NON BASTA UN COMMISSARIO E UN DIRETTORE PER RIMETTERE IN SESTO L’ATER DI ROMA, ma occorre una mobilita’ vera

Se vogliamo veramente far funzionare l’Ater di Roma occorre una vera e propria mobilità, nel senso  che certi personaggi non debbono più occuparsi di gestione, altrimenti non se ne esce fuori, perché i vizi e i difetti sono duri a morire.

E di brutte abitudini se ne sono prese troppe all’interno dell’Ater, in quanto ha prevalso il potere clientelare politico che non la legalità e trasparenza, basta vedere cosa accade ogni volta che cambia Commissario e Direttore, certi personaggi si rivitalizzano e fanno commettere anche un sacco di errori, che poi per fortuna con il tempo se ne avvedono, ma i danni purtroppo sono fatti.

La lettera inviata dalla dott.ssa Grassia per il diritto di prelazione ,che vuole far ricomprare all’Ater gli alloggi invece di far pagare il diritto di prelazione, una pura e vera follia, un arbitrio assoluto, un abuso di potere, che ancora nessuno ha corretto.

L’altra questione  l’ampliamento del nucleo famigliare, che grazie alle fantasiose interpretazioni sempre della dott.ssa Grassia non si riesce più a fare una residenza negli alloggi popolari, in quanto si confondono gli occupanti con gli aventi diritto.

Altra grave violazione ancora non sanata.

L’altra assurdità è questa vergognosa messa in atto dell’ufficio morosità e sanatorie dove vediamo tutte le mattine la sig.ra Pace che fa da vigile urbano distribuendo gli assegnatari che aspettano ore per essere ricevuti dalle varie postazioni, che servono solo per fare cassa e non risolvono i problemi, perché se devono risolvere il problema debbono richiedere il fascicolo dalla zona, per cui altro tempo perso e altro viaggio a vuoto per l’utente.

Infatti l’unico obiettivo di tale ufficio è quello di fare CASSA. Che avrebbero potuta farla lo stesso facendo fare il lavoro alle zone in modo migliore e compiuto, magari controllando l’operato delle zone, imponendogli un minimo di pratiche giornaliere.

Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo è un sistema vergognoso  e umiliante per le persone, inoltre le postazioni non avendo il fascicolo si basano solo sui dati dell’informatica che sono FASULLI, non riesco a capire come un Commissario Magistrato possa consentire simili metodi, o forse non gli è stato detto come stanno realmente le cose?

Inoltre stamane avendo accompagnato una persona mi sono resa conto ancora una volta  di come questa azienda sia gestita male, la segretaria del direttore che scende lei nell’androne per impedirmi di salire è semplicemente vergognoso.

Ed è vergognoso che si risenta se poi io vengo ricevuta dalla segreteria del Commissario, ma chi è che comanda il Commissario, il Direttore o la segretaria Stasi?

Vi sembra normale che se un direttore dice alla sua segretaria di vedere una lettera scritta da loro quella gli risponde ” No adesso non posso ” e il direttore per educazione tace.

Forse tale segretaria non poteva perché indaffarata nella sua campagna elettorale? Visto che è stata candidata nel municipio, ma se non ce la fa visto l’impegno gravoso sarebbe opportuno momentaneamente adibirla a servizi meno gravosi in modo da non intralciare il lavoro a danno dei dipendenti.

Anche perché due membri della segreteria candidati entrambi mi sembra inopportuno che stiano nella segreteria del direttore, la Estella Marino  candidata al Comune la Stasio al municipio e poi capisco perché le cose non vanno avanti e hanno tempi biblici.

Oggi ci hanno fatto andare perchè dovevano risolvere un problema, la residenza, creato dalla loro ignoranza e invece non si è risolto nulla, per responsabilità loro, per incapacità loro, stanno impedendo ai cittadini di avere un loro diritto sancito dalla Costituzione italiana l’art.13.

Vorrei invitare questi signori  a leggersi con attenzione  l’art.28 della Costituzione Italiana

Articolo 28 : I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti.In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

L’articolo 28  riguarda la responsabilità dei funzionari e dipendenti pubblici

quando, da un loro atto, sia stato leso il diritto di un cittadino. In sede penale, quando sia stato commesso un reato; in sede amministrativa, quando non si siano rispettate le norme di funzionamento degli uffici pubblici (vedi art. 97); in sede civile, quando sia stato provocato un danno che deve essere risarcito. Se il patrimonio del dipendente pubblico non è sufficiente, sarà lo stato a risarcire il danno, salvo rivalersi sul suo dipendente.

SAREBBE ORA CHE GLI ASSEGNATARI QUANDO SI RENDONO CONTO DI RICEVERE UN’INGIUSTIZIA LA SMETTESERO DI CHINARE LA TESTA E INIZIASSERO AD AGIRE.

Articolo 28

2 pensieri su “NON BASTA UN COMMISSARIO E UN DIRETTORE PER RIMETTERE IN SESTO L’ATER DI ROMA, ma occorre una mobilita’ vera

  1. Silvio Pacelli

    Che confusione!!!! … Nulla cambia! Sposti i fattori ma il risultato non cambia. Forse conviene neanche lamentarsi troppo… Ho sentito che la gestione delle case del Comune di Roma non sia migliore dell’Ater.
    Io sono convinto che la SEDE UNICA ATER risolverebbe il 70% di TUTTI i problemi.
    Chissa’ se i nostri “geni” della politica lo capiranno mai!!!… Chissa’ !

  2. addante Autore articolo

    Speriamo anche che capiscano che dovrebbe esserci un gestore unico per le case popolari e no uno del Comune e uno per l’Ater

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