Criticare un magistrato non è reato. Assolto Giuliano Ferrara
Pubblicate le motivazioni della sentenza di assoluzione dell’Elefantino accusato di diffamazione aggravata dopo una querela del pm Nino Di Matteo: “È lecito dissentire dall’operato di un pm”
di Redazione
12 Marzo 2018 alle 20:31
Criticare l’operato di un magistrato o i metodi utilizzati nel condurre un processo non costituisce reato, ma si configura come diritto di critica giudiziaria. Il giudice di Milano, Maria Teresa Guadagnino, ha motivato così l’assoluzione di Giuliano Ferrara, accusato di diffamazione aggravata dopo una querela del pm Nino Di Matteo per un articolo pubblicato nel 2014, nel quale Ferrara parlava dell’inchiesta sulla Trattativa Stato-mafia della Procura di Palermo.
Le motivazioni della sentenza, pronunciata lo scorso dicembre, sono state pubblicate oggi. Secondo Guadagnino, la libertà costituzionale di manifestazione del pensiero e “di formulazione di critica nei confronti di chi esercita funzioni pubbliche” comprende “il diritto di critica giudiziaria ossia l’espressione di dissenso, anche aspro e veemente, nei confronti dell’operato di magistrati i quali, in quanto tali, non godono di alcuna immunità, nonché degli atti da costoro compiuti”. Per il giudice è “assolutamente lecito che un giornalista esprima la propria opinione in merito a un processo così rilevante, anche sotto il profilo politico, criticando metodi utilizzati e/o risultati ottenuti dai magistrati. In tal senso, non appare censurabile il riferimento nell’ultima parte dell’articolo al ‘rito palermitano’ e alla ritenuta mancanza di serietà delle inchieste giudiziarie”.
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CONSIGLUIO AL DIRETTORE E AL COMMISSARIO DI FARE TESORO DI TALE SENTENZA E DI ASCOLTARE L’ASSOCIAZIONE CHE SA MOLTO PIU DI LORO SULL’ATER E CHE POTREBBE DARE UTILI CONSIGLI PER RISOLVERE GLI ANNOSI PROBLEMI,INVECE DI PICCARSI PER LE GIUSTE CRITICHE.
