Condannato 79enne per errori fatti dal Caf

Ha vissuto in una casa dell’Ater in via Carlo Calisse, quartiere Cinecittà, pagando negli ultimi undici anni 70 euro al mese. Alloggio agevolato cui Francesco Stella, 79 anni, non avrebbe avuto diritto, avendo omesso la proprietà di due case, oltre ad aver percepito redditi superiori a quelli documentati. Violazioni contestate dalla procura che hanno convinto la seconda sezione collegiale penale a condannare l’anziano signore a quattro mesi di reclusione. Il reato contestato all’imputato è indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Le abitazioni nascoste all’Ater si troverebbero una ad Aprilia e l’altra a Roma.

Il legale: «Faremo appello»

Il tribunale ha anche stabilito che il 79enne debba pagare un risarcimento danni di 9mila euro all’azienda territoriale per l’edilizia residenziale. Stella, nel corso dell’interrogatorio reso davanti ai giudici, ha sostenuto di non aver mai avuto alcuna intenzione di raggirare la normativa per ottenere l’abitazione: «Ogni anno dal 1960 ho sempre presentato la documentazione dei miei redditi e delle mie proprietà al Caf – si è difeso l’uomo, che ora vive a casa di uno dei due figli – Sono loro a essersi occupati di redigere il 730. Amo quella casa, mi sento strappato dalle mie radici». Le presunte irregolarità emergono nel 2015 durante un controllo disposto dall’Ater. È cosi che salta fuori che Stella sarebbe proprietario di due abitazioni. Emerge anche nell’occasione l’imputato avrebbe avuto redditi familiari per 17 mila euro tra il 2005 e il 2016, e non gli 11mila dichiarati. Una serie d’incongruenze che hanno spinto l’Ater a denunciare Stella. «Ma faremo appello – dichiara il legale di Stella, l’avvocato Stefano Galeani – Il Tribunale ha commesso un errore perché il mio assistito ha sempre adempiuto ai suoi doveri».

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