SAN SABA VA VENDUTA, COME E’ STATA VENDUTA TESTACCIO E GARBATELLA

  Affittopoli, a San Saba una casa Ater affittata a 7 euro al mese

L’alloggi comunali, ma ce ne sono altri che fanno parte di un patrimonio dimenticato. Lo scandalo di Affittopoli ha ormai raggiunto anche all’Agenzia regionale per l’edilizia

di Alessandro Capponi ed Erica Dellapasqua

Cinquecento appartamenti, compresi i «villini» su due piani, ampi dai 35 ai 100 metri quadrati: canone più basso 7,75 euro al mese, più alto 800 euro. Prezzi stabiliti dall’Ater «per legge», in base alle fasce reddituali, ma siamo a San Saba – zona bomboniera dell’Aventino – e gli inquilini mettono in conto anche il pregiudizio: «Villini dite? Guardateli, cadono a pezzi, da anni nell’indifferenza generale chiediamo: o ristrutturate o vendete così ci pensiamo noi».

La difesa degli inquilini: «Ma questi villini cadono a pezzi»

In effetti queste case, dentro e fuori, sembrano e sono malandate. Anche se ce ne sono alcune che sarebbero veri e propri gioielli: «Dall’esterno colpiscono i muri scrostati e i cornicioni distrutti», indica Carla Spaziani, del comitato pro-vendita. «Ma i problemi più gravi non si vedono: tetti bucati, gli ultimi cassoni dell’acqua in eternit li hanno rimossi solo due mesi fa dopo il nostro esposto. Come può essere a norma un allaccio elettrico appeso alle caditoie?».

L’anticipo di 5mila lire nel ‘77 per l’acquisto della casa 

Alla base di tutto c’è la storia della (non) vendita, che ha origini antiche. Nel ’59 e poi nel ’77 Ater propose a questi inquilini l’acquisto di casa, chi accettò conserva ancora il bollettino di pagamento – 5 mila lire – a titolo di caparra, ma è sempre sfumato tutto: «Prima la balla di un vincolo dei Beni culturali, poi lo sfratto del marito della Polverini in via Bramante. Siamo prigionieri di un’ondata mediatica negativa mentre non possiamo fare nulla: né comprare né ristrutturare». Perché Ater, a domanda esplicita, risponde per iscritto: «Il periodo generalmente lungo di permanenza dell’assegnatario nell’alloggio sociale può indurre a fargli dimenticare che l’alloggio non è affatto suo: non conviene investire su di esso con lavori economicamente impegnativi».

La cantina usata per allargare l’abitazione

Sempre in via Bramante, Mario Bianchi deve sgomberare la cantina: «La usavo per le mie figlie, vivo qui con mia madre in 36 metri quadrati, tra affitto e spese paghiamo 94 euro al mese ma quando vengono le bambine non ci stiamo tutti così ho utilizzato la cantina che era libera. Ater mi ha denunciato per occupazione abusiva e ora chiede la restituzione del locale».

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