Lo scandalo Cambridge Analytica Quale partito italiano ha beneficiato dei dati al centro della bufera?

Social network e politica

Lo scandalo

Cambridge Analytica 

Quale partito italiano ha beneficiato dei dati

al centro della bufera?

Christopher Wylie, ex dipendente di Cambridge Analytica e principale fonte che ha scoperchiato il vaso.

La bomba fatta detonare dalla cla­morosa inchiesta del New York Ti­mes e del Guardian non riguarda solo la campagna di Trump o il re­ferendum sulla Brexit, ma anche la politica italiana. E molto da vicino.

A scriverlo è la stessa società finita nel ciclone che sul suo sito parla del suo impegno in italia. “Nel 2012”, si legge in una sezione dedicata ai casi di studio, “Cambridge Analytica ha realiz­zato un progetto per un partito italiano che sta­va rinascendo e che aveva avuto successo per l’ultima volta negli anni ‘80. Usando – prosegue la nota – l’Analisi della Audience Target, CA ha rimesso gli attuali e i passati membri del par­tito assieme con i potenziali simpatizzanti per sviluppare una riorganizzazione della strategia che soddisfaceva i bisogni di entrambi i gruppi. La struttura organizzativa moderna e flessibi­le che è risultata dal lavoro di CA ha suggerito riforme che hanno consentito al partito di ot­tenere risultati molto superiori alle aspettative in un momento di grande turbolenza politica in Italia”.

La lotta contro le fake news

e il silenzio di Lega e Cinquestelle

In campagna elettorale il Partito democratico ha più volte denunciato il rischio rappresen­tato dalla disinformazione in rete. Per questo aveva proposto di istituire una Commissione d’inchiesta contro le fake news. Uno strumento che i dem ritengono indispensabile e che verrà proposto già da questa legislatura. Sul tema in­vece silenzio assoluto dagli altri partiti, in par­ticolari i vincitori. Il Movimento 5 stelle non ha commentato l’inquietante vicenda di Cambrid­ge Analytica e generalmente non si è mai pre­occupato di proporre una qualche soluzione al problema della disinformazione in rete. Stessa cosa la Lega. Anzi, alla luce dei fatti di questi giorni, appaiono inquietanti le parole pronun­ciate da Matteo Salvini all’indomani dei risul­tati elettorali quando aveva ringraziato i social network e il popolo della rete che non si era fi­dato, a suo dire, di “giornalisti poco obiettivi”.

Le dimensioni dell’inchiesta

L’inchiesta dei due quotidiani ha rivelato come i profili Facebook di 50 milioni di elettori ame­ricani siano stati violati per fini elettorali. I ruoli di Cambridge Analytica e Facebook sono da chiarire e le ramificazioni di questa grande inchiesta sono molteplici. Il problema principa­le risiede nelle rivelazioni fatte da Christopher Wylie, ex dipendente di Cambridge Analytica e fonte cardine del Guardian per questa storia. All’epoca della raccolta di dati tramite le app di Facebook era possibile raccogliere informazioni anche sulle cerchie di amici. Per questo è stato possibile passare dai primi 270mila profili ai 50 milioni citati dall’inchiesta. Il problema arriva quando queste informazioni vengono raccolte dal ricercatore di Cambdrige Aleksandr Kogan, tramite un’app chiamata “thisisyourdigitallife”, e poi passate a Cambridge Analytica, violando i termini d’uso di Facebook. Il punto dunque è la tempistica. Facebook ha agito contro CA solo ora, ma secondo Wylie era al corrente del pro­blema da circa due anni.

Cos’è

Cambridge Analytica?

È una società di analisi che ha raccolto i dati personali di oltre 50 milioni di utenti in una delle più grandi violazioni della policy di Facebook da quando è nato il social network. La società appartiene al gruppo Strategic Communication Laboratories (SCL) ed è di proprietà di Robert Mercer, matematico e repubblicano convinto, noto per il suo sostegno a campagne di candidati conservatori in tutto il mondo.

Cosa c’entra

la psicometria?

La grande quantità di informazioni raccolte sono state elaborate da modelli e algoritmi per creare profili di ogni singolo utente. L’approccio è stato quello della “psicometria”, che si occupa tendenzialmente della valutazione quantitativa dei comportamenti.

Perché si parla

anche della Russia?

Ci sono tante tracce che collegano CA a Mosca. Basandoci sui fatti basta ricordare di un’audizione svolta il 14 dicembre scorso nell’ambito dell’inchiesta guidata da Robert Muller sul presunto Russiagate. Ad essere ascoltato è stato il numero uno di CA Alexander Nix. Al termine del colloquio Muller ha chiesto email e le comunicazioni dei dipendenti di CA relative alla campagna elettorale per la Casa Bianca del 2016 e alla Brexit.

Aleksandr Kogan è il ricercatore della Cambridge che ha ideato l’app con cui sono stai raccolti i dati e una delle figure chiave dell’inchiesta.

 

 

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