SEMBRA CHE STIA ARRIVANDO UNA DONNA COME COMMISSARIO, MA QUESTA VOLTA NON VOGLIAMO DARE GIUDIZI IN BASE AL LORO CURRICULUM PERCHE’ POI NE SIAMO RIMASTI SEMPRE DELUSI.
L’UNICO VANTAGGIO CHE E’ UNA DONNA E L’UNICA DONNA CHE QUESTA AZIENDA HA VISTO MOLTISSIMI ANNI FA ERA LA DOTT.SSA INSENGA CHE FU BRAVISSIMA, PURTROPPO DOPO DI LEI TUTTI I MASCHIETTI ARRIVATI SONO STATI UNA TRAGEDIA.
IL NUOVO COMMISSARIO POTRA’ ESSERE VERAMENTE BRAVO SE NON DOVRA’ SOTTOSTARE ALLE PRESSIONI POLITICHE DI UN CERTO PERSONAGGIO DELLA REGIONE LAZIO, IL QUALE DICE CHE NON SI OCCUPA DI ATER, MA POI SE NE OCCUPA ECCOME.
ANCHE PERCHE’ ALL’ATER CI LAVORANO PARECCHIE PERSONE CHE POLITICAMENTE RISPONDONO A COSTUI.
IL NUOVO COMMISSARIO DOVREBBE INNANZITUTTO RIVOLUZIONARE IL SISTEMA ORGANIZZATIVO ATTUALE DOVE PRATICAMENTE TUTTA LA GRAN PARTE DELLA GESTIONE STA IN MANO A UN GRUPPO DI PERSONE , CHE INVECE NON DOVREBBERE AVERE NULLA A CHE FARE CON LA GESTIONE.
IMPIEGATI E FUNZIONARI CHE SI SONO APPROPRIATI ILLEGITTIMAMENTE DI ALLOGGI DI CASE POPOLARI PER LORO STESSI O PER I LORO FAMIGLIARI, O CHE ADDIRITTURA HANNO FATTO OCCUPARE IMMOBILI DI PROPRIETA’ DELL’ATER PER NON FARLI VENDERE.
MENTRE UN’AZIENDA COSI DRAMMATICAMENTE SULL’ORLO DEL FALLIMENTO DI QUEI SOLDI NE AVREBBE AVUTO MOLTO BISOGNO, ANCHE PERCHE’ LE OPERE DI BENIEFICIENZA SI FANNO QUANDO SI STA BENE ECONOMICAMENTE E NON QUANDO SI STA SULL’ORLO DEL FALLIMENTO, MA SI SA LA GARBATELLA STA MOLTO A CUORE A UN POLITICO DELLA REGIONE LAZIO.
A Garbatella, “la biblioteca che verrà” grazie ai cittadini

L’occupazione dell’ex Mobilificio. Foto presa dal profilo Facebook della biblioteca
ROMA –Garbatella. Ex Mobilificio Proietti. Ma anche ex bagni pubblici. Ex, ex. Ora? Adesso quell’edificio costruito ai primi del Novecento da Innocenzo Sabbatini per offrire un servizio agli abitanti delle case popolari del quartiere diventerà una biblioteca. Per volere della cittadinanza. Il nome c’è già: “Moby Dick, la biblioteca che verrà”.
Ma facciamo ordine: nel 2013, dopo la cessazione dell’attività della ditta Proietti Mobili, l’Ater, l’ente regionale che corrisponde all’ex Istituto autonomo case popolari, è rientrato in possesso della struttura di via Edgardo Ferranti. Che farne? Gli abitanti della Garbatella e il municipio VIII avevano le idee chiare: farne un polo culturale.
“Da tempo ci muovevamo per trovare dei locali da adibire a biblioteca – spiega Sonia Spila dell’Associazione Casetta Rossa – è quello è un edificio non solo architettonicamente rilevante ma anche al quale la popolazione del quartiere è molto affezionata. Dal momento che non veniva assegnato e la situazione era in stallo, temendo che potesse essere messo a bando dall’Ater viste le sue caratteristiche di spazio commerciale, abbiamo deciso di occuparlo. Non con l’intenzione di tenerlo per noi, ma con la chiara idea di restituirlo alle istituzioni. Volevamo solo creare un luogo di cultura e sapere e accelerare i tempi burocratici per averlo”.
Se Sonia Spila è la stessa che lavora all’Ater di Roma la cosa è grave e come mai l’Azienda non prende gli opportuni provvedimenti?
All’Ater di Roma è un vizio diffuso non è solo la Spila ad impossessarsi degli immobili che dovrebbero invece tutelare, spesso se ne appropriano per se stessi, per i loro famigliari
Questi dipendenti ovviamente si scelgono sempre i migliori immobili sia che siano appartamenti sia che siano locali, sia che siano terreni, ma la cosa strana è che l’Ater di Roma non è mai intervenuta nei confronti di costoro, come invece avrebbe dovuto fare un’Azienda seria, ….
PURTROPPO COSTORO INVECE CONTINUANO A GESTIRE POSTI DI RILIEVO NONOSTANTE TUTTO FACENDO CONTRATTI ANCHE A CHI NON NE HA DIRITTO!
