L’intervista
Case popolari, l’ex dg Rosi: «Atti falsi firmati da pensionati: così ho scoperto i corrotti in Ater»
Parla l’ex funzionario: per colpa della burocrazia alloggi saccheggiati per anni. Tempi lenti (fino a 6-8 mesi)i per la riassegnazione degli appartamenti liberati dalle occupazioni

Architetto, capo degli uffici dell’assessorato all’Urbanistica nel Campidoglio di Francesco Rutelli, in Ater dal 2005 fino al 2015, gli ultimi due anni da dg: Claudio Rosi, con un suo esposto, ha fatto partire l’inchiesta della procura sull’Ater. Ci spiega come è iniziato tutto?
«La prima denuncia nel marzo 2015, quando i comitati di quartiere mi segnalano alcune cose strane e chiedo agli uffici di verificare se, a seguito dell’uscita della legge Lupi che imponeva l’erogazione dei servizi pubblici a seguito di presentazione di regolare contratto, ci fossero anomalie. Intercettammo delle attestazioni malamente falsificate, alcune firmate da funzionari in pensione da anni. Così facemmo un esposto alla procura. E pure un comunicato stampa per dire a chi pensava di continuare su quella strada “guardate che abbiamo capito smettetela”».
Segnale non colto, però.
«Intanto la nostra denuncia ha consentito alla procura di avviare un’indagine che, probabilmente, ha portato a scoprire altre cose. Che ci sia nella città, e in particolare sul tema casa, un’attenzione di persone poco specchiate mi pare evidente. Le truffe e le furbizie dobbiamo aspettarcele, è compito delle istituzioni, tutte, contenere con massima rapidità certi comportamenti».
Ormai fenomeno diffuso: colpa di falle nel sistema?
«Direi di sì, gliene dico una: all’epoca lottavamo quotidianamente contro le occupazioni abusive, liberavamo anche 300 case all’anno, quasi una al giorno. Ma dal momento in cui liberavamo l’appartamento a quando il Comune ci comunicava la persona che doveva entrare nella casa, passavano 6-8 mesi. E in quel lasso di tempo l’alloggio diventava un territorio di saccheggio».
Dice che il problema vero è la burocrazia quindi?
«Sì. Una velocizzazione delle procedure di assegnazione elimina i tempi morti che sono il momento più difficile perché ci si trova scoperti e completamente vulnerabili».
E per questo serve un rapporto nuovo tra enti?
«Comune di Roma e Ater dovrebbero parlarsi di più e meglio, questo è sicuro. Quando l’Ater era lo Iacp le graduatorie le faceva la stessa azienda, cioè la procedura era in mano a un unico ente. Ma era prima del 2002…».
Il futuro invece è digitale.
«Ater ha già uno dei sistemi più efficienti che ci sono in Italia: il Ref, sistema brevettato che usa anche il Comune di Roma. Quindi il sistema c’è, tanto che una delle persone coinvolte nell’inchiesta appartiene all’area che gestisce la banca dati, dove si capisce quali siano le case libere».
Una miniera d’oro per chi vuole delinquere.
«Esattamente. Anche se il sistema è riservato, criptato e collegato alla Guardia di finanza, dato che l’affitto viene calcolato in base al reddito. Ecco, lì c’è un altro problema: i canoni vanno riformati».
Falle e distorsioni: per questo Ater ha mezzo miliardo di buco?
«No, il buco non è per le falle. Il problema è una difficoltà di natura economica che mette l’azienda strutturalmente in debito di bilancio».
Non si rischia il default?
«Ater ha 48 mila alloggi, 19mila tra garage e posti auto, 21mila tra soffitte e cantine, 4.800 negozi: il patrimonio è sterminato, vale più di 10 miliardi di euro e ha la stessa dimensione del Comune di Milano. L’azienda è il più grande propietario di case in Italia, seconda in Europa solo a Berlino che, dopo la caduta del Muro, ha inglobato la parte est tutta pubblica. Ma fino al 2016 c’è stata l’assurdità di Ici e Imu: il problema vero, insomma, è l’immorale debito di fiscalità con Equitalia che, tra more e interessi, è arrivato a 500 milioni. Un’azienda così capitalizzata però non può essere considerata sull’orlo del fallimento».
E come si risolve la questione debito?
«Con una gestione corretta: l’aumento dei canoni è logico, come le cessioni del patrimonio non residenziale che non rappresenta la missione dell’azienda. Ma serve pure continuità aziendale, in sei anni Ater ha cambiato tre commissari e sei dg: in una condizione del genere, come si può fare programmazione?».
CARO ROSI ,
I COMITATI DI QUARTIERE? VORRAI DIRE L’ASSOCIAZIONE INQUILINI OVVERO LA SOTTOSCRITTA CHE TI HA DETTO CHE CERA QUALCOSA CHE NON ANDAVA PERCHE’ LE CASE VENIVANO OCCUPATE E GLI FACEVANO ANCHE LA RESIDENZA E GLI ALLACCIAVANO LE UTENZE.
SE LA SOTTOSCRITTA NON AVESSE VISTO LE CARTE CONSEGNATE DALL’ATER A UNA SIGNORA CHE LE ERA STATA FINALMENTE ASSEGNATA UNA CASA QUESTA COSA SAREBBE ANDATA AVANTI ALL’INFINITO.
DOCUMENTAZIONE CARTACEA IN ERA DI TELEMATICA FACILMENTE MODIFICABILE E INFATTI TU DOPO LA MIA TELEFONATA FACESTI DEGLI ACCERTAMENTI E NE BECCASTE SUBITO 7 COSI MI DICESTI.
TU FACESTTI ANCHE UN COMUNICATO STAMPA SULLA FACCENDA E IO TI SCRISSI SUL BLOG,POTEVI ANCHE DIRLO CHE ERAVAMO STATI NOI A SOSPETTARE CIO’ CHE REALMENTE ACCADEVA.
PERO’ CARO ROSI ,QUANTE VOLTE TI HO DETTO CHE LE COSE NON ANDAVANO?
E LE SCRIVEVO ANCHE SUL MIO BLOG, MA TU RISOLVESTI SUBITO IL PROBLEMA BLOCCANDO IL MIO BLOG E COSI I DIPENDENTI DELLATER DAL COMPIUTER DELL’AZIENDA NON POTEVANO PIU’ ACCEDERE AL MIO BLOG.
LO SO TU LO HAI FATTO PERCHE’ TI VENIVANO A ROMPERE LE SCATOLE A LAMENTARSI DI CIO’ CHE SCRIVEVO SIA LA DOTT.SSA GRASSIA CHE LA PACE E TU PER NON SENTIRLE PIU’ HAI FATTO LA CENSURA.
CARO ROSI LE VOGLIAMO CHIAMARE FALLE DEL SISTEMA? O VOGLIAMO DIRE COME STANNO ESATTAMENTE LE COSE?
QUANDO UNA CERTA POLITICA SI METTE A DIFESA DI COSTORO ALTRO CHE FALLE DEL SISTEMA.
COMUNE E ATER NON DEVONO PARLARSI DI PIU’, L’ASSURDO è CHE COMUNE E ATER FANNO LA STESSA COSA , E PERCHE’ FANNO LA STESSA COSA? PERCHE’ LAPOLITICA HA DECISO QUESTO PERCHE’ UNA VOLTA NON ERA COSI.
TI PREGO IL REF SARA’ PURE ECCELLENTE, MA L’ATER DI ROMA HA UN ARCHIVIO INFORMATICO FALSO E LA GESTIONE INFORMATICA DELL’ATTER E’ UN PO SOSPETTA TANT’E’ VERO CHE LO STESSO MARI MI SCRISSE QUESTA E.MAIL:
—–Messaggio originale—–
Da: Rodolfo Mari [mailto:r.mari@aterroma.it]
Inviato: giovedì 18 aprile 2013 11:23
A: Annamaria Addante
Oggetto: Re: Addante
Il cervellone informatico dell’ azienda, come tutti i cervelloni, è in realtà cretino e non viene programmato per soddisfare le esigenze dell’utenza e degli operatori a contatto con questa. E’ cosi da molti anni e nessuno ha il coraggio di dirlo e di affrontare i problemi sottostanti. Trovo strano che Lei non abbia mai saputo di questa questione, ma ne prendo atto. Ora che la sa provi con la Sua associazione ad affrontare questa tematica e vedrà che molti in azienda gliene saranno grati. Vuole un consiglio? Cominci a chiedere chi se n’è occupato per anni e ancora se ne occupa pur dovendosi godere un meritato riposo. Poi scendendo giù per li rami, cominci a verificare i programmi operativi che “supportano la nostra attività. Chi li elabora, chi li fornisce, chi collabora con chi li fornisce. Pensi che è ricicciato un soggetto che fu messo a disposizione negli anni ottanta per formare il personale e vi è rimasto per oltre vent’anni a lavorare per conto proprio pagato dall’ Ater. Poi mandato via, pochi mesi fa è riapparso. E’ come la caccia al tesoro, cominci con queste domande, il resto lo scoprirà strada facendo.
mari
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ERA IL 2013 E SE NON SBAGLIO ERI GIA’ DIRETTORE E POI TU STAVI NEL C.D.A DAL 2005, ME LO RICORDO BENE Perché ALL’ULTIMO MINUTO MI SOFFIASTI IL POSTO NEL C.D.A, MA NE FUI CONTENTA.
VEDI CARO ROSI , IO QUANDO INIZIAI AD OCCUPARMI DELL’ATER CHE ALL’EPOCA ERA IACP ERA IL 1992 E MI RESI CONTO DOPO CIRCA UN ANNO CHE LE PROBLEMATICHE DELLA CASA SI POTEVANO RISOLVERE TRANQUILLAMENTE E LO IACP – ATER AVREBBE FUNZIONATO BENISSIMO E NON SAREBBERO PIU’ ACCADUTI CERTI FATTI, PERCHE’ ACCADEVANO ANCHE ALL’ORA , MA MI RESI SUBITO CONTO QUANDO FECERO ASSESSORE ALL’URBANISTICA E CASA BONADONNA DEL PRC. CHE ALLA POLITICA STO CASINO FACEVA COMODO, PURTROPPO.
IL BUCO DELL’ATER ERA ANCHE IL DEBITO ALLA BANCA DI ROMA CHE GRAZIE AL DIRETTORE MALTESE FU RISOLTO, MA IL BUCO DELL’ICI E IMU QUELLO E’ RIMASTO, MA LA DOMANDA CHE TI FACCIO PERCHE’ LA POLITICA LAZIALE NON HA RISOLTO TALE PROBLEMA?
COME INVECE HANNO FATTO IN TOSCANA, CHE LA REGIONE TRASFERI’ TUTTE LE PROPRIETA’ AI VARI COMUNI E L’ATER EBBE TUTTA LA GESTIONE ANCHE DELLE CASE DEL COMUNE, MA QUELLI SO TOSCANI E’ UN’ALTRA RAZZA!
IL PROBLEMA CARO ROSI SI RIOLVE SOLO IN UN MODO :VENDENDO GLI ALLOGGI CHE SONO SUI PIANI DI VENDITA TUTTI!
METTENDO A PROFITTO I LOCALI E NON TENENDOLI CHIUSI O DANDOLI AGLI AMICI DEGLI AMICI A GRATIS RISTRUTTURANDO L’AZIENDA RIVEDENDO LE ZONE PER FARLE DIVENTARE UFFICI COMPETITIVI DOVE SI PARTE DALL’ASSEGNAZIONE ALLA VENDITA CON RESPONSABILI DEGNI DI TALE NOME E CON CONTROLLI SUL LORO OPERATO, MA LA COSA IMPORTANTE DA FARE E’ COSTRUIRE CASE PER CHI NE HA BISOGNO E DAGLI ANNI 60 CHE NON SI FA PIU’ UN PIANO CASA DEGNO DI TALE NOME.
MA PER FARE QUESTO E ANCHE ALTRO OCCORRE UNA CLASSE POLITICA ALL’ALTEZZA CE L’ABBIAMO?
FINCHE’ AVREMO I VARI PROTETTORI DEI COMITATI PER LA CASA E FINCHE’ CERTI SINDACATI DIRANNO DI NON VENDERE GLI ALLOGGI QUESTO PROBLEMA NON SI RISOLVERA’ MAI.
NON POSSIAMO FARE DELLA CASA LO STESSO SCHIFO CHE SI STA FACENDO SUGLI IMMIGRATI, CHE INVECE DI RISOLVERE I LORO PROBLEMI I LORO PROBLEMI DIVENTANO LA SOLUZIONE PER ALCUNE COOPERATIVE O ASSOCIAZIONI,BASTA CON QUESTI METODI E SPERO CHE IL PD LO CAPISCA E SI DIA DA FARE.

Ha ragione LEI quando scrive che fa molto rumore il silenzio di altre sigle sindacali sul malaffare di pochi dipendenti pubblici dell’ ATER DI ROMA e del comune di Roma a riguardo del problema assegnazione e residenza ai non aventi diritto che non hanno presentato nessuna domanda di regolarizzazione come previsto dalla legge regionale del Lazio del 2006/2007. Inoltre LE fa molto onore, la totale trasparenza, democrazia e partecipazione da parte di tanti cittadini che leggono e scrivono e propongono nel Suo BLOG. Pertanto chi è in buona fede può entrare e controllare tramite il Suo sito, tutti i Suoi articoli e contenuti scritti nel corso degli anni passati e presenti e rendersi conto che è tutto vero quello che ha scritto e sapere in tempo reale quali sono attualmente le richieste fatte ai Politici Laziali quale la regolarizzazione delle 4000 domande della LR 2006/2007. Mentre anche su questo argomento le altre sigle sindacali restano silenti o non danno pubblicità alle loro richieste. GRAZIE
GRAZIE A LEI