La beffa del canone milionario che il Comune paga ai privati
?Fin dagli anni 70 il Campidoglio versa cifre fuori mercato per gli alloggi popolari
?A Torre Spaccata affitto da 1.400 euro per abitazioni con i pavimenti in parquet
IL CASO
Il danno e la beffa. Da una parte c’è il Comune che svende i suoi gioielli in centro storico a pochi fortunati o li affitta per pochi spicci. DaH’altra, c’è sempre lui, il Comune che mette mano al portafogli senza battere ciglio per pagare canoni fuori mercato ai privati per palazzi convertiti all’edilizia popolare. Un pozzo senza fondo, coi rubinetti, in alcuni casi, lasciati incredibilmente aperti da trenta, quarant’anni, e su cui ora il commissario Tronca cerca di serrare i giunti. È un patrimonio doppiamente oneroso per il Campidoglio, quello elencato alla voce “affitti passivi”, tremila abitazioni concesse a canoni irrisori, a fronte delle quali, però, Palazzo Senatorio sborsa fior di quattrini alle società immobiliari. Un business secondo, ma di poco, solamente a quello dei residence e che da solo vale oltre 20 milioni di euro all’anno. Una rimessa certa per le disastrate casse capitoline che, invece, per quegli stessi appartamenti incassano tra i 50 e i 180 euro al mese. Ammesso che tutti gli inquilini paghino davvero.
L’ELENCO
Nell’elenco pubblicato online dal Dipartimento patrimonio compaiono ben 2979 alloggi in “fitto passivo”, distribuiti nei municipi III, IV, VI, IX e X. È in quest’ultimo, a Ostia, che si concentra la fetta più grande: 1434 case per una spesa annua di 6 milioni e 331mila euro. Ma lo scandalo vero si trova a Torre Spaccata, in via Marcio Rutilio 40 e 42. Le chiamano le “case dei napoletani”, perché nel ’70 arrivarono da Afragola per occuparle. Parquet a terra, rifiniture di livello, nel quartiere ricordano i listoni bruciati per scaldarsi e le vasche da bagno usate per coltivare l’erbetta e il basilico. Per questi 178 alloggi il Comune paga alla Farvem Reai Estate s.r.l. la bellezza di 3.142.301 euro all’anno.
Che fanno 17.653 euro per appartamento, ovvero 1.471 euro al mese. «Un prezzo assurdo e fuori mercato –
tuona Anna Maria Addante, presidente dell’associazione inquilini e proprietari Ater-Erp – che il Campidoglio continua a pagare, in spregio a qualsiasi criterio di convenienza. Quanto avrebbe risparmiato comprando l’immobile?
E quante case per chi ne ha ancora bisogno avrebbe potuto costruire con tutti i soldi buttati al vento? Al Comune come all’Ater, in questi anni, i funzionari che dovevano vigilare, nel migliore dei casi, hanno chiuso gli occhi». La proprietà, dopo il 2010 ha intavolato una trattativa di vendita con gli inquilini, non andata in porto perché il prezzo è stato giudicato alto.
CONTI IN ROSSO
Per 388 appartamenti in piazza Certaldo e in via Scarperia, alla Magliana, il Comune paga alla Ermete Spa, 4.900.000 euro all’anno. Vale a dire 12.628 euro l’anno per ciascuna abitazione, ossia 1.052 euro al mese. Nel III Municipio sono 77 gli appartamenti catalogati come “fitto passivo”; 447 nel IV, la maggior parte afferenti al patrimonio Enasarco; 330 nel IX municipio. A cui vanno ad aggiungersi 90 appartamenti a Monterotondo, 92 a Guidonia Montecelio, 44 a Pontelucano di Tivoli, 117 in via Catullo a Pome- zia. Senza contare i locali commerciali e le pertinenze: cantine, box, mansarde e lavatoi, quasi sempre occupati e trasformati in abitazioni, con acqua e luce indebitamente allacciati al condominio. Il Comune, in coda all’elenco, tira le somme. Totale affitto immobili Erp: 20.201.007 euro; oneri accessori (spese condominiali, luce, acqua): 1.148.645 euro; spesa complessiva: 21.349.652 euro.
Alessia Marani alessia.marani@ilmessaggero.it
