Quanto devono ancora aspettare per avere riconosciuti i loro diritti i cittadini?

Mi chiedo il perché di tanto accanimento da parte di certi dirigenti a impedire ciò che la legge invece consente, il canone aggiuntivo per superamento del reddito e il rientro dei figli stabilito dalla legge 12/99 e sue successive modifiche, infatti l’art.12 della suddetta legge così recita:

                                                                                Art.12

(Subentro nell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica destinati all’assistenza abitativa e ampliamento del nucleo familiare)

1. Fatto salvo quanto previsto dai commi 2 e 3, in caso di decesso o negli altri casi in cui l’assegnatario non faccia più parte del nucleo familiare, subentrano nell’assegnazione i componenti del nucleo familiare di cui all’articolo 11, comma 5 originariamente assegnatario o ampliato ai sensi del comma 4, secondo l’ordine stabilito nel citato articolo 11, comma 5.

2. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, sempre che il diritto di abitare nella casa coniugale sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo. 3. In caso di separazione consensuale omologata o di nullità matrimoniale, all’assegnatario subentra nell’assegnazione l’altro coniuge, se tra i due sia così convenuto e qualora quest’ultimo risulti abitare stabilmente nell’alloggio.

4. Per i fini di cui al comma 1, l’ampliamento del nucleo familiare si determina nei seguenti casi:

a) matrimonio dell’assegnatario;

b) convivenza more uxorio dell’assegnatario da almeno due anni, da dimostrare nelle forme di legge;

c) accrescimento della prole dell’assegnatario dovuta a nascita naturale, riconoscimento o adozione; d) affidamento di minori;

e) rientro dei figli, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia di edilizia residenziale pubblica per non incorrere nella decadenza. (Lettera modificata dall’articolo 9, comma 1 della legge regionale 19 luglio 2007, n. 11 e da ultimo dall’articolo 1, comma 64, della legge regionale 11 agosto 2008, n. 14 )

E’ pur vero che le leggi regionali non sempre sono scritte in modo chiaro, ma in questo caso nulla gli si può dire in quanto sia nel titolo dell’articolo che nel dettato dello steso  è chiaro che il rientro è nel NUCLEO FAMIGLIARE e non nell’alloggio come certi “dirigenti ” forzatamente vogliono affermare solo e unicamente appellandosi al fatto che le case non si possono dare in ereditarietà (?!?!?)

Affermazione assurda e fuorviante, in quanto il figlio rientra solo se ne ha i requisiti, per cui se ne ha i requisiti per stare in un alloggio ERP non è ereditarietà, ma DIRITTO sancito dalla legge.

Inoltre la legge 27/06 consente di rimanere nell’alloggio anche a coloro che superano il reddito e senza fare loro la decadenza, come invece sempre la stessa dirigente  che applica le leggi non come sono scritte, ma come vorrebbe che fossero, invece continua a fare loro la decadenza, aumentando così i contenziosi  all’Ater di Roma.

Qualcuno dovrebbe dire a questa dirigente che se una legge prevedeva la decadenza e poi una legge successiva non la prevede più, ma prevede un canone aggiuntivo all’uopo di, lei non può ostinarsi ad applicare sia la prima che la seconda normativa, è un abuso di potere.

Posso capire che mancano gli alloggi, che vi sono persone che aspettano una casa popolare da una vita, ma questo è un problema che deve risolvere la politica vendendo le case già affittate in locazione e con quel ricavato costruendone delle altre, non togliendole  a chi ne ha diritto.

Ma evidentemente ci sono personaggi che lavorano con cecità e acredine   non pensando mai che dietro a una pratica c’è una vita umana, una aspettativa e che non si deve far fare la guerra tra poveri, sinceramente queste persone non le capisco.

Ma l’assurdo è che per dimostrare le loro ragioni si attaccano alla Costituzione citandone gli articoli 29,30,31.

Invito tale dirigente a rileggere con più attenzione tale articoli che non affermano assolutamente che i figli non possono rientrare, anzi la invito a leggersi alcune sentenze che impongono ai genitori di assistere i figli ogni qualvolta ne abbiano bisogno a prescindere dall’età.

Chiediamo al Commissario straordinario di far si che l’Ater di Roma applichi correttamente le leggi e non in base al pensiero o ai pareri (assurdi che hanno anche l’ardire che il giudice sbaglia).

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Questo diceva un direttore dell’Ater di Roma nella sua relazione

L’insieme di tali circostanze, costituisce un alveo che potenzialmente alimenta e da cui è alimentato, una gestione sostanzialmente poco in linea quando non addirittura contraria a quei corretti principi di efficacia, efficienza ed economicità che dovrebbero invece informare l’azione dell’azienda nel suo complesso, con un’immagine esterna dell’Azienda del tutto priva di qualsivoglia connotazione positiva, anzi, al contrario del tutto rappresentativa di fattori negativi, in ragione dei quali occorre ricostituire in tutti i modi un corretto rapporto tra inquilini ed ATER che continua ad essere vista come un “nemico” da combattere piuttosto che una seria e funzionale struttura di servizio.

Purtroppo ancora  nulla è cambiato speriamo che oggi si riesca a cambiare questo andazzo.

E’ pur vero che per far cambiare rotta a una petroliera occorrono 15 km. di frenata, ma speriamo che non cambino il comandante .

 

2 pensieri su “Quanto devono ancora aspettare per avere riconosciuti i loro diritti i cittadini?

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