E la procura di Roma «passa» i faldoni alla Corte dei Conti

E la procura di Roma «passa» i faldoni alla Corte dei Conti
Roma – Cronaca

Gli atti investigativi su Affittopoli vanno alla Corte dei Conti.

La Procura della Repubblica di Roma è pronta a stralciare le carte sui beni immobili – quasi tutti non residenziali – di proprietà del Comune e assegnati a privati che oggi risulterebbero “irregolari”.

Stando a quanto emerso dagli accertamenti investigativi, infatti, potrebbe profilarsi un danno erariale.
In particolare, l’inchiesta penale conta di una prima lista di beni immobili giunta sulla scrivania del sostituto procuratore Alberto Galanti, in cui sarebbero elencati circa 1000 locali che sarebbero stati assegnati a privati e per i quali, nel corso degli anni, non sarebbe stata pagata alcuna pigione al Comune.

Un filone d’indagine nato dagli accertamenti sul Circolo degli Artisti, il club notturno fino a qualche mese fa amministrato da Romano Cruciani, sottoposto lunedì a sequestro giudiziario per violazione della normative a tutela dell’ambiente e del patrimonio archeologico.

L’indagine ha svelato come il club al civico 42 di via Casilina Vecchia, nel quartiere Mandrione, sia stato aperto senza avere le necessarie autorizzazioni prosperando per 17 anni nel più completo abusivismo, senza pagare un euro d’affitto riuscendo addirittura ad ottenere, nel corso degli anni, autorizzazioni che l’Amministrazione capitolina non avrebbe potuto rilasciare.

Ora però, l’indagine ha fatto luce su un ampio numero di beni immobili pubblici che sarebbero nelle stesse condizioni.

Su questo particolare la Procura della Repubblica capitolina ritiene che possa esserci stato un grave danno erariale, lo stesso ipotizzato per quanto concerne il Circolo degli Artisti, finito sotto la lente dei magistrati contabili.

Altro filone investigativo che sta battendo la Procura ordinaria riguarda i rapporti che l’ex patron Romano Cruciani avrebbe intessuto con la politica e che gli avrebbero consentito di utilizzare a scopi commerciali i 4mila metri quadrati del Comune senza onorare il canone mensile, non avendo mai firmato con il Campidoglio un regolare contratto d’affitto.
Ivan Cimmarusti
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Anna Maria Addante Finalmente la Corte dei Conti ci mette mano sui locali,ma dovrebbe metterle anche sugli alloggi. E sopratutto dovrebbe la Procura e la Corte dei Conti esaminre con attenzione la delibera 88,che è una vergogna.Il Comune di Roma ha sempre usato due pesi e due misure, chi occupava una casa ERP multa di 21mila euro e in più un canone salato di indennità di occupazione,mentre chi occupava gli immobili non EP non pagava nulla neanche il canone.

2 pensieri su “E la procura di Roma «passa» i faldoni alla Corte dei Conti

  1. Paolo

    Salve, viste le varie diatribe volevo sapere se secondo lei l’ATER ha diritto ad imporre l’ISEE per la situazione reddituale nei censimenti. C’è una legge oppure sta forzando la mano? Saluti Paolo.

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