IL MESSAGGERO CRONACA DI ROMA
Conti a rischio
Negozi dell’Ater
L’asta fa flop: la metà invenduta
Ater sperava di incassare una ventinadi milioni dall’asta con cui ha messo in vendita 52 tra immobili e terreni, ma è stato un flop: manifestazioni d’interesse solo per la metà degli immobili.
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Ater, asta flop dei negozi: la metà rimane invenduta I conti tornano a rischio
?L’Ente era convinto di incassare ventidue milioni di euro per 52 immobili: ma le offerte hanno raggiunto solo 5 milioni
IL FOCUS
L’Ater sperava di incassare una ventina di milioni di euro dall’asta con cui ha messo in vendita 52 tra immobili e terreni, ma il risultato si è rivelato meno incoraggiante: ieri mattina scadevano i termini per la presentazione delle offerte e alla fine sono arrivate manifestazioni d’interesse solo per la metà degli immobili, per un valore di cinqu e milioni di euro. A questo punto all’Ater, che deve creare un tesoretto per pagare il maxi debito a Equitalia, si dovranno seguire altre strade.
SCENARIO
Da sapere: l’Ater è l’azienda delle case popolari, ha un debito per rimu non pagata negli anni di 550 milioni di euro nei confronti di Roma Capitale. Si tratta di un macigno che ha già causato nel 2016 il blocco dei conti correnti.
I LOCALI SI TROVANO IN ZONE DI PREGIO: FLAMINIO, DELLE VITTORIE, TRIESTE, PIAZZA VERBANO E ALLA GARBATELLA MA IN POCHI LI VOGLIONO
Per uscire dalle sabbie mobili i vertici dell’Ater hanno deciso di aderire, come tanti cittadini, alla procedura di rottamazione delle cartelle esattoriali ed entro il 15 giugno Equitalia dovrebbe dare una risposta. La rottamazione è una procedura che consentirà di abbassare a 285 milioni di euro la cifra da versare in cinque rate spalmate tra il 2017 e il 2018. E’ una opportunità che potrebbe salvare l’Ater di Roma dal default, ma comunque servono ingenti capitali e per questo l’azienda ha preparato un imponente piano di dismissione che inizialmente riguardava 1.200 unità tra immobili (negozi e magazzini soprattutto) e terreni. Quella cifra ora è salita, arrivando a quota 3.000, per un valore potenziale di settecento milioni di euro. «L’asta – spiega il direttore generale dell’Ater, Franco Mazzetto – era un esperimento in una situazione generale del mercato immobiliare poco favorevole. Tutto sommato non è andata così male, ma è evidente che ora dovremo usare altri strumenti più efficaci e veloci». All’asta c’erano 46 unità immobiliari e 6 terreni, per un valore potenziale di ventidue milioni di euro, dunque una piccola quota del patrimonio complessivo che bisogna alienare per pagare il maxi debito. Spiega il sito dell’Ater: «Tra i quartieri dove sono situati i locali in vendita figurano, tra gli altri: Trionfale, Flaminio, Della Vittoria, Monte Sacro, Verbano-Trieste, Pinciano, Garbatella, Ostiense e San Saba. I 6 terreni si trovano a Torre Spaccata, Primavalle, Appio, Monte Sacro, Pietralata e Valco San Paolo».
Il fatto che siano arrivate offerte solo per cinque milioni di euro ora fa scattare il piano B: le 3.000 unità immobiliari saranno conferite a un fondo, in modo da avere a disposizione in tempi relativamente rapidi 500 milioni di euro. Piccolo problema: la prima rata di Equitalia, se ci sarà il via libera alla rottamazione delle cartelle esattoriali, è pesante, ammonta a circa 70 milioni di euro e andrà versta entro il 31 luglio.
PRESTITO
Come si fa a rispettare la scadenza? «Faremo un bando pubblico per trovare un prestito ponte». Va sempre ricordato che per pagare il maxi debito l’Ater non può ricorrere alla vendita degli appartamenti di edilizia residenziale pubblica perché per quella tipologia di immobili la legge prevede che l’incasso di una eventuale cessione vada destinato alla manutenzione delle case popolari.
Mauro Evangelisti
Codice abbonamento: 098009Asta locali commerciali – Messaggero Roma
CERTO CHI NON CONOSCE A FONDO LE QUESTIONI DELL’ATER DI ROMA NON PUO’ CAPIRE COSA CI SIA DIETRO E PERCHE’ L’ATER SI TROVA IN QUESTE CONDIZIONI.
VA DETTO PER ONESTA’ MENTALE CHE LE COLPE NON SONO SOLO DELL’ATER DI ROMA, MA A MIO MODESTO AVVISO LE COLPE MAGGIORI LE HA LA POLITICA PERCHE’ SI E’ SEMPRE DISINTERESSATA DELL’ATER, MA ALLO STESSO TEMPO L’HA SEMPRE USATA A SUO USO E CONSUMO, BASTA VEDERE I LOCALI DEI VARI PARTITI E DELLE ASSOCIAZIONI CHE NON PAGANO DA ANNI E L’USO CHE LO STESSO ATER FA DEI SUOI LOCALI CHE LI LASCIA MARCIRE CHIUSI INVECE DI AFFITTARLI A CHI NE FA RICHIESTA,MA DANDOLI SOLO AGLI AMICI DEGLI AMICI.
PERCHE’ LA REGIONE NON HA MAI PRESO SUL SERIO IL PROBLEMA ATER E IN PARTICOLARE ATER DI ROMA?
QUESTA E’ UNA BELLA DOMANDA A CUI DOVREBBERO RISPONDERE I VARI PRESIDENTI DELLA REGIONE LAZIO PERCHE’ SONO LORO A NOMINARE I PRESIDENTI E I CDA DELLE ATER O I COMMISSARI I QUALI A LORO VOLTA NOMINANO I DIRETTORI E QUESTO BALLETTO VA AVANTI DA SEMPRE.
QUESTO ASSURDO DEBITO CHE L’ATER DI ROMA HA CON IL COMUNE ,E’ UN DEBITO ASSURDO CHE LA POLITICA POTEVA BENISSIMO SANARE CON UN PICCOLO EMENDAMENTO, MA PER FARE CIO’ OCCOREREBBE UNA CLASSE POLITICA CAPACE E COMPETENTE E SOPRATUTTO UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE, COMPETENTE LIBERA DI DIRE CIO’ CHE EFFETTIVAMENTE VA FATTO, INVECE ABBIAMO UNA CLASSE POLITICA INCAAPACE (salvo qualche rara eccezione, ma non fa testo) E UNA CLASSE DIRIGENTE INCOMPETENTE, NOMINATA E ASSERVITA.
IL DIRETTORE HA RAGIONE I PROVENTI DELLE VENDITE DEBBONO ESSERE UTILIZZATI PER COSTRUIRE NUOVI ALLOGGI O PER FARE LA MANUTENZIONE A QUELLI ESISTENTI, NE VOGLIAMO PARLARE CARO DIRETTORE CON I CONTI ALLA MANO?
L’ATER DI ROMA AVREBBE DOVUTO APRIRE UNA TRATTATIVA CON IL COMUNE DI ROMA E VERIFICARE CON ATTENZIONE IL DARE E AVERE, INOLTRE LA REGIONE DOVREBBE INTERVENIRE SULL’ATER CON PIU’ INCISIVITA’, MA L’ORGANO DI CONTROLLO DELL’ATER CHE E’ LA REGIONE HA SOLO DORMITO IN TUTTI QUESTI ANNI.
MA LO SANNO ALLA REGIONE COSA SIGNIFICA PASSARE LE PROPRIETA’ DELL’ATER DI ROMA IN UN FONDO?
( Rispetto ai fondi comuni di investimento, il fondo immobiliare è un fondo di tipo chiuso, quindi ha un patrimonio prestabilito che non può essere incrementato con l’entrata di altre sottoscrizioni. Il mittente, una volta predisposto il prospetto nel quale specifica le strategie di investimento, gli obiettivi e perfino il rendimento atteso (che ovviamente non è garantito), lo presenta al mercato e poi raccoglie i capitali fino al raggiungimento del tetto prefissato.)
IN POCHE PAROLE SE NON HO CAPITO MALE L’ATER DI ROMA METTEREBBE IL SUO CAPITALE DI IMMOBILI IN UN FONDO IMMOBILIARE IN CAMBIO DI DENARO LUQUIDO PER AFFRONTARE IL DEBITO DI EQUITLIA.
OVVIAMENTE IL PRESTITO NON SARA’ IL REALE VALORE DEGLI IMMOBILI, PER CUI L’ATER NON SARA’ MAI IN GRADO DI RECUPERARE IL DENARO PRESTATO PER ESTINGUERE IL DEBITO E DOPO UN DETERMINATO PERIODO DI TEMPO SE IL DEBITO NON E’ PAGATO L’ATER PERDE IL CAPITALE.
MI PONGO UNA DOMANDA,MA COME HA FATTO L’EX DIRETTORE MALTESE A ESTINGUERE I DEBITO CON LA BANCA CHE ERA MOLTO PIU’ ALTO DEL DEBITO DI EQUITALIA? LUI NON HA UTILIZZATO IL FONDO IMMOBILIARE.
QUESTA SCELTA MI SEMBRA AZZARDATA E PERICOLOSA, PERCHE’ SE NEL FONDO CI VANNO ANCHE I CREDITI, OVVERO LE MOROSITA’ CHE L’ATER DEVE RISCUOTERE ,SIGNIFICA CHE NEL FONDO CI ANDRANNO ANCHE GLI ALLOGGI.
INOLTRE QUALI SONO I CREDITI CHE ANDRANNO NEL FONDO? QUELLI VERI O QUELLI FALSI POICHE’ L’ATER DI ROMA NON HA UNA CONTABILITA’ SERIA E AGGIORNATA.
PURTROPPO LA CLASSE POLITICA REGIONALE E’ PRESA DA ALTRE COSE E NON SI RENDE CONTO DI CIO’ CHE ACCADE ALL’ATER DI ROMA E CHI CI ANDRA’ DI MEZZO SARANNO COME AL SOLITO I CITTADINI.

I conti in rosso anche attribuiti alle morosita’ degli inquilini andrebbero stimati diversamente.Se non ci fossero mai stati gli abusivi per assurdo con i relativi canoni sanzionatori voluramente resi alti per non essere pagati(800/900) di chi era la colpa del buco di bilancio e quindi della carenza di fondi per manutenzioni?sarebbe interessante una statistica che indichi il debito dei regolari e degli abusivi.
CARO SIGNORE L’ATER DI ROMA E’ SEMPLICEMENTE UNO SCANDALO AUTORIZZATO E SOPPORTATO DALLA REGIONE LAZIO