ATER DI ROMA UN’AZIENDA DA SCIOGLIERE E DI CORSA.

L’ente che gestisce 50mila immobili paga i bonus ai dipendenti ma accumula un buco di 26 milioni l’anno di affitti non riscossi`Ogni giorno resta a casa un impiegato su tre e l’iter di recuperodei crediti arretrati si arena. L’azienda: «Ora un cambio di passo»

I DATI

Un dipendente su cinque beneficia della legge 104 per assistere parenti malati. Sessanta casi di maternità.

E poi le assenze “fisiologiche”.Se in aziende municipalizzate come Atac e Ama si è riusciti a ridurre il numero delle assenze del personale (meno 35% in Atac con il licenziamento di 40 assenteisti seriali) all’Ater di Roma l’asticella dell’astensione dal lavoro del personale resta alta.

Con picchi chesuperano il 30% nel periodo estivo,e con l’area della direzione generale in testa.Seguita dalla gestione alloggi.

Chi ha avuto il compito di vigilare e coordinare, in questi anni, sull’immenso patrimonio immobiliare in parte nel degrado, in parte in balia degli abusivi, è anche chi è rimasto a casa più spesso.

E ha incassato premi: 1 milione di euro previsti dall’integrativo per il raggiungimento dei risultati.

Questo dicono i numeri. Anche se dal lungotevere Tor di Nona assicurano: «C’è un cambio di passo, è stato nominato commissario straordinario un magistrato, queste assenze sono tutte previste dalla legge e l’ufficio del personale è molto rigoroso. Insomma, non ci sono casi di lavoratori che vengono a timbrare il cartellino in mutande».

LE TABELLE

I “dati relativi all’assenza per intera giornata del personale dell’azienda ”pubblicati sul sito Ater fino a settembre 2015 parlano chiaro.

Nel trimestre luglio/settembre la percentuale di assenza su giorni lavorativi media dei 470 dipendenti è del 29,36%; quella della direzione generale del 29,09.

Spicca la gestione alloggi: 34%. Tra aprile e giugno le assenze in media si sono fermate al 17,68%. La direzione generale (55 unità) accumula assenze per il 18,78%, la gestione alloggi (105 dipendenti) per il 18,93%, l’amministrazione e finanza per il2 0,38%.

Tra gennaio e marzo la percentuale media scende ancora al 16,52% ma resta ancora più alta per dirigenza (21,78%) e gestione alloggi (20,04%). In Ama, l’azienda capitolina dei rifiuti, nel 2015, per tracciare un parallelo, si è agguantato un primato storico: fare scendere la quota di assenze al di sotto del 14%. Solo a gennaio del 2014 superava il 19% e l’obiettivo dev’essere ancora raggiunto: attestarsi sulla media nazionale del 12%.

«SONO GIUSTIFICATI»

All’Ater spiegano: «Non sappiamo se le assenze in Ama o Atac siano calcolate con gli stessi criteri. Ci sono le ferie e fattori, poi, di cui tenere conto: nel 2008 c’è stato un concorso per cui in Ater sono entrati150 giovani sotto i 30 anni.

Ed ecco spiegati i 60 casi tra maternità e congedi parentali.

Quindi le 104 che fanno alzare la media. Riteniamole percentuali congrue. Negli uffici di zona la percentuale sale,perché lì il lavoro è più logorante per via del contatto con il pubblico».

Infine i premi: «Sono erogati secondo la contrattazione Federcasa».

Insomma, anche se l’azienda accumula arretrati non riscossi per 26 milioni all’anno e negli uffici si accavallano le pratiche di contenzioso e richieste di aiuto per appartamenti fatiscenti, il premio è dovuto.

«All’Ater se ne vedono di tutti i colori – dice Annamaria Addante, dell’associazione Inquilini e proprietari Iacp-Ater – clamoroso il caso di una responsabile cessione immobili che si fece fare la procura a vendere da un’anziana l’appartamento in via Cassia per poi ricomprarlo lei dopo soli due mesi. È ancora in quella casa e ancora in Ater.

L’ultima? L’istituzione di un nuovo ufficio morosità e la spedizione di 20mila raccomandate: altri soldi sprecati».

Per Giancarlo Cosentino, Cisl, all’Ater il problema ora è l’accentramento decisionale.

«Si è lasciata la responsabilità di gestire 50mila immobili con480 milioni di euro di arretrati mai riscossi a soli due dirigenti apicali

che hanno accorpato 12 deleghe, spesso in conflitto tra di loro.

Manca un dirigente tecnico e il lavoro dei dipendenti non è organizzato».

Alessia Marani

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  CITTADINI ORA CAPIRANNO PERCHE’ NON VOGLIONO VENDERE GLI ALLOGGI, PERCHE’ SE LI VENDONO POI GLI INTROIDI DEI CANONI CON I QUALI SI PAGANO STIPENDI E PREMI DIMINUISCONO.

CHI DOVEVA VIGILARE INVECE DI VIGILARE SI INTASCAVA I PREMI,PERCHE’ SE AVESSE VIGILATO POI I PREMI NON LI POTEVANO INTASCARE.

CERTO CHE LA DIREZIONE GENERALE INVECE DI DARE IL BUON ESEMPIO E’ QUELLA PIU’ ASSENTEISTA.

L’ASSURDA GIUSTIFICAZIONE CHE DA L’ATER PER L’ASSENZA NEGLI UFFICI DI ZONA PERCHE’ RICEVONO IL PUBBLICO, MA NON SI VERGOGNANO?

QUALE PUBBLICO QUELLO SU APPUNTAMENTO QUANDO GLI FA COMODO.

POTEVO CAPIRLO UNA VOLTA QUANDO ERANO APERTI AL PUBBLICO 3 GIORNI A SETTIMANA E RICEVEVANO SENZA APPUNTAMENTO, ORA RICEVONO 2 GIORNI A SETTIMANA  E SU APPUNTAMENTO.

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