LETTERA APERTA AL DIRETTORE DELL’ATER DI ROMA ARCH. FRANCO MAZZETTO

gentile direttore,

le ho chiesto inutilmente un incontro  per esporgli i seri e gravi problemi degli assegnatari, ma senza nessuna risposta eppure è passato più di un mese esattamente 40 giorni dal suo insediamento e non aver trovato un minuto di tempo per ricevere un’associazione che rappresenta svariati assegnatari non mi sembra un buon inizio da parte sua, anche perché tutti i suoi predecessori si sono comportati esattamente in modo contrario, anche lo stesso Commissario che ho avuto il piacere di vederlo due volte..

mi sembra veramente assurdo questo suo risentimento e soprattutto  mi sembra assurdo che la sua segretaria mi dica per telefono che lei si sia risentito  perché io ho  scritto la montagna ha partorito il topolino e mi ha attacca il telefono senza darmi la possibilità di rispondere.

Caro Direttore ognuno esercita il proprio mestiere, il mio è quello di attaccare l’inefficienza dell’azienda e il suo è quello di farla funzionare, ma anche di ascoltare i rappresentanti degli inquilini.

Tali atteggiamenti e risentimenti non li comprendo sinceramente,lei li potrà avere in privato, e non come rappresentante dell’azienda,  lei rappresenta un’azienda pubblica e non privata per cui ascoltare le associazioni rappresentative degli assegnatari è un suo dovere.

La differenza tra me e lei è che io conosco l’azienda nelle sue più intime viscere, visto che ci combatto da oltre 20 anni e lei invece è arrivato ieri.

Infatti si è insediato da 41 giorni e il Commissario da  quattro mesi capisco che non è molto, ma la gente sta sopportando da 20 anni questa malsana gestione.

l‘unica cosa che avete fatto, è stata la costituzione dell’ufficio morosità e sanatorie, mi dispiace dirvi  che non è stata una scelta felice e non so chi vi ha suggerito tale idea.

tale ufficio già è esistito gestito dalla dott.ssa Grassia e purtroppo  la morosità è ancora così spaventosamente alta.

Lei lo sa che in quell’elenco c’è anche la morosità  FALSA  degli EX INCIS che non potevano avere morosità in quanto il canone gli veniva prelevato alla fonte direttamente sullo stipendio o sulla pensione, ma questo la dott.ssa Grassia non lo ha ancora capito e include anche costoro , sbagliando.

Lei mi perdoni a differenza del Commissario che ci ha ricevuto ed ha constatato che ciò che affermavano erano cose  giuste come il canone concordato , e credo che abbia dato le giuste direttive  per rispettare la legge, ma che la dott.ssa Grassia  invece non vuole capire, e  a tutt’oggi, purtroppo  non è stato ancora modificato questo benedetto canone concordato.

La dott.ssa Grassia a cui lei ha affidato in gestione la parte più grossa e più importante dell’azienda, con le sue manie modulistiche sta  trattando gli impiegati come dei deficienti incapaci di elaborare, come robot capaci solo di inserire dati nelle lettere da lei già precompilate, paralizzando di fatto l’attività dell’azienda.

Se la dott.ssa Grassia per un semplice subentro fa riempire un modulo di sette, dico sette pagine, solo all’Ater di Roma accade questo a Latina sono 2 pagine, ce la vogliamo porre qualche domanda sulla dott.ssa Grassia che fino ad oggi ha prodotto solo guai all’azienda o lei non lo sa?

La dott.ssa Grassia forse pensa di avere dei poteri particolari perché invece di applicare correttamente le norme le applica secondo il suo pensiero e non secondo la norma.

Lei forse non sa certi fatti e misfatti che hanno attraversato questa azienda, sin da quando era IACP e non sono chiacchiere, ma fatti seri e documentabili.

Io non ho la smania di farmi ricevere, ma ho l’obbligo e il dovere di tutelare gli assegnatari, se lei mette in pratica la corretta applicazione delle leggi, ma non come le interpreta la Grassia e la Di Domenico, ma come sono letteralmente scritte, perché l’interpretazione spetta solo a chi le ha emanate, questa azienda funzionerà.

Purtroppo vedo che lei si sta avvalendo di personaggi che hanno creato solo problemi all’azienda  e alcuni approfittando del loro ruolo si sono risolti anche qualche problema esistenziale  personale o di famiglia.

Mi permetta di dirle che un direttore di una pubblica amministrazione ha obblighi  ben diversi da un direttore di un’azienda privata, che lei non senta il bisogno di confrontarsi con le associazioni che rappresentano gli inquilini per capire quali siano i problemi reali, ma ha ritenuto solo di confrontarsi con i due dirigenti, lo ritengo grave, per cui ha sentito solo una campana e per giunta anche stonata.

Lei crede di rimettere in sesto l’azienda, ascoltando soltanto chi la ridotta in questo modo?

Io non ho problema ne ho visti passare tanti di direttori e se non sbaglio i conti lei è l’ottavo, io ho pazienza, ma non è giusto che gli assegnatari debbano essere ancora bistrattati da un’azienda inefficiente e incapace, che pensa solo ad aumentare lo stipendio ai propri dirigenti.

Caro Direttore tutte le altre 6 aziende del Lazio hanno presentato il piano di vendita, solo lei non ci riesce.

Basta vedere come funziona il vostro sito che fu fatto quando la dott.ssa Grassia aveva anche l’informatica e un sito di difficile accesso, poco trasparente  e contorto, dia un’occhiata al sito dell’Ater di Latina e vedrà un mondo diverso, aperto trasparente e soprattutto rispettoso delle leggi vigenti e dei cittadini.

Lei può anche non riceverci come Associazione, ma non potrà mai cucirmi la bocca.

Qualcuno  aveva pensato di intimorirmi bruciandomi la macchina, fatica sbagliata.

Chi di spada ferisce di spada perisce si dice al mio Paese

Le faccio tanti auguri di buon lavoro e spero che lei possa apprezzarmi soprattutto per la mia franchezza e lealtà, ascoltandomi di persona e non ascoltando le chiacchiere di chi teme la mia parola.

Cordiali saluti

Annamaria Addante

 

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