MA UN MINIMO DI DECENZA ALL’ATER DI ROMA CE L’HANNO O NO?

CISL FP

ROMA CAPITALE RIETI

prot.: 1779/2017

Roma, 18 luglio 2017

Al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti

All’ Assessore delegato alle politiche abitative Fabio Refrigeri

Al Segretario Generale Regione Lazio Andrea Tardiola

Al Direttore delle Risorse Umane Alessandro Bacci

Al Commissario Ater di Roma Giovanni Tamburino

La scrivente CISL FP si trova oggi, ancora una volta, costretta suo malgrado a contestare e a stigmatizzare pubblicamente aspetti rilevanti – ancorché, a dir poco, di dubbia trasparenza e legittimità – di alcune delle più salienti iniziative e scelte gestionali sinora intraprese dagli attuali Organi di Vertice dell’ATER del Comune di Roma.

Infatti, proprio gli ultimi quattro anni di gestione commissariale dell’Azienda stessa, notoriamente fondata su un rapporto intrinsecamente fiduciario con la presente Amministrazione della Regione Lazio, hanno prodotto risultati ben poco incoraggianti rispetto alle maggiori, pregresse e sopravvenute, criticità organizzative e direttive (cioè manageriali) dell’ATER Roma, soprattutto in virtù della totale e prolungata assenza di ogni necessario ed opportuno controllo istituzionale sulla natura, modalità e finalità di gran parte delle attività amministrative poste in essere nel corso di tale prolungato periodo di commissariamento, peraltro abbondantemente e ripetutamente prorogato.

Cosicché, ad avviso della scrivente O.S., si è venuto ormai a perdere, proprio per tali ragioni, il naturale ed essenziale carattere di straordinarietà di tale istituto, laddove invece l’odierna amministrazione regionale è pervenuta di fatto – per tali mezzi – ad una “surroga” a tempo indeterminato di competenze che dovrebbero invece, quantomeno in gran parte, restare proprie del Consiglio di Amministrazione poiché allo stesso normativamente appunto riservate, quale organo statutario sicuramente ben più rappresentativo – sia a livello politico che di indirizzo, ovvero di alta amministrazione – e dunque maggiormente depositario di quella consapevolezza, sensibilità ed attenzione alle differenti realtà ed esigenze del territorio amministrato che dovrebbero auspicabilmente caratterizzare la “governante” pubblica di uno dei più rilevanti settori dell’economia locale, quale l’assistenza sociale abitativa.

E’ di tutta evidenza come la paralisi della Legge di riforma delle Ater Regionali tanto sbandierata, ma oramai alla fonda nelle secche del Consiglio Regionale, abbia di fatto comportato una gestione “politica” del sistema Ater, gestione questa come rappresenta chiaramente la situazione di Roma del tutto fallimentare.

Non ultima delle lamentate iniziative, in ordine di tempo, è il recente articolo – datato 21 Giugno 2017 e pubblicato sul quotidiano il Tempo – con il quale veniva annunciata pubblicamente l’attribuzione dell’incarico di Responsabile aziendale per l’Anticorruzione e la Trasparenza all’lng. G. Mongelli, dipendente da poco assunto – in comando a tempo indeterminato e con qualifica di Dirigente – quale Responsabile pro-tempore del Servizio Direzione Lavori e Attività Tecniche, ma già nondimeno condannato in via definitiva, come risulterebbe dalle notizie apparse sulla stampa- per danno erariale – dalla Corte dei Conti territorialmente competente per il Lazio.

In ogni caso, la singolarità della vicenda non risiede – però – solo in tale oggettivamente paradossale, se non addirittura surreale, investitura, ma ancor più nella precedente pubblicazione, sempre da parte dell’attuale Amministrazione di ATER Roma del provvedimento direttoriale recante “Avviso di mobilità interaziendale per la copertura di 4 posti di livello dirigenziale provvedimento il quale, in particolare al punto 2,2 delle condizioni generali di partecipazione, prescrive appositamente che gli aspiranti Dirigenti dichiarino – nella stessa domanda di partecipazione – “di non avere contenziosi in corso per danno erariale, in difetto ne verrà descritta la natura”. Cosicché, ne! caso di specie, pare che l’Azienda abbia inteso formalmente attribuire maggior rilevanza giuridica – a livello almeno di responsabilità professionale per danno erariale – al conflitto di interessi solo eventuale e potenziale di un soggetto meramente indagato, rispetto a quello – ben più oggettivo e grave, in quanto altresì giudizialmente accertato- di un soggetto definitivamente condannato (con provvedimento, cioè, già passato in giudicato, cosi come risulterebbe dalle notizie apparse sulla stampa).

Accertato ciò, si chiede se la posizione del Dirigente in parola sia stata debitamente valutata dalla commissione costituita per la selezione e se nel caso di specie siano stati intrapresi provvedimenti in autotutela, considerando la palese violazione che emergerebbe tra i requisiti nel bando di reperimento e quelli detenuti dall’lng. G. Mongelli.

Non di meno ad oggi risulta non chiarito come si intenda affrontare il debito dell’Ater Roma, atteso che il piano di “rottamazione” delle cartelle Equitalia risulterebbe ad oggi vincolato dapprima ad un piano di dismissione del patrimonio non andato a buon fine ed in ultimo al ricorso ad un fondo immobiliare al cui bando sembrerebbe, ad oggi, non aver aderito alcuna azienda,

La scrivente organizzazione, proprio alla luce di quanto sopra esposto e considerato, chiede pertanto l’immediata revoca del provvedimento regionale di commissariamento dell’ÀTER di Roma e la conseguente, ormai imprescindibile, nomina del relativo Consiglio di Amministrazione come previsto e disciplinato dallo Statuto e dalla Legge regionale n, 30/2002, in considerazione anche della perdurante vigenza ed attuale integrità di quest’ultima, ad onta delle reiterate dichiarazioni programmatiche – prima elettorali e poi d’intenti – in ordine alla promessa, e mai a tutt’oggi realizzata, riforma delle ATER regionali, il cui testo normativo giace notoriamente negletto presso la competente Commissione Regionale da ormai ben tre anni.

Rimando in attesa delle informazioni richieste, si coglie l’occasione per inviare distinti saluti.

Il Segretario con delega alle funzioni locali

Giancarlo Cosentino

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NOI LO ABBIAMO SCRITTO IL 22 GIUGNO 2017 DELLA SCANDALOSA NOMINA DELL’ING. MONGELLI NOMINATO RESPONSABILE DELL’ANTICORRUZIONE E DELLA TRASPARENZA.

MA LA DOMANDA CHE CI FACCIAMO E’ LA SEGUENTE, MA CHE CI STA A FARE UN EX MAGISTRATO COME COMMISSARIO STRAORDINARIO ALL’ATER DI ROMA, SE POI ACCADONO SIMILI COSE?

PERCHE’ TALE NOMINA E’ STATA FATTA DAL COMMISSARIO SU INDICAZIONE DEL DIRETTORE, MA DATO CHE NON PORTIAMO LA SVEGLIA AL COLLO CI PIACEREBBE TANTO SAPERE QUESTA VOLTA CHI HA SPONSORIZZATO TALE NOMINA , PERCHE’ NON CREDO CHE SIA STATA UNA SEMPLICE E PURA VOLONTA’ DEL COMMISSARIO.

SE NON SBAGLIO FU IL DIRETTORE A INDIVIDUARE TALI DIRIGENTI E FARLI VENIRE DAL’ATER DELLA PROVINCIA ALL’ATER DI ROMA.

MA ORMAI NON CI MERAVIGLIAMO PIU’ DI NULLA ALL’ATER DI ROMA ,PERCHE’ IN ATER CHI E’ FURBO FA CARRIERA,BASTI VEDERE CHI SI E’ APPROPRIATO DI ALLOGGI ERP I MIGLIORI CON SOTTERFUGGI E OCCUPAZIONI,PER CUI DI CHE CI MERAVIGLIAMO?

IN UN’AZIENDA SERIA SAREBBERO STATI CACCIATI VIA ALL’ATER INVECE GLI DANNO INCARICHI E FANNO CARRIERA

MA LA MIA DOMANDA E’ UN’ALTRA, MA ALLA REGIONE C’E’ VERAMENTE UN ASSESSORE ALLA CASA?

E TALE ASSESSORE CHE FA?

PERCHE’ NON SI ATTIVA PER LA RIFORMA? PERCHE’ PERMETTE CHE ALL’ATER DI ROMA ACCADANO SIMILI COSE?

CHE SENSO HA AVERE ATER DI ROMA CON 48MILA ALLOGGI DA GESTIRE PIU’ CIRCA 2000 LOCALI, MENTRE LA PROVINCIA DI ROMA HA SOLO 11MILA ALLOGGI DA GESTIRE, GLI STESSI ALLOGGI CHE VENGONO GESTITI DALLA 5 ZONA CON 15 PERSONE.

PERCHE’ SI DEBBONO PAGARE DUE DIRETTORI E DUE COMMISSARI, QUANDO INVECE NE BASTERREBBE UNO SOLO?

CHE ASPETTA LA REGIONE IN ATTESA DELLA RIFORMA  FARE INTANTO UNA MINI RIFORMA UNIFICANDO ROMA E LA PROVINCIA?

O TALE SITUAZIONE ESISTE PERCHE’ FA MOLTO COMODO ALLA POLITICA?

CREDO CHE SIA GIUNTO IL MOMENTO DI DIRE BASTA CON QUESTA COMMEDIA SCANDALOSA CHE TRA L’ALTRO COSTA UN SACCO DI MILIONI ALLA COMUNITA’ E CHE RISCHIA DI FARE IL BOTTO METTENDO TRA L’ALTRO IN MEZZO ALLA STRADA ANCHE MOLTI LAVORATORI INNOCENTI.

CARO PRESIDENTE ZINGARETTI E’ ORA CHE TU DIMOSTRI DI ESISTERE E CHE IMPONI AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO L’IMMEDIATA DISCUSSIONE DELLA RIFORMA TENENDO CONTO DELLE OSSERVAZIONI CHE ABBIAMO PRESENTATO ALTRIMENTI E’ NUOVAMENTE L’ENNESIMA BUFFONATA POLITICA.

MA IN TUTTO QUESTO BORDELLO, LE ALTRE SIGLE SINDACALI CHE FANNO? SONO MORTE O FANNO DA TAPPETINO A QUALCHE POLITICO  CHE HA LE MANI IN PASTA ALL’ATER DI ROMA?

CARA CGIL E CARA UIL SE CI SEI BATTI UN COLPO, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI.

A PROPOSITO, MA LA REGIONE DI FRONTE AL FALLIMENTO CHE RISCHIA DI FARE L’ATER DI ROMA PER MANCATO PAGAMENTOED EQUITALIA DELLA ROTTAMAZIONE CHE FA RIMANE INERME?

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