Ater, maxi-evasione dell’Imu conti pignorati: paghe a rischio E NON SOLO…

Cronaca di Roma Messaggero

Ater, maxi-evasione dell’Imu conti pignorati: paghe a rischio

`L’istituto deve 72 milioni di arretrati al Comune: Tronca blocca la liquidità`Morosità dal 2007: in bilico gli stipendi e la manutenzione di 50mila immobili

IL CASO

L’Ater non paga l’Imu, il Comune di Roma gli pignora i conti correnti. È un debito strato sferico quello accumulato dal 2007dall’ente per le case popolari nei confronti del Campidoglio per l’imposta sulla casa, ex Ici, mai versata. Il Comune, tramite Equitalia Sud, chiede conto di 72 milioni di euro, cifra per la quale ha congelato la liquidità dell’ente del lungotevere Tor di Nona che gestisce 50mila immobili e conta470 dipendenti. Già nel 2008 l’allora commissario Mario Morcone, poco prima dell’insediamento di Gianni Alemanno, aveva chiesto di procedere nei confronti dell’istituto moroso. Iter che poi si arenò. Ora il commissario Francesco Paolo Tronca torna alla riscossa.

LA RIUNIONE

Ieri pomeriggio c’è stata una prima animata riunione dei vertici aziendali con i sindacati, perché a rischio, oltre alle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, ci sono gli stipendi. «La dirigenza Ater -spiega l’Azienda – si è già attivata presentando ricorso al Tribunale Civile di Roma per chiedere l’immediata sospensiva del pignoramento dei conti bancari(oltre all’annullamento dell’atto)e avviando con Roma Capitale ed Equitalia l’apertura di un tavolo tecnico per la definizione di un piano pluriennale di rientro del debito. Si tratta quindi di una vicenda vecchia che la nuova dirigenza Ater ha ereditato e ora risolverà». Non che l’Ater non voglia pagare le tasse, è che quei soldi proprio non li ha. Perché le entrate per gli affitti e le vendite(canoni e prezzi sono normati dalla legge) non bastano a coprire quanto l’ente deve per le tasse, che è quattro volte tanto. Solo di affitti non riscossi il “buco” incassa ammonta a 480 milioni di euro e viaggia al ritmo di 25 milioni euro l’anno. Non basta. Insieme con i conti correnti sono bloccati i servizi reali dovuti ai140mila utenti. Un inquilino Ater su quattro è anziano o disabile,per cui se si bloccassero gli ascensori, tanto per fare un esempio, nessuno potrebbe intervenire. Ater, dunque, ha già dato mandato all’Avvocatura di presentare ricorso per sospendere il provvedimento  del Tribunale, valutando contemporaneamente la possibilità di appellarsi a una sentenza della Cassazione che stabilisce l’impignorabilità degli stipendi. Mentre ha chiesto

al più presto un incontro con Comune(appellandosi al commissario al debito pregresso, Silvia Scozzese, e al sub commissario (Pasqualino Castaldi), Regione ed Equitalia per arrivare a una dilazione e allo scorporo degli interessi.

LA VIA D’USCITA

Insomma: una via d’uscita bisognerà trovarla, altrimenti si andrà verso il fallimento. D’altro canto, il Campidoglio, con la Corte dei Conti che preme perché non si lasci più sfuggire nemmeno un cent dai proventi del patrimonio immobiliare, rischia di aggravare il suo buco di bilancio se non intascherà i 72 milioni messi in conto.

La vicenda non è nuova: prima del 2008 vi fu una sospensiva che però non invalidò il debito. Sette anni fa fu avviato un percorso di rientro con l’intento di approdare a un cambiamento normativo. Invano.«L’Ater accumula debiti su debiti – dice Annamaria Addante,dell’associazione degli inquilini Iacp-Ater – per sgravarsi dall’Imu,intanto, potrebbe sbloccare le vendite così le tasse poi le pagheranno gli inquilini».

 Alessia Marani alessia.marani@ilmessaggero.it

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INFATTI QUESTO DEBITO ARRIVA A 700MILIONI DI EURO, E NON DECORRE DAL 2007,MA DALL’ENTRATA IN VIGORE DELL’ICI, CHE OGNI ANNO AUMENTA DI 25MILIONI DI EURO, MA VA DETTO CHE CIRCA LA META’ SONO TASSE E PENALITA’ PER MANCATO PAGAMENTO, QUI ANDREBBE RICORDATO CHE EQUITALIA E’ UNA SANGUISUGA INVENTATA DA BERLUSCONI , CHE A PRESCINDERE DALL’ATER ANDREBBE RIVISTA.

MA L’ATER DI ROMA E SOPRATUTTO LA REGIONE LAZIO DEVONO METTERSI IN TESTA CHE UN’AZIENDA COME L’ATER DI ROMA CON 470 DIPENDENTI NON POTRA’ MAI GESTIRE 48MILA ALLOGGI E 2MILA LOCALI.

INFATTI I RISULTATI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTO.

GLI ALLOGGI VANNO VENDUTI, DEBBONO ESSERE ESAURITI TUTTI I VECCHI PIANI DI VENDITA  AI QUALI VA AGGIUNTO QUELLO DELLA LEGGE LUPI, Perché E’ MATERIALMENTE IMPOSSIBILE PER CHIUNQUE GESTIRE 48MILA ALLOGGI COMPRENSSIVI DELLA RELATIVA MANUTENZIONE.

PER CUI SE NE FACCIANO UNA RAGIONE TUTTI COLORO CHE SONO CONTRARI ALLA VENDITA, PERCHE’ DOVREBBERO SPEIGARCI BENE,MA MOLTO BENE LA LORO CONTRARIETA’, CHE PUZZA DI BRUCIATO, MA DI BRUCIATO PERICOLOSO.

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