Il bando per alloggi popolari,una buffonata

Un alloggio popolare ogni cento richiedenti
Ecco le graduatorie: 7000 aventi diritto, 70 case comunali a disposizione

Più di 7mila nuclei familiari aventi diritto a fronte di appena 70 case popolari comunali disponibili: la pubblicazione della graduatoria degli alloggi popolari Erp (edilizia residenziale pubblica), attesa da più di un anno e mezzo, lascia molti scontenti a partire dagli esclusi, un elenco di circa 2.200 nominativi che non hanno soddisfatto i requisiti d’accesso.
Il bando fu confezionato nel 2012, e le risultanze di oggi si riferiscono alle domande inoltrate nel primo semestre 2013: «Una fotografia parziale – commenta dall’Unione inquilini Guido Lanciano – che può non corrispondere più all’attualità». I numeri danno un’idea delle dimensioni del problema: complessivamente, sono 7.197 le famiglie che hanno chiesto l’assegnazione di una casa popolare (80mila a Roma di cui 50mila gestite da Ater) e risultate in regola coi criteri stabiliti nel bando, a partire dal reddito inferiore ai 18mila euro. In graduatoria figurano anche soggetti con zero punti: «Immaginiamo siano coloro che possiedono i requisiti ma, magari per alcune formalità o errori nella compilazione, devono regolarizzare la loro domanda», spiega Lanciano. Altrettanto numerosi, poi, sono i nuclei esclusi in blocco: 2.200 domande, ritenute «irricevibili» perché appunto prive dei requisiti richiesti. Alle liste d’attesa Erp si aggiungono, infine, le richieste inoltrate per i cosiddetti Caat, 33 centri di assistenza alloggiativa temporanea che il Comune si dice intenzionato a chiudere visti i costi stratosferici, più di 41 milioni di euro all’anno: in totale, sempre l’assessorato alle Politiche abitative, ha censito circa 1.200 nuclei familiari alcuni in attesa già dal 2008.
Domande «vecchie» in entrambi i casi, quindi, che troveranno risposte positive solo per una minima parte. Stando ai dati diffusi dall’Amministrazione, infatti, oggi in tutto il Comune di Roma sarebbero immediatamente disponibili appena una settantina di case popolari, principalmente di grandi dimensioni. Annosa questione, quella delle metrature, che negli anni ha finito col favorire l’ingresso di immigrati o comunque di famiglie più numerose, a scapito dei nuclei mono o biparentali che restano invece la stragrande maggioranza. Tra lotta agli abusivi e appartamenti liberati per esempio in caso di morte dell’inquilino, dal Comune contano comunque di arrivare ad assegnare una media di 30 case al mese, centrando l’obiettivo di 400 in un anno: «Abbiamo velocizzato le prassi di assegnazione – spiega l’assessore al Sociale, Francesca Danese – fino a poco tempo fa venivano consegnate 280 case all’anno, mentre noi entro la fine del 2015 contiamo di arrivare a 400. Continuerà nel frattempo il lavoro congiunto di Comune, Ater e Regione per trovare soluzioni al fabbisogno abitativo». «Liste d’attesa scandalose» per Annamaria Addante dell’associazione inquilini e proprietari Iacp-Erp: «Dopo più di un anno e mezzo di attesa non ci sono abbastanza case a disposizione nemmeno per i primi cento arrivati in graduatoria mentre nel frattempo le richieste continuano ad arrivare, almeno 150 al mese: perché la regione Lazio, anziché proporre progetti di housing sociale per gli inquilini non Erp con un reddito superiore ai 18mila euro, non pensa prima a queste persone che non hanno neanche i soldi per comprarsi da mangiare?». «Intanto nei residence – conclude la Addante – la gente continua a non pagare nulla, né un minimo di affitto né le spese accessorie, un’assurdità». Ora, sul piano pratico dovranno trascorrere i canonici 50 giorni di tempo per la presentazione di eventuali osservazioni o ricorsi alla graduatoria pubblicata dal Comune, soprattutto da parte degli esclusi, dopodiché questa si potrà considerare definitiva e quindi si procederà alle prime assegnazioni. Resta un’evidenza il fatto che in molti resteranno insoddisfatti: pur centrando l’obiettivo di 400 assegnazioni all’anno, al momento, resterebbero in attesa 6.600 famiglie.
Erica Dellapasqua

Anna Maria Addante Alemanno feve fare questo bando,pur sapendo che le case non vi erano,solo una mossa politica in vista delle elezioni.Si specula sempre sulla povera gente, mala mia tristezza è aver constatato che sia a destra che a sinistra si sono tutti comportati come sciacalli,sfruttando le disgrazie della gente, ma per onestà intellettuale va detto che molti furbi si insinuano in questo sistema anche non avendo reale bisogno,tanto non si paga nulla.Mi auguro che la Danese sia in grado di fare effettivamente pulizia.

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