Roma, sfrattato inquilino abusivo “eccellente” da un villino Ater
L’uomo risiedeva nella villetta di 150 metri quadri dal 1991 pagando un canone di 100 euro al mese, pur essendo proprietario di negozi, appartamenti, studi professionali, magazzini e anche una vigna
di LORENZO D’ALBERGO
23 giugno 2016
Una via del quartiere San Saba, sull’Aventino Un appartamento, un negozio al Nuovo Salario e uno studio professionale sulla circonvallazione Nomentana. Ancora: un magazzino a Terracina e una piccola vigna a Castel San Pietro Romano. Nascondendo il suo patrimonio immobiliare e i suoi redditi, per anni l’avvocato Bruno Tabili è stato uno degli occupanti “eccellenti” degli alloggi dell’Ater. Il canone ridicolo. Dal 1991 al 2016, pagando un canone di locazione da poco più di 100 euro al mese, il legale ha vissuto in un villino di due piani in via Piranesi. Un gioiellino da quasi 150 metri quadrati nel cuore di San Saba, il quartiere incastonato tra Circo Massimo e Piramide da cui nel 2013 venne sfrattato anche l’ex marito dell’allora presidente della Regione Renata Polverini. Entrambi vivevano in una casa popolare senza aver più alcun titolo per usufruirne, entrambi sono stati sfrattati. Gli abusi edilizi. Ieri mattina, a recuperare l’alloggio al civico 3 di via Piranesi sono stati gli agenti del I gruppo Trevi della polizia municipale, i militari della guardia di Finanza e i funzionari del nucleo sgomberi dell’Ater. La task-force, eseguendo un provvedimento della procura arrivato al termine di un lungo contenzioso legale, appena varcata la soglia dell’abitazione ha scoperto anche a una lunga serie di abusi edilizi: un ascensore apparso dal nulla, un camino installato nella tavernetta al piano seminterrato e un impianto a pannelli solari. I termosifoni in ghisa. Dell’inquilino, invece, nessuna traccia: l’avvocato, ex fuochista ferroviario, stando al racconto dei vicini avrebbe lasciato l’immobile già da qualche giorno. Con sé avrebbe portato via anche i vecchi termosifoni in ghisa del villino. Prima di poter riconsegnare la casa al Comune, che questa volta lo assegnerà a chi è davvero in stato di indigenza, l’Ater dovrà allora eliminare tutti gli abusi e comprare una nuova batteria di radiatori. I costi dei lavori. I costi dei lavori potrebbero essere addebitati a Bruno Tabili, ormai ex occupante abusivo: l’uomo era entrato in possesso della casa nel 1991, subentrando allo zio. Solo dopo avrebbe conseguito la laurea in giurisprudenza, diventando avvocato e – ironia della sorte – difendendo davanti ai giudici del Tar del Lazio un cliente a cui il Campidoglio aveva imposto la demolizione di alcune opere abusive. Più complessa la sua storia sentimentale, che a San Saba fino a ieri abitava con la moglie, la figlia e il genero. I divorzi ad hoc. Nel 2012, come risulta all’Ater, entrambe le coppie – Tabili e la moglie, la loro figlia e suo marito – chiesero la separazione: secondo i funzionari dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale, un escamotage per frazionare le proprietà distribuite tra Roma e Latina e sfuggire ai verificatori dell’Agenzia delle entrate. Il “colpaccio” però non è andato a segno: i controlli hanno individuato tutti le proprietà dell’occupante abusivo e il 4 febbraio del 2015 è partita la lettera con cui è stata comunicata al diretto interessato la decadenza del diritto di usufruire del villino. L’avvocato ha impugnato l’atto in sede civile, ma la procura intanto ha disposto lo sgombero. Le 80 occupazioni “eccelenti”. Si è chiusa così una delle 80 occupazioni “eccellenti” individuate dal commissario straordinario dell’Ater Giovanni Tamburino e dall’ex sub commissario del Comune Clara Vaccaro. Oltre 50 tra Prati, San Giovanni, Garbatella e la solita San Saba (dove un’attrice di fiction prima di riconsegnare la sua casa al Comune ha distrutto il pavimento e i termosifoni)
sono state risolte. Ne mancano altre 30. “La vicenda rappresentava un caso esemplare – spiega Giovanni Tamburino – e oggi (ieri, ndr) è stata risolta a dimostrazione della ferma volontà dell’Azienda di proseguire in quell’azione di contrasto all’illegalità che ha portato al recupero di circa 250 alloggi dall’inizio dell’anno. Oltre 60 sono in corso di assegnazione, mentre altri 100 sono già stati consegnati agli aventi diritto”.
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QUESTO ARTICOLO DI REPUBBLICA COME SPESSO FANNO I GIORNALISTI CERCANO SOLO DI FARE SENSAZIONE,MAI APPROFONDIRE LE QUESTIONI.
LA LEGGE REGIONALE CONSENTE DI AVERE Proprietà IMMOBILIARI PURCHè NON SUPERINO I CENTOMILA EURO DI R.C., MA TALI Proprietà DEBBONO ESSERE FABBRICATI LA CUI RENDITA CATASTALE ICI SIA MOLTIPLICABILE PER CENTO.
ORBENE GLI APPARTAMENTI ACCATASTATI COME UFFICI NON SI MOLTIPLICANO PER CENTO NE I LOCALI E NE I TERRENI.
INOLTRE IL TIZIO AVEVA LASCIATO L’ALLOGGIO DA MESI SE L’ATER PER RIPRENDERLO CI METTE UN SECOLO NON è COLPA DI NESSUNO.
INOLTRE C’è ANCORA IN CORSO UNA CAUSA CIVILE NEI CONFRONTI DELL’ATER CHE NON SI E’ ANCORA DISCUSSA.
INOLTRE I LAVORI MENZIONATI DA REPUBBLICA SONO TUTTI AUTORIZZATI DALL’ATER PER CUI IN QUELLA CASA NON C’E’ NULLA DI ABUSIVO.
IL TIZIO è VERAMENTE SEPARATO COME è SEPARATA LA FIGLIA TALI ILLAZIONI SONO MOLTO PESANTI.
INOLTRE IL MARITO DELLA POLVERINI SINDACALISTA DELLA CGIL SONO ANNI E ANNI CHE NON ABITAVA Più LI, MA L’AVEVA AFFITTATA, GUADAGNANDOCI UN BEL PO’ DI SOLDI. MA SU QUEL CASO NON CI è ANDATO Né GILETTI E NE LA STAMPA è STATA COSì ACCANITA COME NEI CONFRONTI DI QUESTO AVVOCATO.
L’ATER PURTROPPO è ABITUATA AD AGIRE COSì FIGLI E FIGLIASTRI, ANCHE NEI CONFRONTI DI UN’ALTRO SEPARATO FECE LA STESSA COSA PERSEGUITANDOLO MATTINA E SERA FINCHè L’EX MOGLIE SCOCCIATA DEI CONTINUI CONTROLLI LI HA DENUNCIATI E ALL’ORA A QUEL POVERETTO GLI HANNO ANCHE VENDUTO L’ALOGGIO.
MA COME SI COMPORTA L’ATER DI ROMA NEI CONFRONTI DEI SUOI ASSEGNATARI è NOTORIO NON SI CAPISCE PERò Perché NON ADOTTA LO STESSO METODO CON I SUOI FUNZIONARI CHE SI APPROPRIANO DI ALLOGGI PER I LORO FIGLI O FRATELLI E SE LI COMPRANO PURE, FANNO OCCUPARE IMMOBILI DI PRESTIGIO DANDO LE OPPORTUNE INFORMAZIONI AD ASSOCIAZIONI E POI LO PUBBLICANO PURE, MA NEI CONFRONTI DI QUESTI NON SI ALZA UN DITO, ANZI SI PREMIANO GLI SI DANNO RESPONSABILITà DI UFFICIO SENZA NEANCHE VERIFICARE SE VI è CONFLITTO D’INTERESSI .
QUESTA è L’ATER DI ROMA CHE è ABITUATA A FARE LA VOCE GROSSA CON I DEBOLI E DIVENTA PECORA CON I FORTI.

Quindi, mi faccia capire: si tratta di una vittima che va difesa?
Questo sta dicendo?
Sembra che questo “signore” sia titolare di CENTINAIA di proprietà immobiliari nel Lazio (non ad uso abitativo, ma pur sempre di INESTIMABILE valore commerciale), oltre che di due appartamenti (di modeste dimensioni, ma abbondantemente adeguati alle sue esigenze, legge regionale alla mano) in zone centralissime.
Di che stiamo parlando?
Non si vergogna a difendere gentaccia di questo genere?
SI DEVE VERGOGNARE LEI Perché NON CORRISPONDE AL VERO CIò CHE SCRIVONO I GIORNALAI E LA LEGGE REGIONALE CONSENTE DI AVERE Proprietà DI ALLOGGI FUORI ROMA PURCHè CHE TALI ALLOGGI LA RENDITA CATASTALE MOLTIPLICATA PER CENTO NON SUPERI I MILLE EURO.
IL TIZIO HA UNA Proprietà LA CUI RENDITA CATASTALE SI MOLTIPLICA PER CENTOQUARANTA PER CUI NON RIENTRA NELLA DECADENZA E NEMMENO LA VIGNA RIENTRA NELLA DECADENZA.
OL PROBLEMA VERO è CHE LA REGIONE FA LE LEGGI PER AIUTARE I SUOI AMICI E POI AI COMUNI MORTALI NON LE APPLICA.
PRIMA DI PARLARE SI DOCUMENTI MEGLIO
quindi non è vero quello che risulta al catasto?
Sta dicendo che questo signore non possiede tre piccoli appartamenti a Roma (e per giunta in zone centrali)?
Se quello che dico non è vero, la sfido a pubblicare una visura delle proprietà di questo “signore” (basta omettere i dati sensibili, compresi gli indirizzi delle case di sua proprietà, se ve ne sono).
Se non ha niente da nascondere, come dice lei….
Io so che risulta titolare di più di cento locali ad uso non abitativo, oltre che di tre appartamenti a Roma: sui locali ha (purtroppo) ragione lei nel sostenere che non costituiscono motivo di decadenza, ma per quanto riguarda i due appartamenti a Roma l’illecito è chiarissimo e indiscutibile.
mi scusi e a lei queste false notizie chi glie le ha date?
Inoltre se lei continua a diffamare questo signore saremmo costretti a denunciarla
Ripeto: è vero o non è vero che possiede degli appartamenti a Roma (in zone centrali)?
E’ vero non è vero che risulta titolare di centinaia di proprietà ad uso non abitativo nel Lazio?
Non si tratta di diffamazione, ma di due domande alle quali mi sembra evidente che non lei voglia rispondere direttamente e senza giri di parole.
Per me valgono come un’ammissione di colpevolezza che la qualifica in pieno agl occhi di chi legge e preferisco chiuderla qui…
Buonasera e a mai più rileggerci 🙂
LEI è SEMPLICEMENTE UN MASCALZONE COME GLI HO GIà DETTO HA UN UFFICIO E LA LEGGE REGIONALE NON LO CONSIDERA AL FINE DELLA DECADENZA SI VADA A LEGGERE SE NE è CAPACE L’ART.20 E 21 DEL REGOLAMENTO REGIONALE N.2 DEL 2000
E LA SMETTA DI DIFFAMARE LE PERSONE NASCONDENDOSI DIETRO UN’ANONIMA E.MAIL
no ha solo un ufficio e ora neanche lo ha più
ma lei perché è cosi interessato e così maldicente?