Oggetto: Richiesta acquisto alloggio sito in Roma, via ………..
Io sottoscritta
titolare di contratto di locazione dell’alloggio identificato dai seguenti dati:……………..premesso che: sono vedova dal 1988; soffro da anni di diverse patologie croniche …………………… sono riconosciuta invalida al 100% con totale e permanente inabilità lavorativa (artt. 2 e 12legge 118/71) dal 02/05/2005 e portatrice di handicap in situazione di gravità (art. 3, comma3, L. 05/02/92, n°104) dal 26/07/2004; il mio nucleo familiare è costituito da me stessa e da mio figlio celibe,disoccupato, con me convivente dalla nascita nell’alloggio in oggetto; nell’anno 1989, su interpello dell’Istituto Autonomo per le Case Popolari della provincia di Roma, ho manifestato in forma scritta la mia volontà all’acquisto dell’alloggio in oggetto,effettuando inoltre il versamento richiesto di Lire 200.000 tramite il bollettino c/c postale ricevuto, versamento del quale conservo ricevuta; nell’anno 1997, a seguito della mia manifestata volontà di acquisto dell’alloggio in oggetto, ho ricevuto la proposta Prot……….. del 12/11/1997 formulata dallo IACP della provincia di Roma, ma la relativa istruttoria di vendita è stata archiviata per mia mancata adesione,occorsa per motivazioni riconducibili al progressivo aggravarsi del mio stato invalidante e di natura economica che mi hanno impedito di dare corso alla proposta stessa rimandando l’acquisto dell’alloggio in oggetto; nell’anno 2011 sono andata in pensione e potendo disporre per l’acquisto dell’alloggio in oggetto di una congrua somma di denaro grazie all’accredito del trattamento di fine rapporto, ho fatto nuova istanza di acquisto, inviando l’11/11/2011 richiesta scritta all’Azienda Territoriale per l’Edilizia Pubblica del comune di Roma, succedutasi nella proprietà allo IACP; a tale istanza l’Azienda ha risposto con comunicazione Prot. …..del 12/12/2011 precisando che la precedente proposta di acquisto Prot. …. del 12/11/1997 era stata archiviata per mancata adesione, e che, se del caso, l’alloggio in questione avrebbe potuto essere inserito nei nuovi piani di vendita allorché fossero elaborati ed approvati; nell’anno 2014, essendo venuta a conoscenza della recente vendita, avvenuta nel corso dello stesso anno ed a seguito di istanza di acquisto del locatario, di un alloggio situato nello stesso fabbricato di appartenenza dell’alloggio in oggetto, e supponendo in buona fede che fossero stati approvati nuovi piani di vendita, ho nuovamente inviato all’ATER istanza scritta di acquisto in data 04/08/2014; a tale ulteriore istanza l’Azienda ha risposto con comunicazione Prot. ….del 02/09/2014 ribadendo quanto già comunicato in precedenza, precisando che il mancato riscontro alla proposta d’acquisto Prot. …… del 12/11/1997aveva comportato il ritiro e l’archiviazione dell’istruttoria di vendita e che, se del caso, l’alloggio in questione avrebbe potuto essere inserito nei nuovi piani di vendita allorché fossero elaborati ed approvati; nel corso del mese di ottobre del corrente anno ho avuto notizia dell’avvenuta vendita di un altro alloggio, anch’essa occorsa a seguito di istanza di acquisto proposta dal locatario,situato nel fabbricato corrispondente alla scala S dello stesso condominio di cui è parte anche il fabbricato di appartenenza dell’alloggio in oggetto; tale vendita è stata effettuata nel mese di luglio dell’anno in corso; è inoltre di mia recente conoscenza quanto stabilito dal Decreto Interministeriale del 24 febbraio 2015 circa le “Procedure di alienazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica”, e dalla Deliberazione della Giunta Regionale della Regione Lazio n.410 del 04/08/2015 concernente la “Definizione dei criteri per l’assenso della Regione Lazio ai programmi di alienazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica e reinvestimento,predisposti ai sensi del Decreto Interministeriale 24 febbraio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 20 maggio 2015, recante: “Procedure di alienazione del patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica”.”, in particolare quanto di seguito riportato ed estratto dalla deliberazione citata: “sono comunque fatti salvi i programmi di alienazione degli alloggi avviati alla data di pubblicazione del succitato Decreto Interministeriale sulla Gazzetta Ufficiale, in virtù dei già deliberati provvedimenti di approvazione della Giunta regionale del Lazio;” “Nei programmi sono anche ricompresi gli alloggi in condomini misti provenienti da Piani di Vendita approvati antecedentemente alla data del 20 maggio 2015 e rimasti invenduti, ricomprendendo tra questi anche gli alloggi per i quali non vi sia stato riscontro alla precedente richiesta di manifestazione di interesse all’acquisto.”ritengo infine opportuno evidenziare il fatto che l’alloggio in oggetto è situato in un condominio misto costituito da tre fabbricati e che, nel corso degli anni dal 1997 ad oggi,sono stati venduti più alloggi facenti parte di tali fabbricati; più precisamente, nel fabbricato in cui è situato l’alloggio in oggetto, corrispondente alla Scala R, sono stati venduti 6 alloggi su 15 totali, uno dei quali, come precedentemente indicato, è stato venduto nel corso dell’anno 2014. Tutto ciò premesso, chiedo nuovamente di poter acquistare ai sensi delle leggi statali e regionali vigenti l’alloggio in oggetto del quale sono legittima locataria, e di poter intestare l’alloggio a mio figlio convivente Testa Fabrizio all’atto dell’acquisto. Sono a disposizione per l’accertamento dell’effettivo possesso delle condizioni e dei requisiti di legge necessari per conseguire la cessione in proprietà dell’alloggio in oggetto e per ogni necessità di relativa documentazione. Ringraziando per l’attenzione concessa, resto in attesa di cortese risposta ai sensi della legge 241/90. Distinti Saluti
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questa e’ la risposta intelligente del direttore
IN BASE A QUESTA RISPOSTA C’E’ SOLO DA DIRE, MA CI FANNO O CI SONO?
Perché LA SIG.RA HA BEN DOCUMENTATO LA SUA SITUAZIONE DI SALUTE (che io per rispetto della riservatezza ho tolto molte cose) ma soprattutto le fesserie scritte in quella lettera sono incredibili, perché la legge Lupi ha detto che tutti i programmi di vendita preesistenti sono attivi, inoltre la delibera da lui citata è illegittima in quanto lascia arbitrio al funzionario (dott.Mari) di decidere se il caso è grave o meno.
Oggi il dott.Mari non c’è più perché è andato in pensione e allora si scrivono tali baggianate.
Se i cittadini si dessero una svegliata e iniziassero a fare denunce per omissione o abuso di potere queste storie finirebbero presto.
Anche perché tali programmi di vendita non sono mai stati annullati o chiusi si leggessero bene TUTTE le norme, tant’è vero che poi a chi gli pare, come dice anche la signora, glie lo vendono l’alloggio.
Speriamo che arrivi un direttore degno di tale nome all’Ater di Roma e insieme al Commissario ripristino legalità e trasparenza, ma che soprattutto certi dirigenti siano messi in quarantena perché di danni ne hanno fatti troppi.

