Ater Roma, le case popolari della Capitale tagliano il riscaldamento per gli inquilini morosi

L’AZIENDA: “CAMPAGNA CONTRO LE MOROSITÀ”. PRONTE INTERROGAZIONI – Il direttore generale di Ater, Franco Mazzetto, contattato da ilfattoquotidiano.it ha confermato la notizia chiarendo che l’iniziativa “va letta all’interno della campagna contro le morosità avviata dall’Ater Roma”. Fonti dell’ufficio tecnico Ater, inoltre, spiegano che “per effettuare distacchi si darà precedenza alle morosità storiche e alle zone a minore impatto sociale”, aree come San Saba, Monti o Testaccio, sebbene tale affermazione al momento sia contraddetta dagli stessi avvisi apparsi proprio al Trullo, non esattamente un quartiere d’elite. Proprio per questo, la presa di posizione dell’Ater Roma rischia di creare numerose polemiche e ricorsi giudiziari. Marco Palma, consigliere del Municipio XI, ha annunciato che il suo partito, Fratelli d’Italia, presenterà un’interrogazione in Consiglio regionale, attraverso il proprio esponente di riferimento, Giancarlo Righini, spiegando che “questa vicenda ci fa capire come il presidente Nicola Zingaretti sta gestendo l’Ater”. Sui social network, nel frattempo, alcuni inquilini hanno già annunciato di volersi rivolgere agli avvocati e alle sigle sindacali per impugnare l’eventuale provvedimento, giudicato “illegittimo e discriminatorio”.
QUANTO PESANO I MANCATI PAGAMENTI – Bisogna specificare che gli assegnatari più o meno regolari degli alloggi Ater ricevono una bolletta unica sia per l’affitto che per le utenze, metodo più volte contestato da sindacati come l’Unione Inquilini. D’altro canto, l’elevata morosità è uno dei mali che ha portato l’azienda regionale sull’orlo del default. Solo per quanto riguarda i canoni non incassati per il 51,08%: a fronte di bollette emesse per 78,9 milioni di euro, gli inquilini corrispondono regolarmente appena 38,6 milioni, ben 40,3 milioni di differenza: in 10 anni sarebbero oltre 400 milioni persi per strada. Non solo. Fin qui, il tentativo di “aggredire le morosità pregresse” è miseramente fallito: su un importo di 25,3 milioni ne sono stati recuperati appena 2,3 più 4 rateizzati. Sul fronte del pagamento delle utenze, al contrario, l’azienda al momento non ha saputo dare cifre precise, anche se “è probabile che i numeri siano molto simili, tali da raddoppiare il fenomeno: chi non corrisponde il canone d’affitto, non paga nemmeno il riscaldamento”. Va ricordato, a proposito, che è in corso un processo in Corte dei Conti, conseguente alle indagini del procuratore regionale Guido Patti, con ben 20 ex dirigenti Ater alla sbarra ai quali viene contestato un presunto danno erariale di circa 25 milioni di euro.
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LA VERITA’ E’ CHE L’ATER DI ROMA NON SA GESTIRE IL SUO PATRIMONIO, INFATTI SE I SUOI UFFICI LAVORASSERO COME SI DEVE NON ACCADREBBE CHE SI ACCUMULINO MOROSITA’ DI ANNI E ANNI, DOVREBBERO INTERVVENIRE IMMEDIATAMENTE, INOLTRE SE ALL’UTENZA FACESSERO PAGARE QUELLO CHE REALMENTE CONSUMANO NON CI SAREBBERO MOROSITA’, MA PAGARE IL RISCALDAMENTO AVENDO L’ALLOGGIO FREDDO CREDO CHE NESSUNO LO PAGHI E CASI DEL GENERE VE NE SONO PARECCHI.
INOLTRE PER QUALE MOTIVO L’ATER RIFIUTA IL DISTACCO DAL RISCALDAMENTO CENTRALIZZATO A CHI LO CHIEDE?
CONSIDERATO CHE ORMAI VI E’ IL NUOVO REGOLAMENTO CONDOMINIALE CHE E’ LEGGE NAZIONALE E VI SONO VARIE SENTENZE CHE LO CONFERMANO.
L’UNIONE INQUILINI FAREBBE BENE A TACERE PERCHE’ LA MOROSITA’ DELL’ATER DI ROMA MOLTA DI QUESTA E’ FALSA OVVERO INESISTENTE E SE SI CREA LA MOROSITA’ LA RESPONSABILITA’ E’ DELL’ATER E DEI SUOI UFFICI.
PERCHE’ NON INTERVENGONO DOPO 3 MESI DI MOROSITA’, MA SOLO DOPO ANNI E ANNI?
A CHI GIOVA TUTTO CIO’?
PERCHE’ L’ATER NON APPLICA L’ART.2 DELLA LEGGE 18 DEL 2000?
LEGGE 18/2000 Art. 2
(Estinzione agevolata delle morosità)
1. Gli assegnatari di alloggi di ERP di proprietà del Comune di Roma che alla data di entrata in vigore della presente legge non abbia adempiuto, in tutto od in parte, agli obblighi per il pagamento dei canoni ed ogni altro eventuale onere accessorio relativi al periodo antecedente alla data di entrata in vigore della presente legge, possono regolarizzare la propria posizione versando in un’unica soluzione, entro sessanta giorni dalla richiesta di pagamento da parte degli enti gestori, le somme dovute per il periodo dal 1° gennaio 1996 al periodo antecedente la data di entrata in vigore della presente legge, non gravati da interessi legali e/o di mora.
2. Gli assegnatari possono presentare nello stesso termine di sessanta giorni previsto dal comma 1, domanda per il pagamento dilazionato, senza maggiorazioni per interessi, delle somme di cui al comma1. Il pagamento deve essere effettuato in un numero massimo di ventiquattro rate mensili per importi inferiori a lire due milioni ed un numero massimo di quarantotto rate mensili per importi superiori a lire due milioni e fino a lire quattro milioni. Per importi superiori a lire quattro milioni il pagamento deve essere effettuato in un numero massimo di sessanta rate mensili.
3. Le somme di cui al comma 1, sono calcolate in base ai dati contabili elaborati dagli enti gestori alla data di entrata in vigore della presente legge, salvo evidente errore materiale debitamente documentato a cura degli assegnatari interessati.
4. Per i primi dodici mesi dalla data di pubblicazione della presente legge, le somme complessive dovute da ciascun assegnatario possono essere recuperate a titolo transattivo. Gli assegnatari possono presentare, nello stesso termine di sessanta giorni previsti al comma 1, domanda per il pagamento dilazionato delle somme di cui al comma 2. Il pagamento deve essere effettuato con le stesse modalità di cui al comma 2.
5. Nei confronti degli assegnatari inadempienti a quanto disposto dal presente articolo gli enti gestori applicano le procedure previste dall’articolo 32 del regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165.
6. L’ambito di applicazione delle disposizioni contenute nel presente articolo riguarda i rapporti che abbiano ad oggetto le unità immobiliari indicate nell’articolo 10 della l.r. 12/1999.
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Lazio.

Gentile Dottoressa uso il suo blog perche sappia questo; minacciano di staccarmi il riscaldamento in quanto morosa.Ma andranno a verificare perche’?Subisco un canone sanzionatorio di 750 euro con bollette che sfiorano i 900 euro calcolati riscaldamento, ascensore ecc….non ho occupato, ho convissuto tanti anni con mio fratello disabile poi deceduto.Cerco di pagare le bollette in modo alterno, guadagno 20000 euro lordi annui,quindi come se versassi nelle casse dell Ater la bellezza di 450 euro ogni mese, ma non riesco a non essere morosa.Ho comunque strapagato il servizio riscaldamento o no?Proprio in questi giorni nascera la mia seconda figlia, provvedero’ pertanto con raccomandata ad avvisare il servizio sanitario nazionale della Regione, il municipio e l Ater che qualsiasi cosa accada ai miei figli a causa del freddo sara denunciata tramite un avvocato .grazie
INNANZI TUTTO DEVE VERIFICARE SE LEI E’ OCCUPANTE ABUSIVA E PURTROPPO TEMO DI SI PERCHE’ HA IL CANONE SANZIONATORIO IN QUANTO ANCHE SE ERA SUO FRATELLO LEI NON POTEVA AVERE IL SUBENTRO.
PER CUI NON GLI PUO’ FARE NULLA , ANZI C’E’ IL RISCHIO CHE GLI FANNO LO SGOMBERO FORZOSO. IN QUANTO NON AVENTE DIRITTO ALL’ALLOGGIO.
COMUNQUE SE LO DOVESSERO STACCARE LEI SI PUO’ METTERE BENISSIMO IL RISCALDAMENTO AUTONOMO,PERO’ SI RICORDI SEMPRE CHE LEI RISCHIA MOLTO.
MI DISPIACE,MA E’ COSI E DI CIO’ DEVE RINGRAZIARE LEX ASSESSORE BONADONNA (di Rifondazione Comunista) CHE MODIFICO’ LA LEGGE 33/87 CHE INVECE LE AVREBBE CONSENTITO LA VOLTURA DEL CONTRATTO.