LE LUNGHE ODISSEE DEGLI ASSEGNATARI E PROPRIETARI DELL’ATER DI ROMA

AL PRESIDENTE DELLA   VI  COMMISSIONE CONSIGLIARE PERMANENTE E AI SUOI MEMBRI

Come Associazione, chiediamo alle SS.LL. che si faccia piena luce sulla gestione dell’Ater di Roma, in quanto non si comprende tale gestione e soprattutto l’applicazione delle norme regionali che vengono applicate in modo non corrispondente al dettato della legge.

Infatti come Associazione abbiamo constatato che solo l’ATER di Roma si comporta in tale modo, mentre le altre ATER  in particolare quella di Latina applicano correttamente le norme previste .

Il vergognoso invio di circa 6500 lettere ai proprietari che nulla dovevano è semplicemente vergognoso, un’azienda che non ha il controllo di chi veramente è moroso e che per interrompere i termini dei veri morosi invia a tutti una raccomandata di stile terroristico mafioso è inaccettabile, inoltre è anche una spesa ingiustificabile.

In merito alle morosità, la responsabilità di queste è solo e unicamente dell’Ater di Roma che non è capace di lavorare in quanto vi è stata la legge 36/96 che con la corretta applicazione della legge si sarebbero risolte tutte le morosità, ma non veniva lavorata dagli uffici.

A seguito di ciò la Regione fece un’inchiesta e rilevo cose ben più pesanti di quelle che avevamo denunciato noi come Associazione, ma poi nulla è accaduto.

Vi è stata anche la famosa TRANSAZIONE di Petrucci e pure quella non completata (forse doveva essere fatta meglio con più trasparenza e no con il solito metodo prendere o lasciare) 

E oggi il nuovo direttore fa un ufficio apposito per morosità e sanatorie, a nostro avviso inutile perché sono gli uffici di ZONA che debbono svolgere tali lavori anche perché i fascicoli li hanno loro, invece hanno voluto far andare i cittadini a Tor di Nona per poi farli tornare nuovamente una volta che il fascicolo dalla Zona veniva portato a lungotevere.

Tutto ciò solo per dare un incarico prestigioso alla sig.ra Pace, ovvero hanno messo il lupo a guardia delle pecore.

Non è più accettabile lo spaventoso arretrato di pratiche che regna all’Ater di Roma, basti pensare che vi sono ancora le sanatorie della legge 33/87 da lavorare, per non parlare delle altre che non godono buona salute neanche loro, inoltre, sono pochissimi gli utenti che hanno regolare contratto, in quanto gli uffici hanno arretrati spaventosi, tutto ciò per la cattiva gestione che vi è stata in tutti questi anni e che continua.

E soprattutto perché non hanno mai potenziato e controllato l’operato degli uffici di Zona.

Non basta cambiare direttore e commissario è la macchina che non funziona, inoltre all’interno dell’Ater di Roma si è creato un gruppo di potere che prima faceva riferimento al dott.Mari e oggi agisce in proprio che non ha tutte le carte in regola per una corretta amministrazione.

Inoltre denunciamo lo scandaloso sistema delle vendite fatte senza una logica, ma a macchia di leopardo per costringere i proprietari a pagare il condominio all’Ater molto esoso, ma senza avere nessun servizio.

Inoltre vorremmo denunciare anche il contenuto dei rogiti fatti dallo IACP- ATER di Roma che contengono norme illegittime, che sono in contrasto con il Codice Civile. 

L’abuso di potere che l’Ater di Roma esercita regolarmente anche sull’estinzione del diritto di prelazione, anche qui abbiamo dovuto lottare perché non volevano concederlo, dimenticando che è un diritto podestativo, inoltre, ci impiegano 120 giorni un’assurdità un lavoro che al massimo sono 3 giorni di lavoro e che gli fa incassare denaro.

scrivono su tale liberatoria diciture inutili che hanno solo il senso della cattiveria gratuita.

La questione del Canone concordato la regione ha fatto la delibera nel 2009, dopo ben 3 anni dall’approvazione della legge, l’Ater di Roma la sta applicando oggi , vorremmo sapere per quale motivo l’Ater di Roma non ha applicato immediatamente la delibera regionale? E perché non ha applicato la delibera Commissariale n.3 del 17/09/2013, perché si è dovuta fare una nuova delibera commissariale?

In questo modo di lavorare l’Ater di Roma, a nostro avviso, ha creato un danno erariale.

Poi però alle gente si chiede il pagamento del canone concordato più gli arretrati in 30 rate, tale richiesta  non ci sembra corretta in quanto la responsabilità non è dell’utenza, ma dell’Ater di Roma incapace di gestire il suo patrimonio.

Vorremmo sapere, inoltre, perché l’Ater di Roma si ostina a non vendere il patrimonio che è sui piani di vendita fatti salvi anche dalla legge Lupi.

Vorremmo sapere inoltre il criterio con cui è stato fatto il nuovo piano di vendita e per quale motivo il Direttore si è rifiutato di inserire gli alloggi demaniali, in parte già venduti, sempre a macchia di leopardo e gli altri aspettano nonostante che il Demanio che ve li ha trasferiti senza oneri dica nella legge che vanno venduti agli assegnatari.

E NON CI TRANQUILLIZZA CHE L’ASSESSORE CI ABBIA DETTO CHE IL PIANO VENDITE VIENE RIFATTO,MA QUANDO GLIE LI VENDIAMO QUESTI IMMOBILI TRA CENT’ANNI?

Inoltre la proposta fatta dal Direttore al Consigliere Corsetti di venderli a prezzo di mercato, anche se minimo, dimostra la totale ignoranza della materia di codesto direttore.

L’Ater di Roma ha bisogno di un Direttore esperto della materia, in quando è già abbastanza incasinata e a ogni cambio di dirigenza si incasina sempre di più.

L’elenco delle mancanze dell’Ater di Roma sarebbe molto piu’ lungo ci siamo limitati per ora a queste

Come associazione avevamo fatto una seria proposta a Zingaretti e a Refrigeri, ma nulla è accaduto.

IN SINTESI 10 PROPOSTE PER RISOLVERE  I PROBLEMI DEGLI ASSEGNATARI DELL’ATER

  1)  Attuazione rapida dei piani di vendita e definizione delle vendite nei condomini;

        misti;

  2)  Direttive precise per la vendita applicando le leggi per la vendita e non per     

       L’accesso all’edilizia pubblica;

  3)  Ripristinare il reddito di decadenza per le sanatorie (ve ne sono circa 4000 non approvate per pochi euro)

  4)  Sanare tutte le situazioni rimaste in sospeso ante legge 12/99 che riguardano 

        Tutte le situazioni previste dalla legge 33/87 (pratiche lasciate negli archivi);

  5)  Realizzare un testo unico  delle leggi che riguardano l’accesso e la Vendita

        per  l’edilizia residenziale pubblica, rimuovendone tutte le contraddizioni;

  6)  Una legge sui canoni che tenga in considerazione il reale reddito famigliare per

       sconfiggere i furbi e gli evasori;

  7)  Fare delle attuali Aziende Ater delle agenzie riducendone il numero con un    

       Amministratore delegato unico;         

  8)  Gli Uffici di Zona devono avere pieno decentramento e autonomia gestionale e 

        Informatizzati, sotto la direzione di un dirigente che sia  laureato in  legge o

        materie giuridiche;

  9)  Totale e radicale mobilità dei dirigenti e funzionari dell’Ater con personale degli

        Enti Locali;

  10) Impegno immediato della Giunta e del consiglio regionale ad attuare tali   

   impegni.  

Tutto ciò per ripristinare diritto, legalità e trasparenza

ci auguriamo che non sia pura utopia

Annamaria Addante

 

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