CARO COMMISSARIO E CARO DIRETTORE ANCHE SE DECADUTI, MA PERCHE’ NON DITE AI VOSTRI UFFICI CHE C’E’ LA LEGGE E BASTA L’AUTOCERTIFICAZIONE, INVECE DI ROMPERE CHIEDENDO I CERTIFICATI?
BASTA NON POTETE ROMPERE IN QUESTO MODO!!!
DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI CERTIFICAZIONE
(Art. 46 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)
Il/La sottoscritto/a ……………………………………………………………………………………..
(cognome) (nome)
nato/a ………………..………………………………… (….…….) il ……………….………………
(luogo) (prov.) (data di nascita)
residente a ………………………….. (…..…) in …………..…………………………………. n. ….
(luogo) (prov.) (indirizzo)
domiciliato/a in ………………………….. (………) in ………………………………………. n. ….
(luogo) (prov.) (indirizzo)
consapevole delle sanzioni penali richiamate dall’art. 76 del D.P.R. 28/12/2000 n. 445, in caso di
dichiarazioni mendaci e di formazione o uso di atti falsi
DICHIARA
(indicare gli stati, qualità personali o fatti necessari ai fini dell’autorizzazione richiesta ed
autocertificabili ai sensi dell’art. 46 D.P.R. 445/2000)
? di essere in possesso del titolo di studio di _______________________________________
rilasciato da __________________________________________ il __________ voto ____
? di aver sostenuto i seguenti esami ______________________________________________
presso ____________________________________________________________________
? di essere in possesso del seguente titolo di specializzazione, abilitazione, formazione,
aggiornamento, qualifica tecnica: _______________________________________________
? di essere studente presso ______________________________________________________
? altro _____________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
_____________________________________________________________________________
Il/la sottoscritto/a dichiara inoltre ai sensi dell’art. 13 del D. Lgs. n. 196 del 30 giugno 2003, di essere
informato/a che i dati personali contenuti nella presente dichiarazione saranno trattati, anche con strumenti
informatici, esclusivamente nell’ambito del procedimento per il quale la presente dichiarazione viene resa.
…………………………..….
(luogo e data) Il/La dichiarante
…………………………………….
La presente dichiarazione non necessita dell’autenticazione della firma e può essere inviata anche
con le modalità indicate nell’art. 38 del D.P.R. n. 445/2000.
Stati, fatti e qualità personali che possono essere autocertificati:
? data e luogo di nascita,
? residenza,
? cittadinanza,
? godimento dei diritti civili e politici,
? stato di: celibe, coniugato, già coniugato, vedovo,
? stato di famiglia,
? esistenza in vita,
? nascita del figlio,
? decesso del coniuge, dell’ascendente e del discendente
? posizione agli effetti degli obblighi militari,
? iscrizione in albi o elenchi tenuti dalla pubblica amministrazione,
? titolo di studio o qualifica professionale posseduta;
? esami sostenuti;
? titolo di: specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di
qualificazione tecnica;
? situazione reddituale o economica, anche ai fini della concessione di benefici e vantaggi di
qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
? assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare corrisposto;
? possesso e numero del codice fiscale,
? possesso della partita IVA e di qualsiasi dato presente nell’archivio dell’Anagrafe tributaria
e inerente all’interessato;
? stato di disoccupazione;
? qualità di pensionato e categoria di pensione;
? qualità di studente;
? iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
? tutte le posizioni relative all’adempimento degli obblighi militari;
? di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che
riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti
amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa;
? di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
? di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di
concordato;
? qualità di vivenza a carico;
? tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile.

L’Ater se ne infischia di leggi e regolamenti, sul loro sito web, riguardo il rientro dei figli c’è ancora scritto:
E’ il figlio del titolare dell’alloggio (l’assegnatario o l’altro genitore a lui subentrato), che faceva parte del nucleo assegnatario, ne è uscito e chieda di rientrarvi.
Il figlio rientrato ha diritto all’ampliamento, diventa cioè componente del nucleo familiare assegnatario.
questo il link:
http://aterroma.it/glossario/figlio-rientrato.html?nP=19
Nonostante la recente ordinanza della Cassazione e il regolamento della Regione Lazio che dicono che non è vero e che non è necessario che il figlio che rientra sia stato componente del nucleo familiare originario, io credo che stiamo ai limiti della legalità e davvero bisognerebbe iniziare a pensare male, perchè questo impuntarsi su tali interpretazioni? Gli antichi dicevano “Cui prodest?” (lett. “a chi giova?”)
Perchè insistere su situazioni che si potrebbero risolvere in un batter d’occhio? Forse qualche magistrato dovrebbe iniziare ad indagare seriamente, il sindaco (sic) dovrebbe iniziare ad occuparsi di queste vicende invece che fare quelle patetiche sfilate di moda di gusto discutibile, Roma in un profondo degrado e il nostro sindaco a fare le sfilate per gli stilisti pubblicando sui social la marca dei vestiti che indossa, abbiamo toccato il fondo e iniziato a scavare.
A CHI GIOVA? A COLORO CHE DELL’OCCUPAZIONE NE HANNO FATTO UN BISNES
PERCHE I POLITICI USANO L’ATER DI ROMA NON LA GOVERNANO
LA SINDACA STENDIAMO UN VELO PIETOSO!