La Procura ha chiuso le indagini dell’inchiesta aperta per truffa Nel mirino la delibera che ha «promosso» dieci funzionari

Avvocati senza concorso. Regione nei guai

La Procura ha chiuso le indagini dell’inchiesta aperta per truffa Nel mirino la delibera che ha «promosso» dieci funzionari

Da «esperto area amministrativa» ad «avvocato» della Regione Lazio, senza passare per alcun concorso. Ma anche indennità di posizione aumentate senza alcun plausibile motivo e in violazione della legge.

Questo c’è nell’indagine della Procura della Repubblica di Roma, che sta per notificare a dieci funzionari della Pisana l’avviso di chiusura delle indagini preliminari, atto propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio. Nel registro delle notizie di reato figurano Giuseppe Allocca, Roberta Barone, Federica Cattani, Tiziana Ciotola, Carlo D’Amata, Alessandro De Filippis, Valentina Di Vincenzo, Fiammetta Fusco, Patrizia Leone e Alessandro Steri. Nei confronti di tutti è ipotizzato il reato di truffa.

L’inchiesta è del sostituto procuratore Alberto Galanti, il quale ipotizza responsabilità anche in capo ai dirigenti che materialmente hanno predisposto la delibera sotto inchiesta. Si tratta di Raniero De Filippis, già coinvolto nel procedimento a carico dell’imprenditore dei rifiuti Manlio Cerroni, Giuseppe Manna e Antonio Lirosi.

Gli accertamenti della Procura sono nati dopo un accurato esposto del gruppo consiliare del Movimento5stelle che, con documenti alla mano, ha ricostruito i presunti illeciti contestati oggi dalla magistratura. In particolare, risulta come «con 10 determine dirigenziali (7 a firma di Raniero De Filippis, 2 a firma di Giuseppe Menna e 1 a firma di Antonio Lirosi), siano stati cambiati, a richiesta degli interessati, i profili professionali dei soggetti» iscritti nel registro degli indagati, «da “esperto area amministrativa” in “avvocato” al fine della loro assegnazione all’Ufficio dell’avvocatura regionale, in totale assenza dei requisiti previsti dalla vigente normativa».

Gli indagati, infatti, sono inquadrati in Regione come dirigenti e «appartengono alla categoria D1». Una qualifica che non avrebbe consentito di patrocinare nelle cause la Regione Lazio. Invece, attraverso la delibera finita sotto inchiesta, gli indagati hanno potuto iscriversi «a spese dell’Amministrazione all’Albo speciale dell’Ordine avvocati di Roma e del Lazio», partecipando «alla ripartizione delle spese di giudizio interne alle avvocature pubbliche».

Inoltre, avrebbero potuto «usufruire del titolo e inquadramento professionale di avvocato della Regione Lazio», nonché di «vedersi riconoscere posizioni professionali di salario accessorio previste dal Contratto collettivo nazionale di lavoro». Un capitolo, relativo a quest’ultimo riconoscimento, che riguarda la posizione di Allocca, Barone e Cattani. In particolare, con provvedimenti regionali dell’11 aprile 2014, anche firma di Luigi Fegatelli (coinvolto nella maxi inchiesta sul «sistema rifiuti» legato a Cerroni) «è stata conferita posizione di Alta professionalità, prima fascia, con indennità di posizione pari a 16mila euro annui», in luogo degli 11mila 300 euro previsti dalla legge, a soggetti che non avevano maturato l’anzianità di cinque anni, prevista dalla normativa». Nei giorni scorsi gli indagati sono stati avvertiti dell’inchiesta a loro carico e non è escluso che chiedano al magistrato di essere interrogati, al fine di chiarire la loro posizione.

Ivan Cimmarusti

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MA GUARDA UN PO LA CASUALITA’ LA FUSCO FIAMMETTA è LA SORELLA DELLA FUSCO FLAVIA CHE LAVORA NELL’AVVOCATURA ALL’ATER DI ROMA MA ANCHE LEI è ENTRATA SENZA CONCORSO DI AVVOCATO, Perché PER FARE L’AVVOCATO IN UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE OCCORRE ESPLETARE UN CONCORSO SPECIFICO E GUARDA CASO NEANCHE LA FUSCO FLAVIA HA FATTO TALE CONCORSO, PERO’ FA L’AVVOCATO E GUARDA CASO E IL CONSIGLIORE DEL DIRETTORE.

INFATTI LA FUSCO FLAVIA E’ ARRIVATA ALL’ATER DI ROMA TRASFERITA DALL’ATER DI RIETI MA NON ERA STATA ASSUNTA COME AVVOCATO, MA COME AMMINISTRATIVO.

MA STA BENDETTA LEGALITA’ COME SE FA PER FARLA NASCERE DENTRO A TALI TERRENI?

LA REGIONE E L’ATER DI ROMA STESSA COSA è UN CASO?

MA E’ POSSIBILE CHE PER CERTI PERSONAGGI TUTTO SIA PERMESSO CHI LI PROTEGGE LA TESSERA DI PARTITO?

SPERO E MI AUGURO DI NO, MA GUARDA CASO FANNO PARTE SEMPRE DELLO STESSO CLAN.

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