ANTICORRUZIONE, ma all’ATER non si applica?

L’anticorruzione è un sistema indispensabile e da utilizzare sapientemente e a regola d’arte, altrimenti rischia di creare solo tanta confusione e vanificare il suo principio, quello di evitare la corruzione appunto. E’ regolamentata dalla legge del 6 novembre 2012, ed è la numero 190 (scaricabile in pdf al link), recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”. L’applicazione della turnazione prevista dal piano anticorruzione però a Roma pare essere regolamentata diversamente. Tanto per fare un esempio, l’articolo 1 comma 10 lettera b recita: alla verifica, d’intesa con il dirigente competente, dell’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione; quindi è lecito aspettarsi che chi si occupa di edilizia venga spostato al servizio su strada e che invece chi si occupa, per esempio del centralino, non sia a rischio corruzione e resti al suo posto. –

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INVECE ALL’ATER FANNO TUTTO IL CONTRARIO, CHI STA NEI POSTI A RISCHIO E’ INTOCCABILE E RIMANE LI E SI DIVERTONO A FARE LA FINTA A SPOSTARE DA UNA ZONA ALL’ALTRA CERTI FUNZIONARI, CHE NON DOVREBERO PIU’ STARE IN QUEI POSTI.
MA IL COMMISSARIO SE NE ACCORGE?
IL DIRETTORE NE E’ COSCIENTE?
O FA TUTTO LA RESPONSABILE ANTICORRUZIONE?

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