 – Il PD romano è a fianco dei giudici, e li ringrazia per il lavoro che fanno. L’intervento del procuratore Pignatone alla nostra conferenza di sabato scorso è sul sito del PD Roma. Un intervento appassionato, intelligente, preoccupato. Ho voluto invitarlo perché penso che dobbiamo guardare ai fenomeni criminali e corruttivi che si concentrano negli appalti pubblici senza nascondere nulla.
3 – Non è in discussione la presunzione di innocenza. Tutti gli indagati sono ovviamente in diritto di essere considerati non colpevoli fino al pronunciamento del giudice. Per un problema di civiltà giuridica.
4 – Ma al di là dei singoli è l’intreccio affaristico che colpisce, i legami tra criminalità organizzata e pezzi della pubblica amministrazione e della politica. L’Amministrazione Marino è il segno del cambiamento, della scelta della trasparenza. E’ per questo che ho voluto pubblicamente dichiarare che sul rimpasto di Giunta il PD non ha nomi da proporre. Decide il Sindaco: questa è la conclusione della Direzione romana. La girandola dei nomi e le trattative dei partiti fanno parte di stagioni per fortuna passate, e che non lasciano rimpianto.
5 – Il PD romano è un partito popolare, di gente vera, di persone perbene. Chi sbaglia, paga. Ma il PD non ha paura delle indagini. E Roma deve liberarsi della morsa della corruzione. Per questo ho indetto per sabato 6 dicembre, ore 9.30 al centro congressi Frentani, Via dei Frentani n.4, un’assemblea di iscritti e militanti. Mi farebbe piacere che tu venissi.
Un caro saluto,
Lionello Cosentino.

Il PD come tutti gli altri partiti è fatto di uomini, non bastano le idee per essere considerati onesti, quando il malaffare tocca le istituzioni è difficile credere che chi sta a sinistra o a destra non sa cosa avviene, per portare avanti situazioni cosi complesse come quelle di Roma o ci sono accordi comuni o si fa finta di non vedere, daltronde il numero di indagati di questi ultimi anni dimostra che la corruzione non ha colore politico, non si può e non si deve considerare “puliti” solo perchè si appartiene a un settore politico, questo è un grave errore.
Se poi Renzi vuole cambiare le cose deve al più presto fare una legge punitiva per chi corrompe e per chi si fa corrompere, legge seria che prevede pene certe e sequestro dei beni, allora potremmo dire veramente che si vuole combattere la corruzione, altrimente fra due mesi tutto sarà dimenticato.
Concordo con lei. Ma gli onesti hanno contribuito silenziosamente a far venire a galla il bubbone altrimenti sarebbe stato difficile.