Case popolari inagibili, l’Ater paga l’affitto per oltre 40 anni: cercasi alloggi per oltre 100 famiglie „

QUESTA VERGOGNOSA STORIA  HA DELL’INCREDIBILE, QUANTI PRESIDENTI E COMMISSARI E DIRETTORI SI SONO SUCCEDUTI ? alla fine del 1974. Nei lotti 23 e 24 di San Basilio si vengono a creare “talune situazioni gravi ed urgenti” che inducono l’ex Iacp ad “assumere in locazione” gli alloggi necessari alla “provvisoria” sistemazione di 118 famiglie che abitavano in quei palazzi. La scelta cade su tre edifici tra via di Casalbruciato e via Silvio Negro di proprietà della cassa previdenziale dei rappresentanti di commercio, Enasarco. La locazione, in base alla convenzione, non si sarebbe potuta protrarre “oltre il 31 dicembre 1976”.

DOPO CIRCA 40 ANNI IL PRIMO A RENDERSENE CONTO E’ L’ARCH.MODIGLIANI COMMISSARIO ATER E TENTA  SIA CON IL COMUNE E CON LA REGIONE DI RISOLVERE TALE PROBLEMATICA.

MA PURTROPPO SENZA SUCCESSO E ALL’ORA  TENTA DI AGGIUSTARE IL TIRO FACENDO PAGARE AGLI OCCUPANTI ABUSIVI L’INDENNITA’ DI OCCUPAZIONE, MA CONTINUANDO A PAGARE IL CONTRATTO DI AFFITTO ALL’ENASARCO.

POI ARRIVA TAMBURINO

CHE SI  RENDE CONTO CHE TALE SITUAZIONE ILLEGITTIMA TRA L’ALTRO NON PUO’ PIU’ CONTINUARE E DISDICE TALE CONTRATTO CON L’ENASARCO, MA CERCANDO DI TUTELARE I CITTADINI AVENTI DIRITTO.

MA I PRECEDENTI A MODIGLIANI E A TAMBURINO PERCHE’ NON SONO MAI  INTERVENUTI?

PERCHE’ HANNO CONSENTITO IN TUTTI QUESTI ANNI LO SPERPERO DI MIGLIONI DI LIRE E DI EURO SENZA FARE NULLA.

PERCHE’ QUESTI CITTADINI SPOSTATI DA SAN BASILIO NON SI CAPISCE BENE PER QUALE MOTIVO NON CI SONO POTUTI PIU’ TORNARE A BASILIO ?

I VARI PRESIDENTI E COMMISSARI DAL 1977 IN POI PERCHE’ HANNO LASCIATO CHE LE COSE CONTINUASSERO IN TALE MODO? 

CHI SI E’ AVVANTAGGIATO DA TUTTO CIO’?

E SOPRATUTTO LA REGIONE LAZIO CHE HA IL CONTROLLO DI BILANCIO DELLO IACP-ATER PERCHE’ NON E’ MAI INTERVENUTA RADICALMENTE?

E I REVISORI DEI CONTI IN TUTTI QUESTI ANNI CHE HANNO FATTO?

MA LO SAPETE QUANTE CASE POPOLARI SI SAREBBERO POTUTE COSTRUIRE CON TUTTI QUEI MIGLIONI BUTTATI AL VENTO.

LA POLITICA DELLA CASA E’ MORTA NEGLI ANNI 70 LA SUA MORTE E’ INIZIATA CON I MOVIMENTI DI LOTTA  PER LA CASA ROMA A QUEI TEMPI QUESTI GRUPPI DI LOTTA VEDEVANO COME LORO NEMICO IL PCI PERCHE’ ERA L’UNICO PARTITO CHE DIFENDEVA LA LEGALITA’.

LA STORIA LA CONOSCIAMO CREDO UN PO TUTTI E QUELLE LOTTE E QUEI MOVIMENTI CI HANNO PORTATO  AL DISASTRO ODIERNO.

PERCHE’ SINCERAMENTE SIAMO ALLO SBARAGLIO,SE PENSO POI CHE ALCUNI EMENDAMENTI CHE AVREBBERO SANATO CERTE SITUAZIONI SONO STATI BLOCCATI E NON SE NE CAPISCE IL MOTIVO, MI CHIEDO MA CHI E’ CHE GOVERNA VERAMENTE LA REGIONE LAZIO?

NOI DICIAMO BASTA OCCORRE UNA POLITICA SERIA SULLA CASA CHE VA FATTA IMMEDIATAMENTE IN ACCORDO COMUNE E REGIONE E GOVERNO,MA MI RENDO CONTO CHE PER FARE CIO’ OCCORRONO UOMINI E DONNE CAPACI COMPETENTI CHE SAPPIANO AFFRONTARE UN DISASTRO SIMILE,MA PURTROPPO IN GIRO NON NE VEDO NESSUNO!

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Case popolari inagibili, l’Ater paga l’affitto per oltre 40 anni: cercasi alloggi per oltre 100 famiglie

Case popolari inagibili, l’Ater paga l’affitto per oltre 40 anni: cercasi alloggi per oltre 100 famiglie

Lo stabilisce una delibera dell’ente regionale. Preoccupata Unione Inquilini: “Le case assegnate sono già poche, gli stabili vengano acquisiti”

Ylenia Sina

15 giugno 2017 12:44

Oltre cento famiglie da ricollocare nelle case popolari romane. Eredità di un contratto d’affitto “temporaneo” stipulato oltre quarant’anni fa dall’allora Iacp, l’istituto delle case popolari poi divenuto Ater, con Enasarco, perchè due immobili di San Basilio presentavano “talune situazioni gravi ed urgenti”. E’ quanto contenuto in una delibera del 30 maggio scorso che porta la firma di Giovanni Tamburino, commissario straordinario dell’azienda regionale che gestisce gli immobili Erp. Oggetto: “Disdetta del contratto Enasarco e revoca della delibera commissariale 17/2014”. Il provvedimento ha sollevato l’allarme di Unione Inquilini: “Dobbiamo aspettarci uno stop alle nuove assegnazioni?”

LA STORIALa vicenda inizia alla fine del 1974. Nei lotti 23 e 24 di San Basilio si vengono a creare “talune situazioni gravi ed urgenti” che inducono l’ex Iacp ad “assumere in locazione” gli alloggi necessari alla “provvisoria” sistemazione di 118 famiglie che abitavano in quei palazzi. La scelta cade su tre edifici tra via di Casalbruciato e via Silvio Negro di proprietà della cassa previdenziale dei rappresentanti di commercio, Enasarco. La locazione, in base alla convenzione, non si sarebbe potuta protrarre “oltre il 31 dicembre 1976”. Non sarà così. “Le previsioni e gli impegni delle parti, che avrebbero dovuto consentire il reperimento di alloggi all’interno dei programmi in corso di realizzazione, non si sono concretizzati”. Il contratto è stato rinnovato. E si è arrivati fino ad oggi.

LA DECISIONE DI ATERNon è stato un affare per Ater. Come si legge nella delibera, il canone corrisposto ad Enasarco è stato più alto degli introiti derivanti dalle sub-locazioni, con una differenza di circa 46 mila euro annui. Cifra a cui si aggiunge la morosità delle famiglie che ammonta a 3 milioni e 300 mila euro mentre il “debito per canoni non corrisposti” ad Enasarco “è di 530 mila euro”. Negli anni, inoltre, la composizione delle famiglie presenti è cambiata. Nel 2014, con una precedente delibera, l’Ater applicava i canoni Erp a quegli immobili in affitto e sanava i nuclei non originari, quindi senza titoli per abitarvi. Ater ha deciso di ritirare quella delibera. “Continua a determinare costi ingiustificati a carico dell’Ater” e allo stesso tempo “impedisce la stabilizzazione della posizione degli aventi diritto all’assistenza abitativa” si legge. Per questo Ater ha deciso di disdire il contratto con l’intenzione di ricollocare gli inquilini negli alloggi popolari “che si renderanno disponibili nell’arco dei sei mesi di preaviso” e procedere con una ricognizione dei titolari.

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