MA COME LAVORANO ALL’ATER DI ROMA?

MI è GIUNTA TALE E.MAIL DA UN CITTADINO E SINCERAMENTE RIMANGO SBIGOTTITA, L’ATER PREFERISCE TENERE I LOCALI CHIUSI O MAGARI FARSELI OCCUPARE  INVECE DI AFFITTARLI  QUANDO  VENGONO RICHIESTI.

CI SONO CENTINAIA SE NON QUALCHE MIGLIAIO DI NEGOZI CHIUSI ABBANDONATI CHE INVECE POTREBBERO DARE UN REDDITO ALL’ATER, MA NON C’E’ VERSO, SOLO A TORRESPACCATA VE NE SONO PIU’ DI UNO E SONO TUTTI CHIUSI NE CITO UNO PER TUTTI L’EX UFFICIO ATER IN VIA E.CANORI MORA CHIUSO DA CIRCA 30 ANNI NONOSTANTE SIA STATO RICHIESTO IN AFFITTO DA SVARIATI CITTADINI,PERCHE’?

INOLTRE IN MERITO AL LOCALE CITATO NELLA E.MAIL CI RISULTA CHE:

la Polizia di Stato nel 2017 ha accertato  l’occupazione abusiva dello stesso ed a seguito di tale comunicazione abbiamo inoltrato denuncia di reato e richiesta di sequestro preventivo alla Procura della Repubblica.

Nel caso in cui ne venisse costatato l’abbandono,   si procederà alla verifica ed alla richiesta di tutti gli atti necessari per l’inserimento dell’immobile nelle prossime aste di locazione o di vendita in corso di predisposizione.   

MA SE IL LOCALE INQUESTIONE RISULTA AFFITTATO REGOLARMENTE  TANT’E’ VERO FINO AL 01/02/2019 l’ATER HA INVIATO ALL’ASSEGNATARIO REGOLARE BOLLETTINO DI PAGAMENTO DEL CANONE E ACCESSORI, ALL’ORA SE HA REGOLARE ASSEGNATARIO, IL QUALE EVIDENTEMENTE SE LO E’ FATTO OCCUPARE LA PROCEDURA FORSE DOVEVA ESSERE DIVERSA O SBAGLIO?

FORSE L’ATTUALE DIRIGENTE CHE E’ UN ARCHITETTO NON E’ MOLTO ESPERTO DELLA MATERIA?

Gentilissima Annamaria Addante,

Sono********, legale rappresentante della associazione sportiva dilettantistica no profit********* Leggendo su internet della sua lunga battaglia tra le varie procedure legali e burocratiche nell’ ATER comune di Roma ho pensato di scriverle per sottoporle la nostra situazione, più che altro per un consiglio o parere. Premetto che la nostra associazione ha sede in una casa ex Ater ( alloggio riscattato nel 2007) del quale sono proprietario ed è composta da uno staff di giovani laureati in scienze motorie e svolgiamo nel quartiere corsi e attività di fitness e benessere per diverse fasce di età, specialmente per la popolazione anziana.  Tempo fa mi salta all’ occhio un locale commerciale di proprietà Ater  sito in Via ******* (quartiere Garbatella)in evidente stato di abbandono vicino alla nostra sede legale, così mi decido a scrivere e inviare in data 11 febbraio 2019 una lettera di manifestazione di interesse verso l’ ente chiedendo ( in termini di procedure trasparenti e legali ovviamente) o una assegnazione diretta ( come ho visto che in passato a volte è successo ) oppure che il locale fosse messo a bando di asta pubblica alla  quale avrei potuto partecipare.

Nel frattempo nel quartiere chiedo info e vengo a sapere da fonti certe che il locale è assegnato a una persona che da diversi anni non paga il canone di affitto all’ Ater e per di più lo tiene chiuso da almeno due anni non trovandone più utilità.  Il locale è tutt’ ora in evidente stato di degrado e abbandono. Chiamo la settimana scorsa l’ ufficio locali commerciali ed aree dell’ Ater ed un impiegato ( di cui non so il nome ) mi spiega in via non ufficiosa che in effetti l’ ente visto le condizioni dell’ immobile potrebbe riappropiarsi del locale il cui canone di affitto non viene onorato per poi metterlo a bando d’ asta, quindi aspetto fiducioso una risposta. In data odierna ricevo una risposta da parte del responsabile dell’ ufficio, Dott. Follega il quale mi dice che il locale non è disponibile in alcun modo e che se sono interessato a locali devo ( giustamente ) partecipare ad un’ asta pubblica.

La mia domanda dottoressa è  la seguente : come fa un’ Ente a continuare a mantenere attivo un contratto di locazione commerciale che non viene onorato da anni e per di più il locatario lascia l’ immobile in evidente stato di abbandono ? Posso comprendere per i locali residenziali ma per i commerciali io credo che tutti questi “doveri e obblighi” a mantenere il contratto da parte dell’ ente non ci siano ,visto che non si tratta di “sbattere fuori di casa qualcuno”.( essendo commerciale). Speravo che la mia manifestazione di interesse avesse quanto meno generato uno “stimolo” nell’ ente di mettere in asta un locale che può veramente interessare a qualcuno, nel mio caso un’ attività di utilità sociale e soprattutto no profit . (visto che siamo tutti professionisti che svolgono un altro lavoro x cui hanno già una fonte di reddito principale ).

La ringrazio della pazienza e dell’ attenzione che sicuramente avrà avuto nel leggere il mio quesito e sfogo, mi dica se secondo lei si potrebbe fare qualcosa per cercare di “sensibilizzare” l’ Ente a magari aprire una trattativa. 

La ringrazio sentitamente 

 

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