Teatro Anfitrione. San Saba. 29 gennaio 2G15
PECCATO CHE LE FOTO NON RIESCO A PRODURLE PERCHE’ C’ERA TANTA TANTA GENTE
Nonostante la pioggia sferzante, il vento ed il freddo gli inquilini delle case Ater di S.Saba hanno gremito all’inverosimile la platea del teatro Anfitrione che ospitava l’ assemblea popolare per dibattere i temi caldi della vendita del Patrimonio di Edilizia Re¬sidenziale Pubblica (ERP) promosso dal Governo Renzi con l’appro¬vazione della legge Lupi 80/2015. A convocare l’incontro sono state tutte le associazioni e i comitati del rione, superando antiche rivali¬tà per poter raggiungere finalmente un traguardo condiviso. A parlare dal palco, oltre ai rappresentanti delle associazioni locali, era¬no presenti anche il presidente del Consiglio Municipio I, Yuri Trom¬betti, in qualità di referente di zona per le tematiche Ater Anna¬maria Addante, presidente dell’Associazione Inquilini e Proprietari IACP-ATER di Roma. Per volontà degli organizzatori sono stati esclusi da questo primo incontro con i cittadini i rappresentanti della Re¬gione Lazio e dell’Ater Roma.
Marco Petrozzi introduce la serata ringraziando per la partecipazio¬ne convinta e massiccia e invita a partecipare alla discussione al termine degli interventi dal palco. In apertura di seduta Yuri Trom¬betti rappresenta la necessità di marciare uniti verso l’obiettivo del¬le vendite ferma restando la salvaguardia per chi decide di non ac¬quistare. L’ultimissima versione del decreto attuativo della legge Lu¬pi siglato dalla Conferenza Stato Regioni presenta delle novità in re¬lazione al prezzo di vendita con un moltiplicatore pari a 100 della ren¬dita catastale dell’immobile e uno sconto del 20%, la prelazione del¬l’inquilino e la possibilità di rimanere nell’alloggio a determinate condizioni. Ma molto ancora rimane da fare per apportare modifiche al decreto stesso e portare la Regione Lazio a fissare una norma equa che non discrimini nessuno di coloro che legittimamente abita le case popolari.
A seguire, Annamaria Addante, ricordando la parziale rotazione del personale ATER in atto nelle varie zone della città, elenca le molte inadempienze dell’Azienda che troppo spesso si ostina a dare interpretazioni unilaterali delle norme regionali; così è per il rientro dei figli, i subentri, i nuovi contratti e tutto ciò che riguarda da vicino la vita degli inquilini.
Citando con grande passione e competenza le normative e i personaggi – Addante si occupa del tema dal 1992- appare evidente come l’Ater negli anni sia stata sempre amministrata in modo settario impedendo nei fatti una vera riorganizzazione dell’Azienda e la corretta applicazione delle leggi vigenti, senza met¬tere mai l’inquilino al primo posto, al contrario vessandolo in continuazione.
In riferimento alla legge Lupi, prosegue l’Addante sottolineando come siano stati più efficaci i confronti avuti con il vice ministro che non le manifestazioni di piazza, le quali erano finalizzate non alla vendita ma all’abolizione dell’art.5 che impedisce le occupazioni, perché solo questo interessa ai movimenti per la casa.
Successivamente rendiconta della telefonata rassicurante ricevuta dal viceministro Nencini il quale ha riconosciuto positivo l’incontro accalorato avuto con l’Associazione che ha portato all’emendamento che consente la permanenza nell’abitazione per chi non intende comperare. Citando più volte la legge 560/93 che sino ad ora ha disciplinato il tema delle vendite, Addante conclude che la Regione Lazio è intenzionata a superare il principio della zonizzazione per consentire lo stesso diritto soggettivo a tutti gli inquilini.
Ma la cittadinanza deve vigilare ed essere sempre pronta a mobilitarsi.
Fabrizio Fantera parla della trasformazione in atto di tutto il territo¬rio e del rischio reale che il piccolo nucleo di 500 appartamenti po¬polari diventi come forte Apache, assediato dalle speculazioni edili¬zie, il mercato immobiliare e i media; da ultimo il caso plateale del¬la trasmissione l’Arena su Rail dove Giletti dà una rappresentazione del nostro rione e delle nostre case palesemente funzionale alla de¬legittimazione degli abitanti. Al contrario, la storia di questa città è stata fatta anche dagli abitanti delle case popolari di S.Saba che han¬no contribuito alla Resistenza, lottato contro l’occupazione, nascosto e salvato i concittadini ebrei, ricostruito la nostra capitale. Quindi non meno diritti degli altri ma almeno gli stessi per chi ha salvato dal degrado un patrimonio pubblico abbandonato rendendolo, oggi, un luogo autorganizzato ad alta vivibilità. Zingaretti ricordi le sue pro¬messe fatte da candidato alla Provincia nel 2008 sulla vendita delle case popolari.
Laila Grappa espone in dettaglio le molte mancanze dell’Ater Roma, in particolare la definizione dei nuovi canoni, le fasce di reddito che non risultano rispondenti al dettato della legge regionale. Il diretto¬re Mari ancora si ostina a non prendere atto della necessità di un ri¬calcolo. Laila ribadisce che per coloro che hanno superato il limite reddituale si deve parlare esclusivamente di un canone aggiuntivo e mai di un canone sostitutivo che andrebbe a ledere i diritti dell’inqui¬lino. Inoltre a concorrere al reddito familiare, come per alcuni Ater del Veneto, non dovrebbe essere il reddito dei figli che, stante l’at¬tuale congiuntura economica, è soggetto a variazioni continue e non può determinare una variazione della posizione giuridica.
Segue un intenso dibattito. Interviene anche l’avvocato Stabili, vec¬chio abitante di S.Saba, divenuto famoso per le continue incursioni della troupe de L’Arena di Giletti che racconta con dovizia di partico¬lari la propria posizione e il pervicace, ingiustificato accanimento del giornalista nei suoi confronti. I molti interventi dalla platea insisto¬no comunque tutti sullo stesso punto: l’Ater ha sempre un atteggia¬mento persecutorio e inquisitorio nei confronti degli affittuari e allo stesso modo risulta sempre latitante quando si tratta di interveni¬re sugli stabili e le manutenzioni. Vengono esposti casi individuali paradigmatici del modo di procedere dell’Azienda: contratti redatti dopo 17 anni, contratti in attesa di essere registrati da anni dopo il decesso dell’assegnatario, intimazioni a rilasciare l’alloggio per il ri¬entro dei figli, lettere minacciose che generano angoscia, necessità di ricorrere al Tribunale per vedere riconosciuti i propri diritti. Un elenco di lamentele tutte giustificate che dimostrano ancor più la ne¬cessità di emanciparsi da un’Ater Matrigna che tutto prende ma mai dà. La casa “non è un campeggio”, grida qualcuno e Addante ricor¬da come la casa sia il primo bisogno dell’uomo perché nella casa si vive la storia delle persone, le gioie e i dolori, le nascite e le morti e per questo si batterà sempre nei confronti di coloro che invece non vogliono riconoscere tale condizione e considerano la casa solo e unicamente come un passaggio. A questo modo di pensare conse¬gue il tentativo dell’Ater di procedere nei confronti dei propri inquilini.
L’Addante insieme a Trombetti e alle associazioni conferma la propria completa disponibilità a dare un aiuto ai cittadini in difficoltà ma ricorda che per affrontare il tavolo della Regione Lazio occorre la forza di tutti gli inquilini. Al prossimo incontro con l’assessore regio¬nale Refrigeri le associazioni dimostreranno all’Assessore la volon¬tà e la determinazione di tutta la popolazione di S.Saba pronta a scendere in piazza per ottenere finalmente, come gli altri, il rispetto dei propri diritti.
Rete comune inquilini Ater San Saba, Associazione inquilini A.T.E.R rione XXI San Saba, Comitato inquilini Ater San Saba, Associazione Socio Culturale Aventino, Associazione Roma C’entro

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